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Caso Moschella, Tomasetti (Pd) replica a Del Mauro (Pdl)

Pubblicato in data: 21/1/2010 alle ore:14:48 • Categoria: Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

tomasettiCaro Del Mauro,
ho meditato a lungo prima di rispondere alla tua lettera, pubblicata sui quotidiani provinciali e non inviatemi evidentemente perché non vi è interesse da parte tua alla risposta, ma solo alla pubblicità della polemica. Pertanto userò lo stesso mezzo premettendo, però, che per me la querelle finisce qui. Prendo atto che tu e il tuo neo – gruppo “non contate niente e ne siete felici” (ma La Sala ne è al corrente?) e che il “centrodestra è in crisi ed è sotto gli occhi di tutti”. Basterebbero queste due tue affermazioni per sollecitare l’umorismo che chiedi e non andare oltre. Purtroppo, però, io ho grande rispetto per le persone e le loro idee e quindi negherò almeno la prima delle tue asserzioni continuandomi ad occupare anche dell’opposizione che rappresenta pur sempre l’altra metà dei cittadini atripaldesi, cosa che anche tu hai affermato in momenti di maggiore lucidità. Sulla questione Acerra ho detto e scritto tante volte e risparmierò la ripetizione ma ti preciserò soltanto che uno dei rimproveri che Acerra mi faceva sempre, anche in veste di dirigente provinciale del Pd, era quello di non fare iniziative pubbliche che rendessero evidente la nostra buona amministrazione (altro che presa di distanza dalla gestione Laurenzano!!!). Ti invito invece ad andare a rileggere proprio quei verbali che tu citi a sproposito dove è molto chiara e molto serena la mia posizione (Delibera Consiglio Comunale n. 22 del 2/10/2009) anche a caldo sul caso Moschella. A tal proposito voglio sottolienarti che non ho affatto “plaudito al passaggio di Moschella” ma esclusivamente citato il caso come emblematico del fallimento di un progetto politico giacchè il consigliere in questione è membro di un partito che con voi faceva coalizione e che ha riconosciuto esaurita l’esperienza politica di centrodestra mettendo nero su bianco e non un singolo che, peraltro, mai ha affermato di lasciare il campo del centrosinistra. Il resto attiene ai poteri, alle prerogative ed alla responsabilità del sindaco che ha voluto accelerare un processo che indubbiamente meritava tempi più lunghi di maturazione. Come vedi, non sono abituato a fare difese d’ufficio e in più di un’occasione ho dissentito ma, dati i tempi, mi limito ad indicare una strada maestra che ognuno è libero di seguire. Il tuo riferimento alle deleghe, però, era indubbiamente ingiusto, da classico piatto di lenticchie, e volutamente riduttivo non volendo ancora trovare il centrodestra le vere cause della propria crisi. Non vedo, dunque, ragioni per dimettermi, caro Massimiliano, mentre mi sentirei volentieri di chiedere scusa agli elettori perché il Centrosinistra nel suo complesso non riesce a contrastare il tuo partito ed il suo leader che tanto hanno contribuito al sovvertimento dei valori etici e politici irretendo e seducendo anche molta della nostra classe dirigente che, berlusconianamente, non distingue più tra verità e consenso. Per concludere dirò che al momento costato che il Sindaco eletto è sempre lo stesso, che la mia modesta persona gode ancora la fiducia del gruppo, che il centrosinistra, pur tra mille difficoltà, che non nego affatto, sta facendo uscire la città da una crisi gravissima compiendo scelte coraggiose assunte in concordia e quindi sta rispettando in pieno il mandato elettorale. Tu, purtroppo, non puoi dire lo stesso del tuo schieramento, mutato in ruoli e finzioni rispetto al voto del 2007, ma stai tranquillo non ti chiederò di dimetterti per questo, ho fiducia che lo faccia l’elettorato al momento opportuno.

dr. Antonio Tomasetti
capogruppo centrosinistra per Atripalda

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