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Gemellaggio Gallarate, La Sala risponde ad Antonio Laurenzano

Pubblicato in data: 6/3/2010 alle ore:12:42 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Egregio Dott. Laurenzano,

Uhmammmamia… stavolta devo averla fatta grossa davvero, se si è scomodato, persino Lei, da Gallarate, a farmi il predicozzo per conto terzi. E già…ma che ne sa Aldo di Dorso, Cicerone, questioni meridionali e astruserie del genere. Lui, Aldo, si occupa d’altro, campione com’è di quella “diversa concezione della politica che sappia privilegiare gli interessi della comunità e non quelli di… bottega”. E come non darLe ragione? Anche quando invocherebbe (e perché non lo fa?) “umiltà, modestia e, soprattutto, una più seria condotta politica”… Ah! lei non sa in che ginepraio si è ficcato, dottAntonio, tra brutte figure, spocchia mia e coda di paglia sua. Forse è per questo che va a caccia di innocenti refusi ed ignora i ben più corposi svarioni di famiglia. Che pena, mi consenta, altro che “penose cadute di stile”, che pena e basta, la sua astiosa e velenosetta sequela di maleparole.
La difesa fraterna, più o meno d’ufficio, quella la capisco, ma calarsi così pesantemente nella parte ed agitare la sua inelegante durlindana di latta ed i suoi argomentucci ritriti… forse è un po’ troppo, specie – mi perdoni – per la sua “intensa e significativa attività socio-culturale” (non parlo di quella professionale per non averne titolo) e nel suo “ruolo di officer distrettuale dei Lions (senza refuso)” dei quali è nota tutt’altra sobrietà. Vuol dire che ci saremo sbagliati…
Allora che avrò fatto mai per turbarLa nella sua pluridecennale residenza in terra lombarda? Sarei veramente tentato di entrare nel merito e nel metodo del suo dire, se non temessi di nuocere, ora sì, al buon nome della nostra Città (compromesso, prima che dalle mio parole, dalla sua reazione così rozzamente scomposta).
Vediamo…si sarà ritenuto personalmente ‘toccato’? (e dica…sarà stata mica Sua la pensata del casuale e scanzonato gemellaggio de quo? sa, non sarebbe la prima volta nelle ultime settimane che Aldo finisce in un vicolo cieco per colpe…non tutte sue); o ha ritenuto, a prescindere, l’incursione sulla sua “Prealpina” un peccato di lesa maestà o uno sbrego alla sua immagine (ritengo immacolata) in partibus infidelium?
Ho sempre apprezzato chi nella diaspora (volontaria o no) ha tenuto alto il nome della sua terra d’origine. Non dubito che lo avrà fatto in questi anni anche Lei e che si senta, perciò, investito di una responsabilità non Sua e persino, mi pare, non giustificata e non richiesta (Ha letto le dichiarazioni del sindaco Mucci?). Non si adonti, perciò, e lasci stare altrui inquiete erranze, antiche frustrazioni e malcelate ambizioni. Parla -mi perdoni- di cose che no sa: e ne parla un po’ a casaccio e per sentito dire, con disarmante e svagata approssimazione. E non sarebbe da Lei, almeno a leggere le Sue esibite ‘referenze’.
Agli amici Gallaretesi parli sempre di Atripalda, ma non Le faccia velo la disastrosa gestione amministrativa di famiglia, di una Città mai così mortificata come negli ultimi tre anni da una gestione pubblica politicamente incapace, arruffata e prepotente, travolta da una massa debitoria, alla quale spera di far fronte con imbarazzati pagherò a… futura memoria.
La prego di credere che chi Le parla non ignora il passato. Pare invece che a Lei, per ragioni evidentemente imperscrutabili, sfugga quasi del tutto il presente. Ci venga a trovare ogni tanto, si informi…magari capirà che, sotto le presunte “meschinità” ed i “beceri provincialismi” che distribuisce con incredibile leggerezza, c’è la pena per una città (che è anche la Sua) sempre più incerta ed incapace di futuro.
Nescire quid antequam natus sis acciderit, id est semper esse puerum (Cicero, Ad Brutum, 34, 120). Magari sarà necessario che qualcuno lo spieghi ad Aldo. Sia gentile…se ne occupa Lei?
Gradisca, anche da parte mia, i migliori saluti.

Raffaele La Sala
consigliere comunale

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