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Via libera ai conti in rosso del’Ente di Piazza Municipio: sul Consuntivo 2016 dodici voti a favore e voto contrario della minoranza. Il sindaco: «Proveremo a invertire una rotta difficile». FOTO

Pubblicato in data: 30/9/2017 alle ore:08:30 • Categoria: Politica, ComuneStampa Articolo

«Proveremo a invertire una rotta difficile. Il punto di partenza è molto critico. Per noi il rendiconto ci restituisce una situazione economica di difficoltà del Comune di Atripalda al 31 dicembre 2016». Così il sindaco Geppino Spagnuolo fotografa i conti in rosso del’Ente di Piazza Municipio sui quali incassa ieri sera il via libera in Consiglio comunale con il voto contrario della minoranza (12 voti a favore e 5 contrari). Un sì dell’aula sul Rendiconto di gestione 2016 che conferma un disavanzo nell’ordine di circa 2 milioni e 700mila euro, che sarà spalmato su tre anni attraverso la lotta all’evasione, il recupero della morosità e gli introiti dall’autovelox sulla Variante.
Un’approvazione sulla quale si registra lo scontro tra maggioranza e opposizione che contesta i dati del Consuntivo.
«In qualche modo l’argomento già è stato sviscerato nella precedente seduta – prosegue il sindaco -. Doveva essere approvato entro il 30 aprile del 2017. Non approvato e né predisposto e allora abbiamo effettuato noi il lavoro approvando già il previsionale 2017 che tiene conto del risultato di questo Rendiconto 2016. Oggi approviamo questo. Questo rendiconto 2016 sostanzialmente riporta quelle che sono i risultati acquisiti presunti nel 2016. Non mi ripeto. Oggi risolviamo il problema dei ritardi e la diffida prefettizia che abbiamo avuto per l’approvazione di questo rendiconto, un documento contabile che è relegato a gestioni precedenti. A seguito del riaccertamento dei residui, si registra un disavanzo di 2 milioni e700 mila euro che determina un piano di rientro spalmato in tre anni fino al 2019. Certo per il trend che aveva si sono fatte delle cose negli anni passate visto che altrimenti il comune sarebbe finito in dissesto».
Un ente in rosso come il primo cittadino chiarisce visto che l’indebitamento complessivo dell’Ente tra mutui e investimenti si attesta su un totale di 14 milioni 380mila euro al 31 dicembre 2016 con tre macro voci: residui di opere pubbliche che è di sei milioni, residuo per anticipazioni di liquidità pari a 7 milioni e 319 mila; 819mial altra anticipazione di tesoreria.  «Sul bilancio attuale grava perciò una rata di un milione e centomila euro di questi mutui e indebitamenti pregressi come copertura finanziaria da reperire nella gestione annuale dell’ente. La cosa che preoccupa e che sia ad oggi ad un dato di anticipazioni di tesoreria per un totale di un milione e 900 euro. Temo che forse la realtà sia peggiore dei numeri che stiamo discutendo stasera».
Un “disavanzo artatamente creato” lo ribadisce nuovamente la minoranza di “Noi Atripalda” con l’ex assessore alle Finanze Mimmo Landi: «l’amministrazione ha operato in modo efficiente perché ci siamo dovuti imbattere non in 14 milioni ma oltre 21 milioni di debiti legati ai mutui, facendo fronte a pagamenti casch anche con Irpiniambiente. E’ chiaro che la situazione resta preoccupante, ma con le cose buone che farete, ci auguriamo che si possa portare verso il basso questa situazione economica difficile. Ho affrontato con grande responsabilità il ruolo che ho avuto quando dai banchi d’opposizione veniva invocato il dissesto. Documenti che venivano illustrati anche nelle sedi dei partiti come il Pd. E’ anche vero che nella chiusura del bilancio sono state fatte operazioni come la cancellazione dei residui attivi come gli accertamenti tributari che oggi sono partiti. Il fatto è di voler cancellarli a tutti i costi questi accertamenti per far emergere un disavanzo politico. Ci saremmo aspettati da lei una maggiore onestà intellettuale. Il nostro no al bilancio 2016 è dovuto essenzialmente che non abbiamo condiviso di dover ulteriormente mortificare l’ente di una posta per la compensazione di un disavanzo in tre anni mentre se si fossero inviati prima gli avvisi tributari ciò si sarebbe potuto evitare. Finalmente stasera si riconosce che noi non abbiamo fatto disastri». Anche l’ex primo cittadino attacca: «Oggi siamo noi del gruppo d’opposizione a dire finalmente chiudiamo con il passato perché vogliamo che senza alibi questo sindaco e quest’amministrazione inizino a lavorare per la città, per dare conto di quello che dal 2018 andranno a fare. Questo non è il nostro consuntivo e per questo non lo approviamo perché ci avete messo del vostro e lo abbiamo detto già in sede di approvazione del Previsionale, con un disavanzo artatamente creato che avrà una ricaduta sul miglioramento della qualità di vita dei nostri cittadini. Va sottolineato che nel 2016 c’è stato un avanzo di gestione di 200mila euro quando ogni altro amministratore a ridosso delle elezioni avrebbe accelerato sulla spesa. Non è vero che dal 2015 si è lasciati un po’ andare, questo lo traduco io dalle tue parole. Non è così per esser chiaro ai cittadini. Nel 2015 abbiamo ottenuto un provvedimento della Corte dei conti che ci diceva di poter camminare sui nostri piedi visto che il piano di rientro si era concluso nel migliore dei modi. Non lo diciamo noi ma c’è un provvedimento oggettivo. E questo ci ha consentito di ottenere tre mutui importati dalla Cassa depositi e prestiti quale quello del rifacimento delle grondai ad Alvanite, il rifacimento della facciata del Municipio e la messa in sicurezza di palazzo Caracciolo per consentire l’apertura della strada di vai Orto dei Preti. Casomai qualche cittadino più distratto vi darà merito, ma per onestà intellettuale bisognerà dire che è tutto partito un po’ di tempo fa. Per cui non sentiamo questo consuntivo non nostro. Non cè nulla di catastrofico poi nel non aver approvato il consuntivo, accadde la stessa cosa nel 2012 senza rincorrere gli altri. I debiti stanno là».
Il sindaco replica: «oggi siamo qui dovuti entrare due volte per approvare documenti che dovevate farlo voi. Non dico che vi siete dati alla pazza gioia dal 2016 ma che ci sia una situazione e un punto di partenza critico. Il messaggio che voglio far passare è che la situazione dell’ente è difficile. Non è vero che avete fatto disastri, ma non avete fatto neanche i miracoli».

Il capogruppo della maggioranza Salvatore Antonacci: «è chiaro che non lo votate perché se aveste avuto la volontà politica lo avreste già fatto senza lasciarci sobbarcar da questa situazione con questo disavanzo di 2 milioni e 700mila euro. Il dato vero stasera è chiaro: la minoranza è più preoccupata da come venga fuori letto questo dato che invece preoccuparsi del disavanzo. Il voto negativo. Ma i debiti stanno lì, il disavanzo che si è consumato e non si è appianato sta lì. Gli avvisi tributari che non sono stati inviati stanno lì. E’ un bilancio di sangue e di forti restrizioni che sarà difficile spiegare alla gente. E’ molto facile Paolo dire quello di voltare pagina da stasera, noi dimostriamo la responsabilità di approvare. Se il tentativo è di mantenere questa città divisa alimentando una campagna elettorale perpetua noi vogliamo mantenere la città unita e siamo preoccupati dal vuoto delle casse comunali che si traduce in una mancanza di servizi da erogare».
Via libera anche alla proroga del servizio di segreteria in convenzione con il comune di Fontanarosa fino al 31 dicembre ma il sindaco precisa: «dal 1 gennaio il comune dovrà avvalersi di un segretario comunale a tempo pieno». Si astiene la minoranza.

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