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Esplode un nuovo fronte nell’indotto della Capaldo di Caserta, sit-in di denuncia di lavoratori e Cgil Avellino. FOTO

Pubblicato in data: 18/11/2018 alle ore:10:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Si apre un nuovo fronte nell’indotto della “Capaldo Spa”. Ieri mattina sit-in dei lavoratori della società “Magma” di  Caserta dinanzi alla sede centrale di Manocalzati-Atripalda, dopo il licenziamento di «otto storici dipendenti – si legge su di un volantino distribuito ai passanti – stanchi di subire ingiustizie contrattuali e salariali hanno deciso di intraprendere l’ultimo percorso, quello giudiziario».
Con gli operai presente il segretario provinciale della Cgil Avellino, Franco Fiordellisi: «siamo con i lavoratori di un’azienda di Caserta collegata alla Capaldo, e come Cgil Avellino partecipiamo a questa manifestazione perché la vicenda Capaldo è estesa e non riguarda solo le vertenze che gli ultimi giorni sono venute avanti, ma sono situazioni orami conclamate e ramificate un po’ su tutto il territorio dove è presente la società Capaldo. Come solidarietà ma come atto vero di vicinanza sia qui con i lavoratori dell’ex Magma che sono stati licenziati».
Sui cartelli e gli striscioni apposti dinanzi allo stabilimento la rabbia dei operai: “#siscriveMAGMAsileggeCAPALDO”, “#questoèILnatalediPROGRESS” e “#LICENZIAMOchiunquesiRIBELLI”.
Una nuova vertenza che segue di pochi giorni l’inchiesta aperta dalla Procura di Avellino che ha portato agli arresti domiciliari, poi revocati, del capo dell’ispettorato del lavoro regionale, Pingue. E Fiordellisi, preannuncia che in caso di rinvio a giudizio degli indagati, la Cgil si costituirà parte civile: «Attendiamo i risultati e che cosa ne verrà fuori. Certamente di quello che ci è dato sapere la situazione  è estremamente brutta  e drammatica anche perché coinvolge dei lavoratori della logistica particolarmente esposti nei cambi-appalti e nella vicenda delle cosiddette conciliazioni, e su questo mi sono espresso già ampiamente, e vedremo se effettivamente la modifica che ha voluto far fare Pingue ad alcuni ispettori di togliere l’informative ai lavoratori, in cui era stata riconosciuta l’intermediazione di manodopera diretta verso Capaldo, dovevano richiedere al Capaldo stesso di essere assunti direttamente, è stata depennata mettendo un grave pregiudizio nel poter affermare i loro diritti. Su questo staremo molto attenti, verificheremo anche se ci sarà il rinvio a giudizio e come Cgil Avellino pensiamo di costituirci parte civile a prescindere da chi ha portato avanti la vertenza. Noi ci siamo e continueremo ad esserci soprattutto rispetto ai lavoratori sfruttati e più deboli».
A raccontare questo nuovo strappo nelle relazioni tra azienda e operai è Vincenzo Bellopede della Filcams Cgil Caserta: «questa vertenza inizia nel 2016 quando otto lavoratori hanno indetto una vertenza legale tramite i nostri uffici per dimostrare che c’era un rapporto diretto da il committente e i lavoratori. Il servizio che viene effettuato a Caserta, presso la Progress di San Marco Evangelista è stato affidato ad una società terza, che si chiama Magma Group. In questi anni i lavoratori sono venuti a conoscenza  che gli ordini, al gestione e il servizio veniva effettuato direttamente dalla Capaldo. Questo è stato dimostrato attraverso delle mail che erano nelle disponibilità di tutti i lavoratori. Questi email sono state portate al nostro ufficio legale e secondo l’azienda c’è stato trafugamento di notizie riservate. Trafugamento non c’è stato perché questi email venivano stampate su carta e utilizzate come carta di riciclo per cui erano nella disponibilità dei lavoratori ma anche della clientela».

 

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