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Tavola rotonda su sanità e sussidiarietà assistenziale ieri mattina promossa dal’associazione “Primavera Irpinia”. FOTO

Pubblicato in data: 22/1/2018 alle ore:10:30 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Tavola rotonda su sanità e sussidiarietà assistenziale ieri mattina promossa dal’associazione “Primavera Irpinia”. Un confronto tra medici di base, dirigenti e medici ospedalieri in cui sono state affrontare tematiche quali un migliore rapporto tra Ospedale e  Territorio, le liste di attesa, il problema dei tetti di spesa che non sono sufficienti il più delle volte a garantire livelli di assistenza adeguata. Il dottor Angelo Frieri, direttore sanitario dell’ospedale di sant’Angelo dei Lombardi ha evidenziato la carenza di personale nelle strutture sanitarie: «in regione il novo piano ospedaliero ha investito più di 170milioni di euro  ma la nostra criticità resta la carenza del personale. Un po’ ci ha salvato la legge Fornero che non ha mandato in pensione molti infermieri. Se dovesse passare la cancellazione di tale legge oltre il 50% andrebbe in pensione e questo creerebbe dei vuoti per l’assistenza infermieristica visto anche il blocco del turnover in Campania. Nel positivo in Alta Irpinia vi è un finanziamento specifico per un progetto pilota per alcune iniziative e rilancio della nostra provincia che si sta spopolando. Dei fondi sono stati destinati all’ex ospedale di Bisaccia e per Sant’Angelo. Qualcosa di concreto si sta facendo ma c’è bisogno di personale qualificato e se la Regione non assume si creano delle criticità». Il dottor Lucio Tirone, chirurgo plastico e sindaco di Manocalzati ha evidenziato che l’università non funziona: «E’ fondamentale recuperare la preparazione dei medici. Bisogna ridare il prestigio dalle università che sono troppe e non funzionano e  dove l’accesso è regolato con quiz limitando la possibilità di studio. Bisogna eliminare il valore legale del titolo di studio di laurea e introdurre un esame di stato abilitativo per lo svolgimento della professione».
Renato Tizzano geriatra dell’Ospedale civile di Avellino sottolinea: «l’impoverimento non solo numerico ma anche qualitativo di un ricambio del personale. Inoltre gli anziani che sono sempre più numerosi hanno dei problemi cognitivi e comportamentali che non si riesce a gestire sempre a casa. Va rivisto inoltre il rapporto tra medico ospedaliero e medico di base, per accorciare i tempi delle liste di attese rispetto alle gravità dei casi». Il medico di base De Caro denuncia come «molto spesso non c’è collaborazione con lo specialista che spesso ci critica sul nostro operato». Uno più stretto rapporto tra medico di base e specialista è chiesto dal dottor De Vito: «Sono 12 anni che siamo commissariati in Campania e non si riesce a portare avanti un discorso concreto».  Per il dottor Santoro ginecologo dell’ospedale di Solofra «c’è bisogno di una politica sanitaria che non voglia fare demagogia».
Il ginecologo Cirino: «bisogna ripensare a tutta la struttura sanitaria per non sovraccaricare l’ospedale creando strutture intermedie dove si possano fare delle cose più avanzate».  Antonio Cione,  medico di Caposele: «se ne parla da 20 anni dell’integrazione dell’ospedale con il territorio ma secondo me siamo ancora all’anno zero. La classe medica non ha nessuna forma di tutela». Infine Carmine Bruno  presidente associazione di bambini autistici ha chiesto una legge a supporto dell’autismo. Ad introdurre l’incontro Massimo Bimonte, coordinatore cittadino di Primavera Irpinia ed Errico Venezia, responsabile Sanità dell’associazione. Per il presidente di “Primavera Irpinia” Sabino Morano: «quello che manca oggi alla politica sono questi spazi di discussione e confronto in cui emergano non solo le criticità ma anche le esperienze positive. In questo modo intendo la politica: deve focalizzare i problemi, proporre soluzioni e sottolineare quali sono le cose che funzionano per indicare un modello».

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