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Prima edizione della “Festa dei Popoli”, presentata la due giorni che si terrà nella Dogana. L’assessore Palladino: “nasce il brand Atripalda solidale”. FOTO

Pubblicato in data: 1/12/2017 alle ore:12:00 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

Prima edizione della “Festa dei Popoli” curata dall’Amministrazione Comunale. Domani e domenica nella suggestiva cornice della Dogana dei Grani in Piazza Umberto si terrà la due giorni di integrazione e contaminazione fra diverse culture.
L’obiettivo della manifestazione è quello di sollecitare una riflessione sul fenomeno migratorio e sulla conoscenza reciproca, puntando, attraverso laboratori, fotografie e scenografie «a dimostrare quanto siamo più vicini agli “altri” di quello che pensiamo – ha spiegato ieri mattina in conferenza stampa l’assessore alle Politiche sociali e all’Integrazione Nancy Palladino -. Anche la scelta del luogo in cui si svolgerà l’evento non è casuale: la Dogana dei Grani simbolo dello scambio, culturale, economico e sociale della città in riva al Sabato. Un’Amministrazione comunale degna del mandato a cui è chiamata deve farsi carico anche di questi processi e Atripalda è orgogliosamente il primo comune in provincia di Avellino a vantare un assessorato alla Integrazione, preposto all’accoglienza, alla presa in carico e alla socializzazione degli ospiti in cerca di una speranza. Con la Festa dei Popoli l’Amministrazione comunale inaugura in maniera formale la stagione della solidarietà, dell’integrazione e della contaminazione al fine di creare ponti tra i cittadini e coloro che decidono di lasciare le loro terre per venire nelle nostre. Vogliamo così rompere l’indifferenza. Ringrazio tutte le associazioni che hanno aderito».
Domani, alle ore 17,30, si parte con una visita guidata allo Specus Martyrum a cura della Pro loco. Poi convegno con il professor Gennaro Avallone dell’Unisa e Adele Galdo dello Sprar Torrioni. A seguire aperitivo multietnico preparato dai migranti e poi una spettacolo teatrale Tracce. Domenica giornata dedicata ai laboratori interattivi di contaminazioni culturali nella Dogana tra arte, suoni e sapori del mondo. Nella conferenza stampa è stato lanciato anche il brand “Atripalda solidale” «perché si tratta solo della prima di tante iniziative nelle quali, di volta in volta, saranno protagonisti i nostri ospiti attraverso reciproci gesti di solidarietà.  L’obiettivo è quello di creare quindi una cultura della solidarietà che non sia solo nella mente di pochi ma che riesca a raggiungere davvero tutti».
Per l’assessore alla Cultura, Stefania Urciuoli: «La Festa dei Popoli è senza dubbio un’occasione per aprirci e parlare in maniera diversa di immigrazione. Insieme possiamo dire che c’e’ la possibilità di incontrarsi e sperimentare concretamente l’integrazione e che questa rimane l’unica via per governare un fenomeno che ci attraversa e ci attraverserà indipendentemente dalle nostre scelte. Questa prima edizione sarà all’insegna dello scambio vicendevole di ricchezze artistiche e culturali, dell’incontro, della conoscenza dei luoghi e delle comunità di origine dei nuovi arrivati, con lo scopo di favorire sempre più le relazioni tra esseri umani nel rispetto profondo della dignità dell’altro».
Soddisfatto il sindaco Geppino Spagnuolo: «un evento che vuole segnare un punto di svolta nell’approccio che la città di Atripalda deve avere con i migranti. Vorremmo, visto che è una realtà, un’integrazione più sostanziosa con relazioni più continue. Alcune iniziative sono state già avviate come quella dei corsi di alfabetizzazione nell’ex sala consiliare, altre iniziative ce ne saranno. Vogliamo che Atripalda si caratterizzi con un’attenzione maggiore alle fasce deboli della nostra popolazione, oggi partiamo dai migranti».

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2 Risposte »

  1. compliemnti, fatevi votare dagli extracomunitari la prox volta, con tanti italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

  2. Mi congratulo davvero per questa nobile iniziativa di così ampio respiro, che fa onore alle tradizioni atripaldesi (S.Sabino amante dei forestieri) e all’intera provincia. E’ un momento in cui la globalizzazione ci pone dinanzi all’esigenza di nuovi equilibri mondiali e nuove regole di vita, per cui non c’è da meravigliarsi se alcuni, forse legati ai vecchi schemi mentali, non ne condividono le gravi implicazioni umanitarie.Ritengo quindi opportuno incontrarsi e discuterne con serenità, senza ricatti elettorali o espressioni di grossolano egoismo, nella paziente ricerca della verità e del bene comune, nel rispetto dei grandi valori che celebriamo in questo clima di preparazione al Natale. Cordiali saluti. (sac. Gerardo Capaldo)

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