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domenica 17 febbraio 2019
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L’inferno di Haiti tocca anche l’Irpinia

Pubblicato in data: 19/1/2010 alle ore:16:40 • Categoria: CronacaStampa Articolo

haitiSi continua a scavare ad Haiti, dopo il catastrofico terremoto del 12 gennaio. La terra ha tremato alle 22:53:09, ora italiana, una scossa di magnitudo 7 alla profondità di 10 chilometri che ha raso al suolo un intero Paese: case, ospedali, strade e ha portato via la vita di migliaia di persone. A distanza di giorni non si conosce ancora il numero esatto delle vittime, quello dei dispersi, compresi i nostri connazionali. L’Irpinia piange insieme al resto del mondo la sua prima vittima, non ce l’ha fatta Gigliola Martino, 70 anni, originaria di Teora. E’ morta sotto le macerie della sua abitazione. Al dolore e allo sgomento per la scomparsa della donna, a Teora in queste ore si unisce l’ansia e l’angoscia per gli altri emigranti. Sono un centinaio i teoresi che hanno deciso di vivere ad Haiti, generazioni di emigranti partiti agli inizi del ‘900 dall’Alta Irpinia.
terremoto-haitiE ad una settimana dalla scossa sono poche le speranze di ritrovare in vita Antonio Sperduto, il commerciante teorese che nel momento in cui la terra ha tremato era al lavoro nel Caribbean Market di Port-au-Prince, il centro di sua proprietà. Secondo quanto affermato dalla Farnesina sia per Sperduto che per Corneo, l’altro italiano di cui non si hanno notizie, ci sono ragioni fondate di forte preoccupazione. Buone notizie invece per gli altri due fratelli Sperduto: Michele e Rodolfo. Erano stati dati per dispersi, ma invece si è appreso con certezza che sono vivi. Quando c’è stato il terremoto erano all’estero per lavoro. Un sospiro di sollievo arriva anche a Monteforte Irpino, è salvo Carmine Liberale, il 31enne irpino funzionario dell’Onu ad Haiti per seguire un’inchiesta dell’Alto commissariato. A lavoro costante la Farnesina mancano ancora all’appello decine di connazionali. Una situazione drammatica, non solo per il sisma ma anche e forse soprattutto per la difficoltà di prestare soccorso, portare cibo e medicinali per chi è ancora vivo.

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