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Via libera tra le polemiche alle imposte locali nel Consiglio comunale della vigilia di Pasqua. FOTO

Pubblicato in data: 1/4/2018 alle ore:09:00 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Via libera tra le polemiche alle imposte locali nel Consiglio comunale della vigilia di Pasqua. Si consuma così in un botta e risposta continuo, tra accuse reciproche al vetriolo, lo scontro tra maggioranza e opposizione. Al centro del dibattito la determinazione delle aliquote delle imposte locali. Tutto resta immutato per l’addizionale comunale Irpef  2018 e per la componente Tasi e Imu. Aumenta invece la Tari. E su questo aumento volano gli stracci tra l’Amministrazione e quella che l’ha preceduta nel consiglio comunale che vede l’assenza dell’ex sindaco Paolo Spagnuolo e di Fabiola Scioscia ma il ritorno tra i banchi della maggioranza dell’ex assessore Vincenzo Moschella, assente da prima di Natale per motivi di salute.
Ad avviare la discussione il sindaco Geppino Spagnuolo, che conserva anche la delega al bilancio:«Non cambia l’addizionale comunale Irpef per il 2018 e le aliquote per la componente Tasi e Imu. Avevamo l’obbligo di approvarle entro il 31 marzo. Atti propedeutici al bilancio di previsione. Le riteniamo tutte confermate e non per diminuirle perché rappresentano le poche entrate sulle quali si basa il funzionamento dell’Ente visto le consistenti riduzioni dei trasferimenti statali».
Parole che scaldano i banchi dell’opposizione dai quali parte la controffensiva affidata proprio all’ex assessore che per cinque anni ha ricoperto la delega al Bilancio, Mimmo Landi: «L’approvazione delle aliquote è un fatto propedeutico al bilancio che riteniamo non sia pronto visto che non l’avete portato oggi in Consiglio. Come si fanno ad approvare aliquote se non si conosce ancora il bilancio. Qui si predica bene ma si razzola male rispetto alle critiche che vi hanno contraddistinto in questi mesi verso la precedente amministrazione come tu Geppino dichiaravi nel 2015. La precedente amministrazione non è maia andata oltre i termini di legge. Voi oggi dovete spiegare perché non rispettate i termini di legge per l’approvazione del bilancio. Dovete dire la verità alla città per spiegare perché le cose non li fate, perché il bilancio non è stato portato in consiglio e arrivate con l’acqua alla gola e al fotofinish il sabato Santo ad approvare le aliquote. Se vi siete posti come discontinuità alla vecchia amministrazione e oggi confermate le aliquote quale discontinuità c’è? C’è una scelta discutibile e uno spreco invece rappresentato dall’acquisto del Suv 4X4 dei Vigili dove ci sono più autovetture che vigili che li conducono.  Si poteva dare in permuta una delle due autovetture che non so se hanno percorso già mille chilometri potendo con il risparmio ottenuto tamponare il lago di piazza Sparaviglia».
Non si fa attendere al replica del primo cittadino: «stiamo faticosissimamente recuperando il disavanzo che abbiamo trovato per ridurre le spese e nel giro di tre anni ritornare ad un equilibrio. E poi in campagna elettorale nessuno di noi si è immaginato di dire di ridurre le aliquote. Mentre voi dicevate nel 2017 che tutto era risolto mentre ad oggi si deve ancora faticare perché nulla è risolto. Il Suv è stato acquistato con i fondi destinati per intero alla sicurezza stradale mentre  stiamo dismettendo quello più anziano. Non è uno spreco ma un’auto che il Comune deve dotarsi per fare al meglio i propri servizi. Per quanto riguarda piazza Sparavigna le fognature non si sono otturare negli ultimi 5 mesi. E’ un intervento che nel recente passato non è stato possibile per ragioni economiche ma che abbiamo messo in cantiere».
Mentre l’assessore ai tributi Massimiliano Del Mauro accusa che «i ritardi dell’approvazione del bilancio sono stati sempre una caratteristica degli anni passati. Quella di aprile sarà l’approvazione più veloce negli ultimi 7 o 8 anni» mentre il capogruppo con delega ai lavori pubblici, Salvatore Antonacci ripercorre la vicenda di piazza Sparavigna: «Più che provare a mettere una soluzione tampone, un’amministrazione che ha un po’ di zucca ha aspettato l’ok dalla Regione visto che il progetto per Atripalda è quello di più facile soluzione e non legato ad espropri. Naturalmente rendendoci conto che così i tempi si allungano, abbiamo deciso di esercitare in economia un’azione di soluzione tampone. Il progetto di sistemazione dell’area di piazza Sparavigna è un progetto molto più ampio che aspettiamo che la regione Campania decida di sbloccare». Anche l’assessore al personale Urciuoli: «la situazione che abbiamo ereditato non è facile e ci stiamo mettendo tutto l’impegno. I tributi  sono confermati perché la legge non ci consente di alzare ma neanche di abbassare».
Poi lo scontro passa sull’aumento della Tari e sul piano finanziario di Irpiniambiente per un costo complessivo di 2 milioni e 400mila euro. «Un aumento nei costi complessivi del servizio rispetto all’anno 2017 da parte del gestore che è di circa 23 mila euro – illustra il sindaco – e che rispetto al 2016 è di 163mila euro. L’anno scorso non si è tenuto conto dell’aumento. E oggi dobbiamo rideterminare le tariffe rispetto al costo totale. C’è un disavanzo tra i ruoli emessi che va recuperato. Nell’ultimo anno l’ufficio tributi ha fatto un lavoro incisivo nell’accertamento del pagamento della Tari facendo venir fuori alcune evasioni e allargando la platea su cui fa ricadere i costi. Confermiamo una modalità di esenzione della Tari per le famiglie che hanno una difficoltà economica forte (da 800 lo abbiamo portato a mille euro) e poi abbiamo esteso la modalità di non considerare nel nucleo familiare gli studenti universitari fuori sede oltre i sei mesi e chi lavora fuori che non vengono conteggiati nel nucleo familiare». Ma secondo l’opposizione l’aumento della Tari non sarebbe di pochi punti percentuali ma di ben il 22% come  argomenta l’ex assessore Landi: «Ci proponete un piano farlocco che è frutto di un copia ed incolla. Con una riduzione del servizio, con la raccolta di umido scesa da tre a due volte alla settimana, noi oggi paghiamo di più. Oggi ci costringete ad avere un costo in più di 177mila euro che non dovevamo avere». Il sindaco assicura che si procederà con Irpiniambiente  ad una nuova contrattazione dei costi: «Abbiamo la possibilità di ripianare in tre anni i disavanzi provenienti dal 2016 e 2017 proprio con quest’attività. Confidiamo di rimodulare i costi e il piano con il gestore. Noi dobbiamo recuperar il buco che avete lasciato voi e che non avete approvato lo scorso anno». Poi la votazione finale con 12 favorevoli e tre contrari.

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