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Via Crucis, dopo 37 anni stasera rivivrà la figura dell’incappucciato con Enrico Giovino: «in memoria e per volere di papà». La Crocifissione di Gesù interpretata dal figlio Pellegrino. FOTO

Pubblicato in data: 14/4/2017 alle ore:07:00 • Categoria: CulturaStampa Articolo

Ritorna stasera un pezzo di storia della Via Crucis Atripaldese. Dopo trentasette anni  si ripete la devozione dell’Incappucciato di Capo La Torre, con la sua veste storica indossata e tramandata di generazione in generazione dai figli maschi della famiglia Giovino.
Stasera la figura dell’incappucciato rivivrà grazie all’interpretazione di Enrico Giovino, che dopo 37 anni, reinterpreterà appunto il ruolo svolto dal papà Pellegrino dal 1948 al 1980, venuto a mancare poi a luglio dell’anno scorso, mentre la figura di Gesù Cristo con la Crocifissione sarà interpretata dal figlio di Enrico, Pellegrino.
In principio vi era appunto la figura dell’Incappucciato, che su Rampa San Pasquale metteva in scena le tre cadute, tra la commozione della folla di fedeli. Una tradizione che ha 150 anni di storia legata alla famiglia Giovino, una storia di fede. Una devozione particolare quella della famiglia Giovino che, tramandata da padre in figlio, veste i panni del Nazareno da oltre cento anni.
Tutto infatti ha inizio nel lontano 1860 quando il pescatore di Capo La Torre, Pellegrino Giovino, tornò dall’America per una grazia ricevuta, prese la croce dando così il via a questa tradizione religiosa.
Tradizione che arriva fino agli anni ’80, per vedere la sua interruzione a causa del terribile terremoto che devastò l’Irpinia. Nel 1997 è proprio la Pro Loco, con il suo costante impegno, a rimettere  in scena, questa volta letteralmente, la Passione di Cristo. Negli anni il livello qualitativo si innalza grazie alla trasposizione teatrale del testo “Quid est Veritas?” scritto dal magistrato di Lapio Matteo Claudio Zarrella e all’interpretazione degli attori del Clan H, «ma quest’anno per volere di Pellegrino Giovino – illustra Lello Labate,  presidente della Proloco – abbiamo deciso di ritornare all’antica processione in sinergia con le parrocchie di Sant’Ippolisto Martire e della Madonna del Carmine, la Confraternita di Santa Monica e la Confraternita della Misericordia, e di inserirla all’interno dei Riti della Settimana Santa».
Il cammino processionale con l’Addolorata e il Gesù morto partirà stasera alle ore 19 con la rivisitazione delle scene più suggestive della Via Crucis, reintroducendo così, dopo 37 anni, la devozione dell’Incappucciato «in memoria e per volere di mio padre Pellegrino Giovino – racconta il figlio Enrico che stasera vestirà i panni dell’Incappucciato -. Era un suo sogno vedere nella stessa rappresentazione la figura dell’incappucciato e quella della Crocifissione di Gesù, che ha raccontato nella sua ultima intervista pubblica alla città, prima della scomparsa. Per questo ho deciso di rinnovare questo evento anche per il desiderio di papà».
La processione toccherà tutti i luoghi di culto della città, inizierà in piazza Vittorio Veneto e farà tappa lungo via Roma, dove ci sarà l’incontro con Pietro, presso la chiesa di Santa Maria del Carmine, poi l’incontro con la Madonna, in piazza Tempio Maggiore. Sul sagrato della chiesa madre di Sant’Ippolisto si terrà la scena della flagellazione, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove ci sarà l’incontro con le Pie Donne, e si concluderà presso Rampa San Pasquale con l’interpretazione storica delle tre cadute e della crocifissione. Ad accompagnare i momenti più emozionanti della Via Crucis ci saranno la voce lirica del soprano Eleonora Arpaise, la musica della pianista Stefania Cucciniello e le voci narranti di Carmine De Maio e Fabiana Rescigno.

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