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Autovelox sulla Variante, nel primo ricorso il Giudice di Pace condanna il Comune di Atripalda

Pubblicato in data: 3/11/2018 alle ore:09:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Nel giorno della commemorazione dei defunti il Giudice di Pace di Avellino condanna il Comune di Atripalda sul primo ricorso per le multe rilevate con l’autovelox installato lungo la Variante 7bis.
L’ironia della sorte ha voluto che in discussione finisse ieri mattina il ricorso presentato dal titolare di una nota impresa funebre di Mercato Sanseverino (Sa) attraverso il patrocinio dell’avvocato Ciro Aquino di Avellino. E così l’azienda funebre ha visto annullare dal giudice di Pace di Avellino, dottor Ernesto Cerullo, il ricorso proposto contro il verbale irrogato dall’autovelox.
Prima vittoria quindi nel primo dei 96 ricorsi contro il discusso apparecchio di misurazione della velocità che da mesi è diventato un incubo per gli automobilisti che transitano lungo la Variante.

Il giudice di pace ha dato ragione al ricorrente che si era opposto contro la sanzione amministrativa emessa dalla Polizia Municipale atripaldese per il superamento del limite di velocità fissato a 70 km/h con tolleranza di 5 km/h.

A far valere le ragioni del ricorrente è stato l’avvocato Ciro Aquino, difensore di buona parte degli automobilisti che hanno incappato nelle buste verdi fatte recapitare dal comune di Atripalda: «E’ il giusto riconoscimento per l’attività difensiva svolta a favore degli automobilisti vessati per questo dispositivo che certamente poteva essere utile per rimpinguare le casse del comune, ma non certamente per garantire la sicurezza stradale».

In pochi mesi l’autovelox ha elevato circa 12.000 contravvenzioni, 3000 multe al mese dal 16 giugno, quando è entrato in funzione, che avrebbero dovuto far introitare al Comune oltre 1,6 milioni. Alla luce del responso del Giudice di Pace, appare svanire il miraggio agognato dall’Amministrazione comunale di Atripalda di fare cassa: «Il giudice ha dato lettura del dispositivo, le motivazioni saranno disponibili nei prossimi giorni. E’ in dubbio che si apre un precedente ed anche le altre decina di migliaia di multati possono appellarsi per vedersi riconosciuto un diritto e cancellare la sanzione». La difesa dell’avvocato Ciro Aquino verte su vizi formali e giuridici per l’installazione dell’apparecchiatura posizionata nelle vicinanze dell’uscita Atripalda – cimitero lungo la Variante 7 bis.
«L’importante – afferma Aquino – è stabilire un principio di legalità su quell’arteria. L’autovelox dovrebbe essere un deterrente e garante della sicurezza della cittadina, non dovrebbe vessarli».

Una grana per il comune di Atripalda difeso dall’avvocato Violano. L’amministrazione guidata da Geppino Spagnuolo aveva preventivato un introito di circa 4 milioni di euro all’anno dalle contravvenzioni dell’autovelox (circa 3 milioni di euro per il primo anno, soldi già inseriti nel Previsionale 2018 approvato in Consiglio comunale).

Soldi utili a rimpinguare le casse comunali. Con la sentenza sfavorevole si apre uno scenario completamente opposto. Il Giudice di Pace, conferma l’avvocato Ciro Aquino, ha condannato il Comune a pagare anche le spese legali pari a 180 euro + 43 di diritto fisso. Se tutti gli automobilisti dovessero far ricorso (11.750 al 13 ottobre) sulla base della sentenza emessa dal Giudice di Pace, per il comune di Atripalda si annunciano rimborsi oltre i 2,5 milioni di euro. Esborso che metterebbe seriamente ancor di più le già disastrate casse comunali di Atripalda.

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