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Chiusura Primaria Mazzetti, la proposta dell’ex assessore Lello Barbarisi: “troppe scuole in città. Liberiamo l’area di via Manfredi a vantaggio del Parco di Abellinum”

Pubblicato in data: 5/9/2018 alle ore:16:56 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

La chiusura della Primaria Mazzetti di via Manfredi a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico preoccupa non poco le famiglie e fa discutere in città. Sulla questione interviene l’ex assessore delegato ai Lavori pubblici Lello Barbarisi:

Guardi, nei cinque anni della nostra amministrazione abbiamo eseguito sul patrimonio di edilizia scolastica piccoli e grandi interventi, come è il caso per esempio di quello della Collodi di via Cesinali. Inoltre abbiamo lasciato sulle scuole alcuni progetti, di cui qualcuno in fase preliminare e qualcun’altro in stato più avanzato.

Ed ancora, sia per ottemperare ad una richiesta di legge che per aiutare il rilascio del finanziamento dei progetti dei due maggiori edifici da parte della regione, abbiamo eseguito la verifica di vulnerabilità sismica.

Questo in sintesi. Ora mi pare,  anche per il lavoro in continuità svolto dall’attuale amministrazione, che le cose si stiano mettendo abbastanza bene. Nel senso che le due scuole sono vicine al finanziamento.

Un programma di demolizione e ricostruzione che data la burocrazia e gli imprevisti che sempre sopraggiungono nei casi di appalto, si potrà concludere a mio avviso non prima di una decina d’anni.

A partire da questi dati conviene da oggi  attrezzarsi per non farsi trovare impreparati quando ci toccherà fare a meno dell’edificio di turno finanziato.

Cosa ne pensa della chiusura della Mazzetti?

Mah, il sindaco ha delle responsabilità importanti, il nostro è un ingegnere molto competente e professionalmente stimato. E naturalmente ha pure la mia stima a prescindere dall’amicizia che ci lega. Io non credo tuttavia che la chiusura sia dipendente da fatti diciamo così strutturali, altrimenti l’avrebbe chiusa l’anno scorso visto che i risultati delle verifiche erano già noti. E nemmeno mi pare che siano intervenuti fatti nuovi dall’anno scorso ad oggi; e poi, voglio dire, se la mettiamo su questo piano, ovvero se la chiusura fosse dovuta a particolari sopravvenute determinazioni, allora avrebbe dovuto applicare la medesima regola anche agli altri edifici scolastici con le stesse caratteristiche. Cosa che non mi risulta.

Veda Direttore, qui bisogna stare molto attenti a non generare allarmismi ai quali non potremmo dare neppure risposte sul piano pratico. Ciò che invece va considerato è che il nostro comune è in graduatoria per ricevere i finanziamenti per la ricostruzione della  Mazzetti e della Masi, finanziamenti per i quali ci siamo prodigati noi e si stanno prodigando pure i nuovi amministratori.

Gli edifici in questione non rispondono alla normativa antisismica semplicemente perché sono nati in un’altra epoca. Ma questo vale ad Atripalda, ad Avellino ed in Italia. Quindi Atripalda è solo una parte minima di una questione di più vasta  scala. Un problema italiano quello della  vetustà infrastrutturale, un argomento che urge di un fabbisogno importante di risorse ed al quale, se non nei casi più gravi e disperati, la risposta non è necessariamente quella di chiudere o di interdire. Credo che le risposte debbano avvenire caso per caso ed a seguito di scrupolose ed opportune valutazioni effettuate con adeguata strumentazione.

Detto ciò, piuttosto, nel caso in specie, sono convinto che la decisione sia stata dettata più da indifferibili  e costosi lavori a farsi, certamente riferibili agli impianti tecnologici e di sicurezza antincendio.

Qui, evidentemente, sarà stata stimata una spesa importante che ricondotta nell’ottica di una spesa inutile dal momento che l’edificio dovrà essere demolito, avrà portato alla logica decisione del sindaco e degli amministratori di farne a meno. Francamente io farei  fatica a trovare altra spiegazione diversa da questa qui.

Sul punto però mi piacerebbe rassegnarLe una mia personale idea.

E cioè… Io credo che non ci sia bisogno di una seconda scuola elementare ad Atripalda. Sulle dieci o dodici aule da assorbire un ragionamento si può sempre mettere in piedi.

Ed allora io sarei per ricostruire solo la Media “Masi” e liberare l’area dove oggi insiste la Mazzetti a vantaggio del Parco di Abellinum,  le cui mura di cinta di epoca sannita, liberate dell’edificio che oggi le nasconde potrebbero fare bella mostra di se ed il parco potrebbe avvalersi di un affaccio su via Re Manfredi.

In un progetto di recupero strutturale e funzionale  solo del corpo aule della Mazzetti, proverei a realizzare un museo del parco, dove peraltro seppure in forma molto accennata e riservata esiste già essendo collocato nel piano interrato del corpo aule del medesimo edificio e che è ora nella gestione della Soprintendenza.

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Una Risposta »

  1. La proposta di Lello Barbarisi mi sembra meritevole di riflessione e valutazione. Io non ci avevo mai pensato e riflettendoci mi sembra che ci siano molte opportunità rispetto alle problematiche. Penso a quelle bellissime mure, con l’albergo di Fronte e Mastroberardino al fianco. Pensiamoci

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