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Una rete tra le associazioni per dar vita ad eventi di qualità in città. L’ex assessore Solimene: “credere nelle proprie idee, aggregando le energie migliori che ci sono”. FOTO

Pubblicato in data: 2/10/2018 alle ore:18:02 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

L’aggregazione sociale è stato il tema dell’ultimo confronto pubblico svoltosi venerdì sera nella chiesa di San Nicola da Tolentino.
Al dibattito, organizzato dalla Pro Loco Atripaldese e dal settimanale “il Sabato”, moderato dal giornalista e scrittore atripaldese Stefano Iannaccone, e ripreso dalle telecamere di Sabino Battista, hanno preso parte:

– Luca Imparato (Associazione culturale Alvanite);
– Alfonso Santosuosso (Comitato festa San Sabino);
– l’ex assessore Giovanni Solimene (Società sportiva Irpinia Corre);
– il delegato Costantino Pesca;
– Carmine Tranchese (Artista).

Tra i primi interventi quello di Luca Imparato: “stasera i giovani non ci sono. Questa cosa mi dispiace. Sono molto sfiduciati. Bisogna smuovere il paese. Sul quartiere Alvanite ci sono tanti problemi ma aiutandoci l’uno con l’altro li riusciamo ad annullare. Anche domenica ci sarà una giornata ecologica sul quartiere dove non ci sono bar o negozi e quindi sponsor. Ci siamo autotassati”.
Alfonso Santosuosso spiega come opera il comitato festa San Sabino: “abbiamo creato un bellissimo gruppo di 22 persone che collaborano per portare avanti una tradizione ultramillenaria. Reperire i fondi non è sempre facile. Forse in questo paese per fare un’unica grande festa c’è bisogno di coinvolgere tutte le associazioni. Una grande festa da fare a turno magari. Una festa di una settimana di mettere tutte le forze insieme. Dobbiamo correre per arrivare all’obiettivo prefissato. Ma come si dice: San Sabino se la fa sempre la festa. Il nostro comitato è sempre aperto. Abbiamo in mente tante idee. Contiamo l’anno prossimo nell’organizzare uan festa ancora più bella.
L’artista Carmine Tranchese ripercorre la nascita de “La piazzetta degli Artisti”: con il forum di giovani il primo maggio del 2014 decidiamo di iniziare quel percorso. Oltre cento giovani si sono ritrovati lì tra musica e pulizia della zona. Avrebbero potuto scegliere anche altre mete. Anche Rai 3 ha illustrato la piazzetta come spazio che ha ospitato più di tante iniziative culturali. Poi quello spazio è stato fermato. Io con una denuncia dei carabinieri solo perché c’è una pietra insignificante che ho scolpito. Un signore arriva e mi denuncia perché la stavo scolpendo. La mia idea è che diventi museo a cielo aperto. Ci sono opere che stanno arrivando da tutta Italia che devono essere ancora apposte. Ma tutte le amministrazioni anche l’attuale non hanno capito. Opere donate alla città di Atripalda”.
L’ex assessore Gianni Solimene, che in città ha dato vita negli anni a tanti eventi di aggregazione di qualità come Giullarte, Half Marathon e Terramia ha invitato i giovani a credere nelle proprie idee e passioni: “Bisogna partire da quello che si ha. In ogni evento che ho fatto non avevamo neanche un soldo all’inizio, ma solo idee che portavamo in giro per chiedere un sostegno e  che potesse essere accreditabile sia per avere un sostegno di pubblico sia per raggiungere un obiettivo a medio e lungo termine.  Ogni manifestazione a cui ho contribuito ha avuto sempre un medio lungo respiro nonostante le difficoltà di organizzazione sono state tante. Mi sono sempre nutrito dai risultati e dal percorso. Anche per l’organizzazione dell’Half Marathon si riempì magicamente di energia. Questo è un valore importante che va coltivato con progetti seri e obiettivi ambiziosi e nella nostra città non possiamo permetterci di fare un evento che possa incontrare critiche severe. Obiettivi ambiziosi ci stanno, aggregando le energie che ci sono. Io sono sempre ottimista perché penso che ci sia possibilità di creare eventi per stabilizzarli e dare soddisfazione. Non è giusto fare eventi per gli atripaldesi. Con Half Marathon abbiamo ospitato mille atleti così come per Terramia abbiamo accreditato oltre 60 giornalisti su cui abbiamo investito molte risorse. Nelle 7 edizioni ci sono stati anche dei turisti che dal Nord Italia mossi dalla passione enogastronomica sono giunti qui ad Atripalda. Arrivare a questo obiettivo è una cosa molto importante che andava sostenuta dalle istituzioni. Vorrei sottolineare l’assenza e lo stato di abbandono di chi organizza questi eventi. Nel 2007 abbiamo speso per Terramia 80mila euro senza una garanzia sperando di chiudere in pareggio. Ho dovuto contrarre un mutuo. Le situazioni non sono mai facili e lineari. Ma un evento non può navigare più a mezz’aria. E’ opportuno anche riflettere su queste cose. Su questo si deve far tesoro, su quello che è accaduto nel recente passato. Puntare ad una rassegna come aggregazione intorno ad una ricchezza del nostro territorio”.
Il delegato Costantino Pesca si è soffermato sul deficit economico: “ci sono difficoltà economiche per gli enti. Ma con tutte le difficoltà economiche come amministrazione ci siamo impegnati a dare un cambio di passo. Aggregazione e integrazione per noi viaggiano insieme come La festa dei popoli. Poi la prima cosa che ho fatto è di richiamare Gianni per ripartire con l’associazione Irpinia Corre per organizzare una gara podistica e poi il recupero di Giullarte con due edizioni in crescendo. Sono dei piccoli risultati che fanno ben sperare se si pensa che il nostro capoluogo non organizza niente. Ci sono tante associazioni sul territorio, l’idea è di organizzarsi per allestire un cartellone durante tutto l’anno”.
L’obiettivo quindi è creare una rete di aggregazione durevole.
La professoressa Carmelina Di Paolo ha sottolineato la scarsa collaborazione di tutti: “Manca la volontà delle associazioni di voler lavorare insieme – ha denunciato -. Ognuno si vuole creare il proprio orticello. Ma se non ci diamo la mano tra di noi Atripalda sta morendo. Le difficoltà che abbiamo avuto nel presepe vivente. Ci manca un desiderio di fare cose belle eppure la città in passato è stato il fulcro di tutto”.
Donato Troisi della ProLoco ha sottolineato come il concetto di aggregazione ed esigenza sia cambiato nel corso degli anni: “Oggi le sollecitazioni sono diverse ed è più difficile aggregare le persone. Come esperienza della Pro Loco l’aggregazione si può fare quando si svolgono attività in tutto l’anno.  Anche con Giullarte pensate quanti ragazzi che non vivono nelle associazioni hanno dato un proprio contributo a questi eventi. Anche con le Via Crucis siamo partiti senza avere fondi. Ma se uno pensa prima di avere i soldi non si farà mai nulla. Come associazione ci siamo orientati verso il 5 per mille, ci hanno sostenuto con piacere tanti atripaldesi. Ho sempre sostenuto che bisogna tenere insieme le associazioni dall’inizio dell’anno e incominciare a programmare coinvolgendole tutte senza aspettare il Natale. Se ognuno va per fatti suoi non si realizza mai niente. Questa è la strada da seguire”.
Su come rimettere insieme il motore dell’impegno giovanile per il delegato Pesca: “si può generare entusiasmo tra i giovani. Qualcosa si deve fare anche per la biblioteca comunale che è un’altra grande occasione di aggregazione”.
L’artista Camine Tranchese lancia l’idea: “Stiamo facendo una mappatura di tutte le aziende che fanno scarti di materiali. Da quelle lamiere progettiamo qualcosa per utilizzare come arredo urbano”.
Santosuosso: “come comitato abbiamo creato una pagina Facebook e un sito per poter far avvicinare i giovani. Noi abbiamo bisogno di idee e persone. Per organizzare una festa ci vuole anche tanta manodopera. Fare un’associazione senza giovani vuol dire non avere futuro. Perciò dobbiamo cercare di coinvolgerli”.
Gianni Solimene: “non è semplice trovare la chiave per far interessare i ragazzi. Ciascuno di noi coltiva le proprie passioni mettendo in campo iniziative. Ora bisogna capire che cosa realmente interessa i giovani, se si ha l’obiettivo di coinvolgerli. Mettere in campo iniziative che intercettano la loro passione. Lancio due proposte. La prima: invito l’amministrazione a fare tutto quello che serve per riconsegnare a Carmine Tranchese la sua bottega. Lui è un patrimonio della città, che dà qualcosa alla città per metterlo così nelle migliori condizioni di poter manifestare il suo estro. Bisogna mettere una pezza ma è stranissimo che siano passati anni e che nessuno abbia cancellato questa vicenda amministrativa. La seconda proposta: vedo produttivo e utile il dialogo tra le persone più che le associazioni. Credo che abbassare il livello di comunicazione tra le persone e non le associazioni sia più produttivo”.
Luca Imparato: “anche noi abbiamo una pagina di Facebook dove ci segnalano anche delle problematiche del quartiere Alvanite. Se vogliamo collaborare vi invito a salire sul quartiere”.
Lucia Gaeta (Acipea): “ad Atripalda arrivano da tutta Italia persone grazie al nostro premio San Valentino. Il nostro augurio è di aggregarci”.

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