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Le telecamere all’interno del Comune al centro di un nuovo scontro politico e di un’ispezione dell’Ispettorato del Lavoro. L’ex sindaco denuncia: “sono abusive” mentre il sindaco replica: “installate nel 2013 e 2014 e non da noi. Non sono puntate su postazioni di lavoro dei dipendenti ma a tutela di elementi sensibili del Comando vigili”

Pubblicato in data: 3/7/2018 alle ore:08:30 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

Le telecamere installate all’interno del Comune al centro di un nuovo caso di scontro politico tra maggioranza e opposizione. Tutto ha preso il via da un esposto presentato all’Ispettorato del Lavoro di Avellino che giorni fa ha effettuato un blitz per verificare l’apposizione di due telecamere all’interno di Palazzo di città, al primo piano dov’è ubicato il Comando dei Vigili Urbani. Presenza degli occhi elettronici non segnalata e posizionata tra il 2013 ed il 2014.
Secondo il gruppo consiliare d’opposizione “Noi Atripalda”, la loro installazione sarebbe abusiva mentre la maggioranza assicura che le telecamere non erano puntate sui dipendenti ma installate a protezione del server e dell’armeria del Comando.
Intanto questa mattina il capogruppo consiliare della minoranza, l‘ex sindaco Paolo Spagnuolo, si recherà presso gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro di Avellino: «Questa amministrazione proprio non riesce ad orientarsi tra trasparenza e riservatezza – incalza l’ex primo cittadino che pone una serie di interrogativi-. Questa volta pare che l’installazione delle telecamere poste al primo piano non fossero autorizzate. Chi le ha installate? Con quali soldi? Quanto sono costate? Come mai l’assessore Musto e il sindaco Geppino Spagnuolo (che hanno tappezzato la città di cartelli con la dicitura “città video sorvegliata”) non si siano accorti che dette telecamere fossero abusive? Come mai c’è tanta improvvisazione? Attendiamo documentazione ufficiale sul caso per poter porre le domande agli organi competenti, visto che quest’Amministrazione non si assume responsabilità neppure di fronte all’evidenza (come per il caso Urciuoli)!».
L’Amministrazione, con il sindaco Geppino Spagnuolo e l’assessore al ramo Mirko Musto, spiegano: «La scorsa settimana c’è stata  un’ispezione dell’Ispettorato del Lavoro a seguito di un esposto riguardante la videosorveglianza all’interno degli uffici comunali. Questo esposto a noi non risulta sia partito da un dipendente, ma questo potrà essere approfondito. Riguarda essenzialmente telecamere di sorveglianza posizionate tra il 2013 e 2014 a completamento dello spostamento degli uffici del Corpo dei Vigili urbani dalla sede precedente. Telecamere installate per la sicurezza di alcuni elementi sensibili del Corpo dei vigili urbani quali gli accesi, il server e la cassaforte contenente le armi. Non erano e sono posizionate rispetto alle postazioni di lavoro dei dipendenti. A seguito dell’ispezione stiamo valutando di apportare degli accorgimenti. Ma la cosa essenziale è che si tratta di un posizionamento avvenuto nel 2013 e 2014 e non con la nostra amministrazione». Le due telecamere, hanno funzionato dal 2013/14 fino a pochi giorni fa, quando dopo lo scoppio della polemica, sono state sospese in attesa delle indicazioni date dall’Ispettorato. Sia il sindaco che l’assessore Musto tengono a ribadire in conclusione che «non sono state puntate verso i lavoratori del Comune. Ora con l’Ispettorato c’è la possibilità sicuramente di migliorare il posizionamento a maggiore garanzia dei dipendenti, dando per scontato che non ci sono telecamere puntate sulle postazioni di lavoro. Nell’esposto c’era anche qualche equivoco visto che si faceva cenno anche a degli altri elementi diffusi che sono elementi rilevatori antincendio. Attualmente le telecamere sono sospese ma le riattiveremo dopo aver accolto gli accorgimenti venuti dall’Ispettorato come sempre abbiamo fatti finora risolvendo questioni preesistenti».

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