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Tesseramento Pd, il sindaco Spagnuolo: «decisione maturata nel tempo, unica strada l’iscrizione online valida e non di serie B. Un minimo di buon senso e regole politiche fanno propendere per una mia ricandidatura»

Pubblicato in data: 3/3/2017 alle ore:08:00 • Categoria: Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

«E’ una decisione maturata nel tempo, chiaramente la mia è stata sempre una militanza in un’area di centrosinistra. Siamo partiti con la Margherita, siamo passati poi con l’Udc che era più ondivago ma poi da coordinatore provinciale di Scelta Civica ho sempre portato all’alleanza con il Pd. Poi nel momento in cui Scelta Civica aveva esaurito la sua forza propulsiva, e penso ci saranno altri passaggi, adesso mi sembra il periodo migliore per fare ingresso nel Pd, un periodo di transizione in cui c’è bisogno di raccogliere tanti modestissimi contributi dal territorio per costruire un partito che viene da una scissione e che deve darsi una fisonomia netta. E con tanti amici siamo pronti a dare il nostro contributo».
Il sindaco Paolo Spagnuolo spiega l’adesione ai democrat con i suoi consiglieri più fedeli quali gli assessori al Bilancio Domenico Landi, al Marketing territoriale Flavio Pascarosa e alla Cultura e Lavori pubblici Lello Barbarisi.
Un tesseramento avvenuto solo online: «sabato scorso ho saputo che erano a disposizione solo poche tessere, la mia l’avrei potuta fare presso il circolo. Ma con me c’erano tante persone che volevano per la prima volta iscriversi ad un partito in un periodo storico in cui è forte la diffidenza verso la politica. Per cui non restava altra strada che il tesseramento online che erano consentito. Non vedo perché poi questo tesseramento, che nasce dal sito del Pd, debba essere considerato non valido o di serie B secondo di chi lo utilizzi. Non mi sembra una cosa bella mentre in questo momento storico bisogna spalancare finestre, porte e portoni a chi vuole entrare nei partiti con entusiasmo, soprattutto quando la spinta viene dal basso. La cosa deve essere salutata con favore altro che la regola del 10 % o del 20% rispetto al passato o che il tesseramento online non è valido. Queste sono questioni brutte che rendono un partito poco democratico invece di favorire l’entusiasmo di tante persone si pongono vincoli o barriere. Da qui la scelta del tesseramento online. Tutti inoltre abbiamo scelto sul tesseramento online di voler far capo al circolo di Atripalda, quindi c’è stato un riconoscimento del circolo locale. Molto sinceramente avrei preferito che il tesseramento si fosse svolto dopo le elezioni amministrative».
Per il primo cittadino la sua candidatura appare scontata: «Sulla investitura a sindaco stiamo parlando di un uscente, sostenuto dal Pd in questi cinque anni. E’ un’amministrazione che ha posto le basi per lo sviluppo di Atripalda per i prossimi dieci anni e quindi è nell’area una riconferma di questa squadra a partire dal sindaco uscente. Mi auguro che a breve ci incontreremo con tutti gli iscritti e si partirà con questa nuove fase con il Pd».
Ma nel Pd scalpita Tuccia: «Nel Pd non c’è solo Tuccia, C’è anche un altro gruppo che ha sottoscritto un documento al fianco dell’Udc, quindi la questione è molto complessa. Non si può attendere il tempo dei congressi cittadini e poi provinciali per poter stabilire una linea politica da seguire poi sui territori. Quindi ognuno si è già mobilitato, e io l’ho fatto da tempo intorno ad un progetto civico e lo ha fatto anche l’altro gruppo. Quindi alla fine non è solo una questione Spagnuolo-Tuccia,  il problema è molto più ampio visto che le situazioni si erano cristallizzate. Per costruire un progetto serio non si può attendere dopo che si sono fatti congressi in una ventina di giorni. Io sono già partito un po’ di tempo fa».
Respinge le primarie per la scelta del candidato sindaco: «ci sono già dei posizionamenti avviati e le primarie non si posso certo svolgere a venti giorni dalla presentazione delle liste. Ci sono dei posizionamenti già avviati. Un minimo di regole politiche, un minimo di buon senso fanno propendere per una mia ricandidatura. Stiamo parlando di un’amministrazione uscente che non solo si è resa protagonista di un mezzo miracolo sul risanamento del bilancio, poi grazie all’appoggio del Pd si è superata la frattura con l’Udc. Un Pd con il quale si ha in comune la stessa visione della città. Ancora oggi dal Partito Democratico viene  espressa fiducia al sindaco uscente, per cui non penso che il sindaco uscente, oggi del Pd, a maggio o giugno, oppure all’improvviso non possa godere più di tale fiducia. Per cui non c’è bisogno di svolgere le primarie perché c’è un amministrazione uscente che ha il pieno appoggio del Pd».

Sulla vicinanza al sottosegretario Del Basso De Caro conclude: «Un Pd che deve ritrovare condivisione e unità. Sono tessere del Pd  le nostre e dobbiamo lavorare per l’unità del partito. Certo condivido in questo con De basso De Caro che sostiene che il partito deve essere autoreferenziale e che le scelte di eventuali intese, che pure possono risultare per il migliore funzionamento degli enti sovra comunali, devono essere scelte condivise dall’intero partito e non da piccole frange. Dobbiamo acquisire la consapevolezza di essere una grande squadra per vincere le partite».

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6 Risposte »

  1. Senza vergogna evita di dire che ha militato tanti anni in alleanza nazionale quindi a destra e stato il peggior sindaco mai avuto

  2. Sindaco, ci possiamo aspettare che ora lei si candidi alle primarie, magari anche alla presidenza del consiglio??? Visto che Atripalda e la coerenza politica sembrano essere gli ultimi tra i suoi pensieri…

  3. NON O KAPITO ALLORA IL pd ENE UN PARTITUCOLO DI sinistra o UN GRANDE MOVIMENTO DESTROMANE

  4. Amministrazione uscente e per sempre.

  5. VERGOGNATI

  6. Il miracolo sul risanamento del bilancio è una cazzata ! La verità è che è stato rimodulato il debito in virtù di nuove norme in materia. Quindi è stato aumentato il debito plasmandolo su più anni. Questo è quello che veramente è accaduto . Per favore se si pensa di impostare la campagna elettorale sul presunto miracolo si và a sbattere contro un muro.

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