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Caso assessore Urciuoli, il Prc attacca: “si dimetta anche da assessora e da consigliera comunale“

Pubblicato in data: 29/6/2018 alle ore:13:05 • Categoria: Politica, PrcStampa Articolo

Nei giorni scorsi l’assessora atripaldese al Personale, alla Cultura nonché alla Partecipazione e Trasparenza, dottoressa Stefania Urciuoli, ha rinunciato all’incarico di componente del nucleo di valutazione dell’azienda ospedaliera “Moscati” di Avellino. Atto doveroso, perché imposto dalla legge, ma insufficiente. E’ necessario infatti che l’avv. Urciuoli si dimetta anche da assessora e da consigliera comunale. Nell’accettare, anzi nel perseguire una carica chiaramente incompatibile per legge con il proprio ruolo amministrativo, ha infatti mancato di lealtà verso le istituzioni e il mandato popolare ricevuto. Le giustificazioni da lei addotte nel corso dell’ultima seduta consiliare, allorquando il caso è stato sollevato dal gruppo di minoranza “Noi Atripalda”, oltre ad essere implicitamente smentite dalla successiva decisione di rinunciare all’incarico avellinese, suonano goffe ed offensive verso la sua stessa ed altrui intelligenza. L’art. 7 del D.Lgs. n. 39/2013, a cui la consigliera si richiama, fa infatti riferimento ad enti di diritto pubblico o di diritto privato, con i quali gli organismi di valutazione nulla hanno a che vedere (supponiamo al riguardo che la differenza tra “ente” ed “organismo” sia ben chiara alla plurititolata segretaria) e quindi non trova fondamento l’invocata distinzione tra Comuni di dimensione superiore e inferiore ai 15.000 abitanti. L’errore è talmente macroscopico da non lasciar pensare a un clamoroso abbaglio, ma a un comportamento deliberatamente perseguito. A nessuno è dato infatti di potersi scegliere le leggi da applicare alla proprie situazioni soggettive e il modo in cui esse debbono essere applicate. In ogni caso, il fatto che trattasi di incarico risalente addirittura al 2006, e che ad esso se ne è aggiunto un altro analogo presso il Comune di Domicella, peggiora la posizione dell’avv. Urciuoli e potrebbe inficiare addirittura la regolarità della sua elezione al Consiglio comunale dello scorso anno e degli atti collegiali adottati con il suo concorso. Una riflessione a questo punto si impone.
In un anno di attività la Giunta-Spagnuolo Giuseppe ha già dato luogo a due casi “critici”, pur completamente diversi tra loro (Troisi ed Urciuoli). Ciò non può non chiamare in causa il Sindaco, la cui figura da questa vicenda esce ulteriormente indebolita e delegittimata, a causa di una condotta segnata da troppe reticenze ed ambiguità, e di una tendenza a lasciarsi scivolare tutto addosso che sfocia nel cinismo. Atteggiamenti che fanno a pugni con una trasparenza tanto decantata (al punto da istituire un assessorato apposito), e poco o niente praticata, come testimonia la totale assenza, nel sito istituzionale, della sezione, obbligatoria per legge (ai sensi del D.Lgs. n. 33/2013) dedicata allo stato patrimoniale degli amministratori. Solo una “dimenticanza”, per quanto grave, oppure una lucida scelta, volta ad innalzare una cortina di nebbia tra l’ente locale e i cittadini? E come mai da qualche giorno tutte le delibere di Giunta antecedenti al mese di giugno di quest’anno sono sparite dall’albo pretorio on-line? Si attendono risposte.

28.06.2018

Luigi Caputo
Partito della Rifondazione Comunista-Atripalda
Comitato Politico provinciale – PRC Avellino

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