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Grande partecipazione all’accensione del focarone di San Sabino e il giorno dopo alla messa, processione e Santa Manna. FOTO

Pubblicato in data: 10/2/2018 alle ore:19:17 • Categoria: Attualità, CulturaStampa Articolo

E’ stata la prima volta del sindaco Geppino Spagnuolo nell’accendere il grande falò di San Sabino in piazza Umberto I.
Come da tradizione, è toccato al primo cittadino dopo la benedizione del parroco Don Fabio Mauriello.
Un momento legato alla tradizione religiosa e popolare della cittadina del Sabato che ha riunito in piazza Umberto tanti atripaldesi. Dalle prime ore del tardo pomeriggio Piazza Umberto I già si è andata via via affollando.
Presenti i componenti dell’Amministrazione cittadina, e tutte le istituzioni militari con il comandante della locale stazione dei Carabinieri Cucciniello, civili, religiose e il Comitato festa. U
na tradizione secolare che si tramanda negli anni.
Oltre a quello di piazza Umberto, sono stati una ventina i falò accesi in città: in piazza Vittorio Veneto (organizzato dalla Confraternita di Santa Monica), piazza Tempio Maggiore (dinanzi la chiesa madre di Sant’Ippolisto), in piazzetta degli Artisti, a contrada Santissimo dall’associazione “A’ Potea”, quello allestito dall’associazione Alvanite, quello della Misericordia a via Pianodardine, della Pro Loco a contrada San Gregorio ed infine quello dei Boy Scout a San Pasquale.
Il giorno dopo la messa nella chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire, officiata dal vicario Don Enzo De Stefano e a seguire la processione per le strade cittadine delle statue di San Sabino e San Romolo portate sulle spalle dai fedeli.
In serata tantissimi fedeli per ricevere la Santa Manna nella chiesa madre.

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