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Lotta all’inquinamento e tutela dell’ambiente ad Atripalda, il sindaco firma l’ordinanza: da oggi divieto di bruciare residui vegetali e tenere i termosifoni accesi oltre otto ore al giorno fino a fine anno

Pubblicato in data: 1/12/2018 alle ore:07:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Lotta all’inquinamento e tutela dell’ambiente ad Atripalda, il sindaco firma il divieto di bruciare residui vegetali e di tenere nelle case i termosifoni accesi oltre otto ore al giorno. Da oggi e fino al prossimo 31 dicembre sarà vietato sul territorio comunale dare fuoco a materiali di qualsiasi tipologia e natura. L’ordinanza con in calce la firma del primo cittadino Geppino Spagnuolo segue di pochi giorni il tavolo tecnico tenutosi al Comune di Avellino e promosso dall’ex Amministrazione Ciampi.
«Abbiamo dato seguito a quanto concordato e stabilito nell’incontro svoltosi al comune di Avellino la settimana scorsa anche con gli altri comuni limitrofi al capoluogo e ho firmato un’ordinanza  per tutto il mese di dicembre di contrasto all’inquinamento atmosferico – illustra la fascia tricolore -. Il divieto riguarderà l’abbruciamento di residui vegetali in zona agricola oltre a contenere ad otto ore massimo giornaliere il funzionamento dei riscaldamenti nelle abitazioni anziché di dodici ore. Quindi un contenimento rispetto alle emissioni dovute al riscaldamento degli edifici e un azzeramento delle emissioni  dovute all’abbruciamento libero in zone agricole. Due misure per il contrato all’inquinamento che speriamo siano adottate anche dai comuni limitrofi che erano presenti al’incontro. Un contributo alla qualità dell’aria almeno in questo mese in cui si concentrano e si sommano una serie di emissioni che sono potenzialmente inquinanti. Un primo passo per la limitazione dell’inquinamento nella nostra area».
Sanzioni amministrative per i trasgressori da 25 euro a 500 euro. Nessuna ordinanza per ora sulla limitazione del traffico veicolare, come deciso invece da Avellino. Sui dati sull’inquinamento forniti dalla centralina che per alcuni mesi è stata installata dall’Arpac lungo via Pianodarinde, sul tetto della scuola media Masi, il sindaco spiega: «anche se l’unica centralina fissa, continua e di riferimento resta quella di Avellino e di Pianodardine. In territorio di Atripalda l’abbiamo avuta per un periodo limitato e ci ha fornito una tendenza un po’ diversa e migliore rispetto ai dati di Avellino. Ma al di là di questo sul discorso del traffico veicolare riteniamo che, una misura come quella di Avellino, calata così anche ad Atripalda senza uno studio specifico sui trasporti pubblici e sulle percorrenze alternative, potrebbe dare dei risultati anche controproducenti e non migliorativi in un periodo come quello di dicembre, dove ci sono delle esigenze di spostamento più forti. Si finirebbe solo per spostare dei flussi del traffico da un lato all’altro creando code o intasamenti in altri punti della città o del territorio contiguo con Avellino. Perciò prima di prendere delle misure è il caso di aprire un tavolo tecnico, previsto già nel Protocollo d’intesa firmato ad inizio d’anno in cui si ragioni dei flussi di traffico complessivi in caso d misure di limitazione del traffico unito ad un potenziamento del trasporto pubblico. Credo che vada fatto questo lavoro che può essere messo alla base di un tavolo tecnico tra comuni. Su questo siamo disponibili a ragionare e a capire se ci sono misure che possono essere estese all’ambito urbano oltre quello di Avellino. Ma dobbiamo fare prima quest’attività preliminare».
Il sindaco chiede anche più centraline: «i cittadini atripaldesi non devono essere particolarmente preoccupati. Un’attività che inizia adesso con le prime misure che stiamo mettendo in campo di tenuta sotto osservazione dei dati. Auspichiamo che venga estesa, consolidata e diventi permanente un’attività di monitoraggio più diffusa oltre alla sola centralina di Avellino. Così come è importante guardare anche a cosa succedere all’area industriale di Pianodardine dove noi con gli altri comuni della zona stiamo spingendo per un’attività di programmazione  e monitoraggio ambientale molto più presente e incisiva in modo da poter calibrare misure più stringenti e utili per il miglioramento della nostra qualità dell’aria».

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