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Amministrative 2017, va in scena il primo confronto pubblico tra i quattro candidati sindaco sul tema dei beni comuni promosso dall’associazione “A’ Potea”. FOTO

Pubblicato in data: 31/5/2017 alle ore:05:00 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

I quattro candidati sindaco a confronto l’altra sera con l’associazione “A’ Potea” sul tematica dei beni comuni e partecipazione giovanile. Un confronto dai toni pacati svoltosi nella chiesa di San Nicola da Tolentino che ha visto tra il pubblico la presenza di tanti candidati al Consiglio e supporters delle quattro liste in campo ma l’assenza della città. Un segno emblematico del distacco con il quale la cittadina del Sabato sta vivendo la maratona amministrativa (FOTOSERVIZIO A CURA DI MARIO D’ARGENIO).
Ad avvio dell’incontro il priore Iannaccone ha spiegato le regioni: «E’ una chiesa consacrata, abbiamo ospitano questa manifestazione perché le parole di Bergoglio sono chiarissime: coinvolgerci nella politica è un dovere per un cristiano. Questo spazio sarà aperto a tutti quelli che vogliono fare una buona politica, quella finalizzata al bene comune e con la P maiuscola».
A condurre il dibattito Marco Monetta: «E’ un piccolo esperimento che vogliamo fare, di fare un confronto condiviso e in contemporanea tra tutti i candidati che speriamo possa dare risposte e possa essere funzionale alle proposte dei candidati e delle tematiche che l’associazione vuole mettere al centro della discussione. C’è una rete di elementi e beni che hanno tutte le caratteristiche per ritrovare una potenzialità».
Nunzia Battista di “Piazza Grande” chiede un regolamento: « mi sono resa conto che le parole di Rodotà sono perfette. Bene comune non è solo il bene materiale, ma bene comune è anche l’educazione, la cultura che si forma nella cittadinanza. E’ importante che l’amministrazione dia a tutti la possibilità di accedere. E’ ciò attraverso una corretta regolamentazione, con regole uguali per tutti. Una cosa che in questi anni abbiamo lamentato dai banchi dell’opposizione. Quando le regole non sono chiare c’è la possibilità nelle maglie di favorire o sfavorire qualcuno. C’è bisogno di un regolamento dei beni comuni che mette al centro la sussidiarietà perché i cittadini devono fare anche la loro parte. Gli amministratori devono rendere fruibili per tutti questi spazi. Una delle cose da fare, che va nella direzione del nostro programma,  è trasparenza e semplificazione della macchina comunale. Anche l’esclusiva non è una cosa buona. Una capacità di gestire con una regolamentazione per l’accesso da parte di tutti».
Per Giuseppe Spagnuolo di “ScegliAmo Atripalda” il luogo che rappresenta il futuro delle associazioni è l’ex scuola di San Pasquale: «Condivido i contenuti. Sui criteri di assegnazione credo che si debbano fare delle categorie diversi. Ci sono dei beni immobili che devono essere a disposizione di tutti con una gestione molto snella. C’è l’onere di rimetterli un po’ meglio come la villa comunale e l’anfiteatro. Qui più un criterio d’uso e non di assegnazione. Vanno messi a disposizione di tutti in uno stato più utile. Si invece una regolamentazione sulle manifestazioni di pubblico spettacolo . L’amministrazione deve regolamentare i singoli beni anche per capire quali sono le modalità d’accesso e facilitare i controlli di chi li deve effettuare. E’ un’attività che l’amministrazione può fare nei primi 100 giorni di governo. Altri tipologie di beni che necessitano un utilizzo diverso. Un criterio di assegnazione più chiari come per il campo di calcio. Per la Pineta Sessa si può immaginare va costruito un bando. Il luogo che riteniamo che deve essere il futuro delle associazioni è l’ex scuola di San Pasquale: un progetto per noi attualissimo. Va messa come priorità per consentire un salto di qualità per le associazioni giovanili».
Difende le scelte fatte e gli atti posti in essere il sindaco Paolo Spagnuolo di “Noi Atripalda”: «per l’assegnazione dei beni comunali voglio essere più concreto un po’ per carattere e un po’ perché ho amministrato e vorrei fare un elenco delle cose fatte. il parco pubblico è stato oggetto di un bando che è il criterio seguito che è il massimo della trasparenza e lì sarà realizzato un Parco Avventura. Anche per l’ex supermercato di Alvanite abbiamo fatto un bando e li è nata un palestra. Per il Centro Servizi tutti i bandi sono stati infruttuosi. Per la Case di Adele anche lì il criterio più trasparente seguito è stato quello del bando assegnato ad una cooperativa. Anche per l’impianto sportivo Valleverde ancora bando, trasparenza e affidamento. Ci sono stati dei beni assegnati invece direttamente come il prefabbricato per l’associazione “La verde collina”, e altri due. Poi l’assegnazione a Cambiamenti dell’ex sala consiliare, non utilizzata in esclusiva ma aperta a chiunque voglia farne richiesta. Sui criteri c’è stata la massima trasparenza. Sul regolamento per le manifestazioni di pubblico spettacolo purtroppo si è affinato man mano ma non si è arrivati ad un regolamento approvato in Consiglio. Una delle prime cose che andremo a fare, acquisito l’orientamento di Asl, Vigili del fuoco e Giurisprudenza, andremo ad approvare questo regolamento pronto ormai al 90%. C’è stata anche una mia contrapposizione con i Carabinieri su tale regolamento . Poi la giurisprudenza ha dato ragione a me. Quello che si dovrà fare: operare sull’ex scuola di Rampa San Pasquale, per la quale  con il decreto di accelerazione di spesa abbiamo posto come seconda priorità dopo il finanziamento alla rete idrica di via Serino, con i residenti che vivevano forti disagi. Interventi su Alvanite e c’è poi da migliorare l’impianto Valleverde con la possibilità di dargli il manto erboso sintetico. E con questo ne ho parlato con il presidente Sibilia e Saviano. E quarto punto il Centro Servizi: come amministrazione siamo riusciti ad evitare che quel bene fosse alienato. Abbiamo risanato l’ente e quindi ora puntiamo alla valorizzazione».
Infine per Francesco Nazzaro del M5S: «crediamo che non vada messo in atto nessun regolamento. Va snellita la burocrazia. Tutti i posti debbono essere messi a disposizione seguendo criteri di trasparenza e alternanza. Sull’ex scuola rampa San Pasquale lì ho girato il mio primo spot nel 2010 denunciandone l’abbandono, sul Centro Servizi abbandonato ci sono stati dei finti tentativi di vendita con società fittizie che volevano acquistarlo. Poi sull’ex Asl noi paghiamo trentamila euro per l’attuale sede mentre potremmo dare valore a via Tiratore. Non capisco come mai chi ha governato in questi mesi non ci ha pensato. Togliendo quel fitto avremmo potuto accedere ad un mutuo. Nei primi cento giorni non potremo fare promesse, dovremo controllare e verificare prima la situazione contabile lasciata. Se siamo qui è perché non ci fidiamo della vecchia politica,  ma dobbiamo controllare tutto anche i bandi. Anche nella comunicazione effettuata con il sito del comune non ci sono tutti i dati come dovrebbero.  Si sono sentite tante parole, noi vogliamo i fatti. Restituire i beni comuni e spero che siano i Grillini a verificare che ciò avvenga».
Il primo cittadino replica al candidato pentastellato: «l’edificio dell’Asl non è di proprietà comunale e all’interno ci sono solo le pareti e null’altro, ci vorrebbe  un investimento. Sul Centro Servizi i bandi sono stati infruttuosi e per quanto riguarda la regolarità dei bandi vengono gestiti direttamente dalla Centrale unica di committenza e non da noi. Poi per la valorizzazione dei beni immobili, non ho raccontato favole e belle parole, ma sulla villa di via Serino l’abbiamo data a mille euro al mese. La palestra di contrada Alvanite era una struttura abbandonata e l’abbiamo data a 600 euro al mese. E per lo stadio Valleverde  non paghiamo più l’utenze. Per cui sono beni piuttosto valorizzati».
Replica anche il candidato Giuseppe Spagnuolo: «sull’Asl il Comune non centra come proprietario. E’ l’ente Asl che ha deciso autonomamente di investire in maniera consistente e non nella struttura di via Tiratore che è poi dell’Inail». Infine Nunzia Battista: «l’utilizzazione del bene comune non deve portare ad un tornaconto. Il vero utilizzo è come viene usata l’ex sala consiliare affidata a Libera Atripalda. Il tornaconto è che delle persone e giovani hanno la possibilità di riunirsi e confrontarsi. Questo è quello che dobbiamo regolamentare. Per poterli utilizzare tutti e bene. Questo è un caso che vedo piuttosto bene in cui viene gestito in maniera lineare. Regolamentare le modalità di utilizzazione anche per le realtà che verranno».
Conclude Francesco Nazzaro: «chiedo agli altri candidati se avranno a cuore uno dei beni comune più importante, l’ambiente. Visto che poi parliamo di salute. Fatti non chiacchiere perché sulla salute non si scherza».

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Una Risposta »

  1. … un confronto dai toni pacati…
    e’ chiaro, se parliamo del colore delle foglie quando cadono, a nulla serviverbbe scontrarsi… parliamo di temi quali il bilancio disastroso dell’erario comunale, il lavoro, la fatiscenza di contrada Alvanite, l’inefficienza del comune… vediamo lì quale sarà il tono di voce… senza nulla togliere allo spirito civico e culturale che muove da sempre l’associazione A’potea…

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