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sabato 23 settembre 2017
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Amministrative 2017, il Pd atripaldese vota a favore delle Primarie per il 23 aprile: Tuccia presenta la candidatura sostenuta da 116 firme (circa il 45%). Ora 48 ore di tempo per uno sfidante. Strappo con il sindaco Paolo Spagnuolo che abbandona l’assemblea degli iscritti con i suoi fedelissimi. FOTO

Pubblicato in data: 9/4/2017 alle ore:12:15 • Categoria: Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

Il Pd atripaldese vota a favore delle Primarie per il 23 aprile, con il vicesindaco Luigi Tuccia che presenta la candidatura sostenuta da 116  firme (circa il 45%) e il sindaco Paolo Spagnuolo che abbandona l’assemblea degli iscritti con i suoi fedelissimi. Si consuma così ieri sera nell’ex sala consiliare lo strappo tra il primo cittadino e il suo vice. Ora nel Pd ci sono 48 ore di tempo per presentare una seconda candidatura alle Primarie (bastano una trentina di firme a sostegno), ma nel caso ciò non avvenga da Statuto sarà Luigi Tuccia il candidato sindaco del Pd alle elezioni dell’11 giugno. All’assemblea democrat convocata al gruppo reggente del partito non c’è l’ex sindaco Aldo Laurenzano, il cui nome girava con insistenza nei giorni scorsi come possibile competitor alle Primarie di Tuccia, né gli ex assessori Tony Troisi, Giacomo Foschi e Pasquale Penza, che pur tesserati al Pd, ieri mattina erano invece presenti alla presentazione del candidato sindaco della civica “Scegliamo Atripalda” Geppino Spagnuolo. E sui tre, anche senza essere mai nominati, ricadono gli strali di Franco Landi «discpiace vedere che si aprono comitati elettorali in città con tesserati di questo partito»  e Tuccia che nel suo intervento conclusivo ci va giù duro: «chi è fuori al Pd l’11 giugno resterà fuori anche dopo: il nostro non è un partito con una porta girevole, una salumeria dove si entra solo quando ci sono convenienze, ci si sta un po’ si prende qualcosa e poi si va via a secondo delle occasioni. Questo finirà».
I lavori prendono il via da una relazione di Costantino Pesca, che con Antonio Iannaccone ed Emanuela Auriemma hanno guidato la sezione cittadina di piazza Umberto, dopo le dimissioni del segretario Gerardo Malavena, nella quale viene tracciato un bilancio negativo dell’amministrazione Spagnuolo , indicando le Primarie «l’unica via percorribile per garantire la coesione e l’unità di tutte le anime e le sensibilità che popolano il nostro partito e per fare in modo che la cittadinanza sia partecipe alla costruzione di un nuovo progetto di governo per Atripalda. Primarie aperte a tutti i cittadini che vorranno concorrere alla costruzione di un progetto basato soprattutto su un patto di fede tra i concorrenti in virtù del conseguimento di obiettivi comuni».
Ad ascoltarlo in sala c’è il sindaco Spagnuolo, con i sui consiglieri fedelissimi Lello Barbarisi, Flavio Pascarosa e Mimmo Landi e un gruppo di amici e tesserati. Un intervento di replica dai toni pacati ma decisi quello del primo cittadino: «Oggi inizia una nuova fase del Pd, siamo pronti a dare un modesto contributo». Spagnuolo si difende dalle accuse di aver sottoscritto la tessera solo via web, modalità prevista dal partito. «Ho amministrato con nove consiglieri su otto, sapendo che l’asse portante della mia amministrazione era il Pd e con Luigi, priva dell’Udc che ci siamo tolti un freno all’azione amministrativa. Tutte queste frizioni che avete sottolineato nel documento io non li ho registrare. A me potete imputare tutte le responsabilità riguardo la guida dell’amministrazione, ma non del partito. La mia adesione al Pd è stata fatta al netto delle elezioni amministrative, non è legata alla mia ricandidatura. Sull’attività amministrativa: sono il primo a dire che c’è stato un corto circuito con la città, complice anche che non c’è stata una copertura politica, che non potevate pretendere dal sottoscritto. Non ci sono state tutte le fibrillazioni politiche che denunciate oggi visto che abbiamo lavorato in questo periodo con grande velocità da quando l’Udc è stata messo fuori».
Spagnuolo difende l’operato dell’Amministrazione: «sono il primo che non sono soddisfatto, ma abbiamo fatto un lavoro e un’attività preparatoria allo sviluppo della città per i prossimi anni con un’attività di risanamento. Il giudizio va dato rispetto al punto di partenza, alla congiuntura nazionale più terribile e negativa di questi anni, ad un comune sottodimensionato nel personale. Se a ciò si aggiunge una burocrazia che ha dell’incredibile bisogna allora tenere conto dal punto in cui siamo partiti e dove siamo arrivati oggi. Ogni tre mesi abbiamo dovuto relazionare alla Corte dei Conti su ogni centesimo speso. Un’attività faticosissima. Un’attività che non si è vista ma necessaria per buttare le basi per lo sviluppo dei prossimi cinque anni del patrimonio storico-turistico-culturale. Allora sinceramente mi sarei aspettato un minimo di accoglienza in più e un saluto agli amici che hanno con me aderito al Pd per dare un minimo contributo. Non si trattava di moti carbonari o di un’Opa da parte nostra sul Pd, oggi posso avere il piacere di spiegare in che cosa si è espressa l’azione amministrativa. Se non avessimo avuto unità d’intenti e se ci fossero state le frizioni che voi denunciate, noi non avremmo potuto raggiungere tali risultati. Rispedisco al mittente il giudizio negativo».
Tocca così all’onorevole Valentina Paris che nel suo intervento non lesina critiche all’Amministrazione Spagnuolo: «ad Atripalda sono stati 5 anni difficili. Io ho sostenuto la scelta fatta cinque anni fa, litigando e facendo una battaglia per questa lista. In questi 5 anni, lo dico a Paolo, noi non siamo riusciti a ricucire non solo una dialettica dentro i partiti, ma nemmeno dentro la nostra comunità i tanti strappi che si erano prodotti. Non entro nel merito specifico di come ha agito quest’amministrazione, ma una cosa dico al sindaco: la comunità atripaldese è abituata ad avere istituzioni presenti. E quello che non si dice di Paolo Spagnuolo e di Valentina Paris in giro. Credo che sia legittima la volontà di  Paolo Spagnuolo di candidarsi a sindaco, ma non condivido i passaggi a mezzo stampa con i quali si è approcciato ad una comunità, al Pd, elencandone anche i difetti. Il Pd è una comunità e ci sono delle regole da rispettare. Chi vi parla non può farlo a cuor leggero e sul tesseramento online non possa non sentirmi un pò presa in giro da questa innata voglia di partecipare solo il 28 febbraio. E questa cosa l’ho denunciata.  E poi non solo le condizioni economiche ma anche il Comune necessitava di una sua riorganizzazione radicale. Il nostro obiettivo è di tracciare il profilo politico del Pd e poi di selezionare eventualmente il nostro candidato sindaco. Io non so se siamo in ritardo, ma gli altri non so se sono in anticipo nel tracciare da qui a 12 anni il futuro della città. Domani che città vogliamo essere? Prima quella dei mercanti siamo stati, poi quella della cultura. Ritengo che invece dobbiamo essere quella dell’accoglienza. Un partito politico che si propone ad una comunità o discute e si confronta o non sarà credibile e rischia di essere solo ambizione politica. Stasera dobbiamo dare centralità ad una proposta politica del Pd e decidere come selezionare».
La deputata irpina si dichiara a favore delle Primarie:«Se siamo in una fase in cui i comitati elettorali sono già aperti, il Pd deve essere lasciato in pace (altro frecciata al sindaco Spagnuolo per il comitato Noi Atripalda ndr.). Loro ( il gruppo di reggenza ndr.) hanno prodotto un documento decidendo di selezionare attraverso le Primarie il nostro candidato sindaco, e io non posso non essere d’accordo con loro. Credo che è una strada percorribile, noi avremo fatte il lavoro migliore possibile, ma se questa non è percorribile è legittimo che ognuno faccia poi la strada migliore. Ma evitiamo di tirare in ballo un simbolo che è l’unica garanzia di democrazia non solo ad Atripalda ma nel Paese».
L’ex assessore Nancy Palladino chiede al Pd di esprimersi sulle proposte e non sui nomi: «non sappiamo che idee di città ha il sindaco Spagnuolo o Luigi Tuccia. Noi stasera dobbiamo fare il massimo sforzo possibile non a colpi di maggioranza. Il partito è d tutti, anche di chi stasera non si presentato. Il regolamento dei conti lo lascio agli altri  comitati e non a noi. Dobbiamo fare uno sforzo unitario e di maturazione per trovare una soluzione meno sanguinosa possibile».
Tanti gli interventi che si sono succeduti tra i quali quello di Flavio Pascarosa che difende la ricandidatura di Spagnuolo, di Mimmo Landi, di Cocchi, Franco Landi e altri. Salvatore Antonacci evidenzia come si è arrivati in ritardo: «tutto si è consumato nelle stanze di palazzo di città mentre i partiti hanno perso. Con quell’uno in più l’amministrazione è sopravvissuta. La degenerazione si è consumata non più sulla politica ma sul tentativo estremo di arrivare a fine mandato, e questo vale per tutti. Voi dovete sentire l’onere, il peso delle responsabilità».
Conclude gli interventi Tuccia che presenta la candidatura alle Primarie: «il tempo per farle c’è, il 23 aprile senza farle coincidere con quelle nazionali del 30 aprile. L’aspetto formale c’è. Noi siamo qui a decidere cosa fare. Io oggi presenterò la mia candidatura con 110 firme, circa il 45% degli iscritti e ben oltre il 30% richiesto da Statuto. Le Primarie fanno parte dello statuto del Pd ». Ripercorre tutti i passaggi dal 2012 «un patto di assoluta trasparenza in questi anni, abbiamo portato a casa risultati ma abbiamo toppato in molte cose anche sulla mia delega. Taluni obiettivi non sono stati centrati. Ma da tempo avevamo indicato le Primarie per la scelta della leadership e in questi 15 giorni ci misureremo sulle idee per la città. Il Pd in questi anni è cresciuto ed è mutato lo scenario politico nazionale. Presento qui la mia proposta sottoscritta da più del 45% degli iscritti».  E si consuma così lo strappo con il sindaco Spagnuolo, che scuro in volto per la mossa forse inattesa di Tuccia,  con i suoi fedelissimi abbandona l’assemblea prima della ripresa dei lavori finali e della comunicazione conclusiva del comitato di reggenza.

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3 Risposte »

  1. Abbandona l’assemblea con i fedelissimi. Ahahahahah

  2. Tra i fedelissimi: il padre qua ma la figlia là…
    Poi, Paris:”dobbiamo essere la città dell’accoglienza” quanti migranti vuol far scaricare a Minniti?

  3. Cinque anni di completa inefficienza. Non si è fatto nulla per Atripalda e adesso vengono con una faccia tosta a volersi ricandidare sia il n. 1 che il n. 2.

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