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Inchiesta buste paga gonfiate al Comune, licenziati i tre dipendenti infedeli

Pubblicato in data: 9/6/2018 alle ore:17:37 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Sono stati licenziati i tre dipendenti comunali accusati di aver gonfiato le proprie buste paga.
E’ quanto deciso dalla Commissione disciplinare di Palazzo di città presieduta dalla dottoressa Katia Bocchino, responsabile del VII Settore.
L’accusa è di aver posto in essere, in concorso, un’attività illecita consistente nell’inserire nel sistema informatico voci stipendiali non dovute in relazione ai livelli retributivi previsti per le qualifiche rivestite, disponendo altresì mandati di pagamento recanti importi maggiorati che venivano inoltrati alla Tesoreria comunale che procedeva all’accredito dello stipendio. In alcuni casi le buste paga “lievitate” venivano utilizzate dagli indagati per accedere a benefici di credito per la cessione del quinto dello stipendio presso alcune società di finanziamento; tutto ciò avveniva anche creando documentazione falsata a firma degli indagati seppur non competenti all’inoltro di tali istanze. Sono accusati di essersi appropriati, dal dicembre 2009 al gennaio 2015, complessivamente di 230mila euro.
Il quarto dipendente, già condannato a maggio scorso a 2 anni e 4 mesi di reclusione, e che ha presentato ricorso in Corte d’Appello, si era già dimesso da Palazzo di città nel giugno 2017 dopo aver restituito alla Comunenel 2015 gli 8mila e 580euro emersi dalle buste paga. Per lui la Commissione disciplinare è in attesa della conclusione dell’iter processuale.
Il quinto indagato è stato rinviato invece a giudizio il prossimo 20 novembre dinanzi al giudice Matarazzo.
I tre impiegati licenziati dal Comune dovranno inoltre presentarsi il prossimo 26 novembre 2018 dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Avellino, dottor Giulio Argenio, per difendersi nel processo penale in corso.
Un’indagine complessa quella condotta dalla Procura di Avellino, diretta dal dottor Rosario Cantelmo, con la Squadra Mobile della Questura di Avellino, guidata dall’allora capo dottor Marcello Castello, visto la mole di documentazione contabile sequestrata e visionata dagli investigatori.
Inchiesta partita alla fine di febbraio 2015 dalla denuncia presentata in Questura dall’ex sindaco Paolo Spagnuolo che commenta così il licenziamento dei tre dipedenti indagati sulla propria pagina di Facebook: “Lentamente tutto si chiarirà. Un plauso ai componenti la Commissione che, sin dall’insediamento, hanno mostrato autonomia e senso di responsabilità. Con l’ausilio dell’esperto avvocato Ettore Freda, essi hanno tutelato l’Ente agendo con la massima cautela (ad onor del vero, da me non gradita , ma accettata e rispettata), riuscendo solo oggi ad adottare la sanzione più estrema! Complimenti“.

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2 Risposte »

  1. spero e immagino che questi signori ritornino indietro i soldi che hanno indebitamente guadagnato con tanto di penali e interessi legali così come solitamente fa il comune quando applicano penali sulle tasse comunali. Inoltre, considerato che hanno sottratto soldi alle finanza del comune che sono state ripianate dai cittadini onesti, sarebbe d’obbligo che questi soldi recuperati vengano distribuiti ai cittadini o compensati con la TARI

  2. gli impiegati “disonnesti” devono risarcireil komune?

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