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Sinistra Italiana Atripalda attacca l’Amministrazione: “Non si intravede il salto di qualità promesso in campagna elettorale”

Pubblicato in data: 19/3/2018 alle ore:07:30 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Dopo la gita nel paese della cuccagna fatto in campagna elettorale con visita alla fiera delle promesse elettorali di cui ora attendiamo impazienti la realizzazione, si ritorna nel paese reale dove la situazione è molto meno edulcorata.

Nella nostra città ad esempio le cose continuano a non girare per il verso giusto.

Atripalda, dispiace dirlo, continua a ristagnare come il laghetto artificiale di Piazza Sparavigna che sta lì indisturbato quale triste promemoria del degrado.

Non si intravede il salto di qualità promesso in campagna elettorale.

Stiamo ancora a parlare dell’autovelox sulla variante, chiodo fisso della passata giunta, contestatissimo per la pretesa di confidare su esso per risollevare le sorti economiche del nostro comune, ma su cui evidentemente ancora si ripongono speranze di introiti miracolosi.

E’ passato anche il fatidico mese di febbraio fissato come termine per la presentazione del progetto di ristrutturazione del cinema Ideal per la concessione del contributo previsto dalla legge Franceschini, ma nessuno informa i cittadini sugli sviluppi della vicenda.

In tutto questo l’ostinato interim del sindaco in materie chiave (bilancio e urbanistica, scusate se è poco!!) non aiuta il rilancio della città ed è , dopo circa un anno di amministrazione, francamente inspiegabile. E’ una condizione mai registrata nella vita amministrativa della nostra cittadina, per di più in condizioni ordinarie. Se il sindaco non ritiene di avere nella maggioranza figure che soddisfino i requisiti necessari per le attribuzioni delle deleghe da lui ancora trattenute, spieghi perché non le cerca all’esterno. E’ un segnale di una maggioranza sbilenca uscita dalle urne perché evidentemente si sono scelti gli elettorati piuttosto che i candidati. Il sindaco non può rimanere zavorrato da un tale peso se vuole cominciare ad incidere nel cambiamento di rotta della nostra città. 

Di fronte a questo quadro l’opposizione non trova di meglio da fare che assentarsi dal consiglio comunale per protestare contro le surroghe effettuate a seguito delle dimissioni in consiglio comunale e in giunta. Francamente incomprensibile! Le surroghe sono atti dovuti per assicurare il governo alla città. Che pensa l’opposizione che il consiglio comunale possa procedere a ranghi ridotti e il sindaco debba prendersi carico dell’interim dell’intera giunta e di tutte le deleghe? L’assenza dal consiglio comunale è un’enorme prova di debolezza e di incapacità a rappresentare i cittadini esprimendo motivazioni credibili nella sede più idonea.

Noi crediamo invece che l’imbarazzo e il disorientamento dell’opposizione sia dovuto alla difficoltà di governare le proprie fila di fronte alla babele di appartenenze che è oggi il consiglio comunale.

L’esperienza che ha dato vita alla lista “scegliamo Atripalda”, è nata sul patto fondante: “Fuori dai partiti, ma non contro i partiti”. Questo impegno, faticosamente raggiunto dopo lunghi confronti tra sensibilità diverse, è stato disatteso da promotori originari e non rispettato da chi è subentrato solo dopo nella formazione della lista.  Nella maggioranza, dunque, la regola è diventata ostentare la propria appartenenza partitica. Nella babele di appartenenze che ne è nata in consiglio comunale, l’opposizione ha evidentemente perso la bussola e ha preferito battere in ritirata perché probabilmente vede traballare i propri “equilibri interni” .

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