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Amministrative 2017, oggi la sentenza del Tar sul ricorso elettorale di “Noi Atripalda”: la difesa chiede l’inammisibilità. L’ex sindaco: “eccezione infondata”

Pubblicato in data: 27/9/2017 alle ore:08:00 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

E’ attesa per oggi la sentenza del Tar di Salerno sul ricorso promosso dai cinque consiglieri d’opposizione della lista “Noi Atripalda”, capeggiata dall’ex sindaco democrat Paolo Spagnuolo, su quei 121 voti di scarto dalla civica “ScegliAmo Atripalda” che ha eletto a metà giugno sindaco l’altro Spagnuolo, Giuseppe esponente dell’Udc.
Ieri pomeriggio , dinanzi la sezione numero 1, si è discusso il ricorso con il quale la minoranza chiede l’annullamento del verbale di proclamazione degli eletti del giorno successivo al voto, con data 12 giugno, redatto dall’adunanza dei presidenti di seggio, con il quale si è proclamato nel seggio 1 alla carica di sindaco l’ingegnere Giuseppe Spagnuolo e i consiglieri di maggioranza.
La discussione è iniziata intorno alle ore 16 e si è conclusa dopo un’ora. Per il Comune di Atripalda presente l’avvocato Rocco e gli avvocati Marenghi e Lentini per i consiglieri di maggioranza. Per la minoranza, che ha proposto il ricorso, l’ex sindaco e avvocato Paolo Spagnuolo. «La discussione si è incentrata sull’eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dagli avvocati della parte resistente (comune e i due gruppi consiliari di maggioranza ndr.) che hanno sollevato il conflitto d’interesse e quindi la carenza d’interesse ad agire di noi cinque ricorrenti in quanto eletti – spiega a fine udienza l’ex primo cittadino Paolo Spagnuolo -. Ovviamente nella discussione, ho ritenuto l’eccezione infondata perché bisogna distinguere tra eletti in maggioranza ed eletti in minoranza. Poi quanto alla mia personale condizione, bisogna tenere conto che io ero il candidato sindaco e che per irregolarità a nostro avviso sono diventato consigliere.  Questo giustifica l’interesse sia mio che degli altri ricorrenti a chiedere l’annullamento parziale del voto perché eravamo candidati a governare la città quindi ad essere sindaco e consiglieri di maggioranza con delega o addirittura assessore».
Se venisse oggi accolta tale eccezione di inammissibilità il Tar non entrerebbe nel merito senza trattare le irregolarità. Se invece i giudici rigettano questa eccezione, gioco forza è tenuto ad occuparsi delle irregolarità nel merito rispetto alle quali può emettere una sentenza di accoglimento o di rigetto.
La compagine “Noi Atripalda” del sindaco uscente si era fermata a 2936 voti di lista contro i 3057 voti del listone guidato dal neo sindaco dell’Udc. Un testa a testa durato tutto lo scrutinio.
Sei le sezioni “incriminate” secondo il gruppo consiliare di “Noi Atripalda” che nei fatti chiede un riconteggio dei voti. Nell’esposto infatti si chiede l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali relative alle sezioni  numero 1, 2, 3, 4, 5 e 8 nonché di ogni altro atto connesso.
I cinque consiglieri d’opposizione (Paolo Spagnuolo, Mimmo Landi, Francesco Mazzariello, Maria Picariello e Fabiola Scioscia) evidenziano nel ricorso il mancato rispetto dell’ordine delle operazioni elettorali nelle sei  sezioni, su un totale di dieci sezioni, con inadempimento dei doveri minimali degli uffici elettorali.
Da qui la richiesta di un annullamento parziale.

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Una Risposta »

  1. Deponete le armi. Avete perso.

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