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Buste paga gonfiate al Comune, fissata l’udienza preliminare per il quinto indagato

Pubblicato in data: 4/2/2018 alle ore:11:50 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Fissata l’udienza preliminare per il quinto indagato dell’inchiesta buste paga gonfiate scoppiata anni fa al Comune di Atripalda.
Venerdì 16 febbraio, alle ore 10 sarà celebrata davanti al Gup Fabrizio Ciccone  l’udienza preliminare per il dipendente A.M.,  indagato per truffa e falso ideologico per induzione, in concorso con i primi quattro già  coinvolti nell’indagine condotta da Procura e Questura  di Avellino che si è abbattuta su Palazzo di città. Inchiesta partita alla fine di febbraio 2015 dalla denuncia presentata in Questura dall’ex sindaco Paolo Spagnuolo.
L’uomo è difeso dagli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi. «Nonostante  nella fase delle indagini preliminari il nostro assistito si sia sottoposto ad interrogatorio e siano stati resi alla Procura tutti i chiarimenti opportuni in merito alle contestazioni mosse all’indagato – dichiarano gli avvocati penalisti Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi del Foro di Avellino – il Sostituto Procuratore Aggiunto, dottor Vincenzo D’Onofrio, titolare dell’inchiesta,  ha formulato richiesta di rinvio a giudizio ed è stata fissata l’udienza preliminare d’avanti al Gup Fabrizio Ciccone per il giorno 16 febbraio alle ore 10. Abbiamo preparato delle corpose memorie difensive che saranno depositate in sede di discussione al Gup. In tali scritti difensivi smontiamo punto per punto il castello accusatorio della Procura e prima di entrare nel merito della vicenda affrontiamo delle questioni preliminari che andremo ad eccepire prima della discussione davanti al dottor Ciccone.Chiederemo infine che il Gup emetta sentenza piena di non luogo a procedere  onde evitare un rinvio a giudizio del nostro assistito che comporterebbe un lungo ed inutile dibattimento».
Il Pubblico ministero D’Onofrio lo accusa, in qualità di dipendente del comune in servizio presso il Settore IV-Cimiteriale, di aver agito «in concorso con gli altri dipendenti comunali abilitati all’inserimento nel sistema Halley delle singole voci stipendiali, con pluralità di azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi e in violazione della medesima disposizione di legge, mediante artefici, consistiti nell’inserirsi e aggiungere arbitrariamente, con l’ausilio del personale abilitato, nel sistema informatico in uso al Comune voci stipendiali non dovute fuori base imponibile». Le somme accreditate illegalmente, che interessano quattro mesi che vanno da gennaio ad aprile 2011, sono pari a 305 euro mensili per un totale di 1.220 euro. Somme inserite all’interno del cedolino sotto la voce “Rimborso per spese di viaggio”, stesso artifizio utilizzato anche dagli altri quattro dipendenti già indagati e di cui uno già condannato. Rimborsi per spese di viaggio che inducevano in errore gli organi comunali preposti all’erogazione degli stipendi, «procurandosi così un ingiusto profitto con danno per il Comune». L’accusa mossa dalla Procura, diretta dal dottor Rosario Cantelmo, è di aver agito in concorso «al fine di realizzare le condotte e conseguirne il profitto, inducendo in errore il funzionario comunale addetto alla firma dei mandati di pagamenti in ordine all’entità degli emolumenti dovuti, formavano i mandati di pagamento relativi alle retribuzioni erogate ad A.M., nei periodi indicati, ideologicamente falsi nella parte relativa alla quantificazione degli importi».

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