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Accoglienza immigrati, il Comune punta al progetto Sprar. L’assessore Palladino: “Saranno ospitati solo 35 rifugiati”

Pubblicato in data: 30/3/2018 alle ore:09:09 • Categoria: Politica, ComuneStampa Articolo

L’Amministrazione comunale del Sabato avvia l’iter per l’istituzione in città di uno centro Sprar,  il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo. Un progetto di accoglienza degli immigrati per 35 rifugiati.
«Abbiamo chiesto nell’ultimo consiglio comunale di dare mandato al sindaco e alla giunta per cominciare tutte le pratiche necessarie alla manifestazione d’interesse finalizzata all’istituzione in questo comune dello Sprar – spiega l’assessore ai Servizi Sociali Nancy Palladino -. Questo nasce dall’adesione del comune di Atripalda al protocollo d’intesa firmato nello scorso dicembre a Napoli alla presenza del ministro Minniti.
Un progetto ministeriale, partito in via sperimentale per la sola regione Calabria, ha cominciato ad essere esteso e che ha l’obiettivo di superare l’attuale sistema di accoglienza straordinaria degli immigrati consentendo ai comuni di compiere scelte programmatiche per il proprio territorio. In sostanza è un sistema che, con l’ausilio del cosiddetto terzo settore, garantisce migliori condizioni di vita ai richiedenti asilo ed ai rifugiati. Il decreto Minniti introduce quella che viene chiamata clausola di salvaguardia: cioè a seconda della popolazione esistente su un territorio non si possono ospitare più di un numero di migranti, scongiurando così l’arrivo indiscriminato come si è avuto in alcuni comuni dell’Irpinia. A questo protocollo abbiamo aderito con entusiasmo, visto che l’Amministrazione Spagnuolo ha dato vita anche all’assessorato all’Integrazione».
Con l’avvio dello Sprar ci sarà la dismissione dei due Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) presenti in città, uno in via Orto dei Preti e l’altro in via Mastroberardino.
«Oggi in città ci sono 47 immigrati, con la realizzazione degli Sprar ne potremmo ospitare un massimo di 35. – prosegue l’assessore Palladino -. Non è escluso che le strutture che attualmente ospitano i rifugiati non possano diventare sedi di Sprar. La differenza sta nella gestione. Con lo Sprar il Comune gestirebbe direttamente il centro, e i migranti sarebbero inseriti in un programma di protezione e in un progetto di formazione all’insegnamento di un mestiere. Così si eviterebbe l’arrivo indiscriminato, garantendo un massimo di 35 immigrati. Il Comune, con l’aiuto del terzo settore, garantirebbe vitto e alloggio e tutto ciò di cui hanno bisogno per integrarsi completamente anche dal punto di vista lavorativo oltreché sociale».
Diversi i vantaggi secondo l’assessore: «Il Comune crea un indotto avendo contezza di quanti immigrati ci sono sul territorio e di cosa fanno venendo introdotti in progetti di formazione per imparare un mestiere. Con lo Sprar si potrebbero chiede fondi per lavori di pubblica utilità da destinare ai migranti, che vivono più protetti, non sono sfruttati, non vivono in condizioni disumane come spesso può accadere in questi CAS gestiti da cooperative, sorte come i funghi negli ultimi anni. Inoltre potrebbe favorire l’integrazione vedendo i migranti lavorare per il bene della collettività. Noi riteniamo che Atripalda sia matura per un discorso di integrazione anche perché i CAS sono attivi in città da pi di due anni e non si sono verificati episodi di intolleranza».

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5 Risposte »

  1. non ne voglio di refugees qua siamo già rifugiati noi?? Andasssero in emilia Romagna la terrra dei komunistici

  2. Certo, come no…prima solo 30, adesso 35 e poi? Ma vi rendete conto o no della situazione assurda xhe stiamo vivendo, con il terrore di trovarceli in casa ogni minuto, il terrore che si vive a livello locale???? Ma state veramente fuori, puntate a dar vivere e respirara aria setena e sana a bambini che vivono gia con la paura di guardarsi le spalle! Assurdo

  3. Assessore Nunzia Palladino ti consiglio di ospitare i profughi nella struttura nel centro anziani di via camerota di fronte farmacia capozzi in quanto agli anziani di Atripalda andranno altre strutture che non sono quelle di Atripalda

  4. PENSIAMO AI NOSTRI ANZIANI E A QUELLI CHE NON HANNO UN LAVORO PER PRIMA COSA.
    LA BATOSTA ELETTORALE NON VI HA INSEGNATO NULLA.

  5. Sbagliatissimo.

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