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Instabilità Governo Berlusconi, nota di Lello La Sala

Pubblicato in data: 10/7/2010 alle ore:13:41 • Categoria: Merito è Libertà, Politica

Metti una sera a cena…

In attesa che la dichiarazione etnica (ghe pense mi) dispieghi tutti i suoi effetti sulla politica italiana, e innanzitutto su un Pdl che non è, ma che neppure -mi pare- si vuole che sia, più di uno comincia a chiedersi per chi suona la campana…dell’ultima (o penultima) chiamata.
La questione non è da poco, e forse è anche più seria di come ce la raccontano gli opposti schieramenti mediatici e le sempre più tiepide tifoserie.
A destra ed a sinistra, insomma, si vive un’attesa tanto carica di tensione quanto vuota di idee e di prospettive e Casini può ballare la quadriglia delle convenienze.
Cancellate, attraverso accelerazioni improvvise e percorsi ineluttabili, le stanche famiglie politiche del ‘900, il nuovo promesso ha stentato a nascere per decreto ed il disagio si manifesta oggi o attraverso un diffuso ed impotente malessere o attraverso forme estreme di sudditanza.
Ghe pense mi, allora si fa rappresentazione di uno psicodramma collettivo che offre, nel breve periodo, l’illusione di una soluzione semplificata e rassicurante ad una società sempre più fragile ed impoverita, ma è difficile credere che sia la soluzione. Tra gli opposti estremismi di un giustizialismo senza giustizia e di un garantismo senza garanzie (deprivati, l’uno e l’altro, di sostanza e motivazioni, eccezion fatta per quelle fondatissime di cospicui interessi di bottega) si delinea il torbido declino della presente stagione politica, con esiti che non è difficile prevedere plumbei. Brancolare nel buio, infatti, tra ottimismo e catastrofismo, non aiuta certo ad uscire dalla attuale cong iuntura che, in Campania ed in Irpinia, si manifesta con inaudita violenza, mortificando le speranze di futuro dei giovani.
Insomma, mentre si prende atto, con qualche residuale distinguo, del fallimento di una classe politica regionale clientelare ed affaristica, incarnata dal ‘sistema’ bassoliniano, nessuno sembra in grado di segnare una svolta, neppure (e spiace dirlo) Caldoro che dà talvolta l’impressione di essere pericolosamente inerme, stretto com’è nella tenaglia di un Pdl incerto sul proprio presente e sul proprio destino, ed una organizzata e tuttora aggressiva ramificazione del potere demitiano. Non si tratta solo di segnare una provvisoria (ed aleatoria) inversione di passo, attraverso la sostituzione del ceto politico alla guida degli enti (come pure si fa, cedendo a qualche eccesso), a meno che non si debba prendere atto che sia questo l’unico mutamento possibile. E non dispiace che Tremonti parli di cialtroneria nella gestione dei fondi europei, perché lo sperpero di risorse comunque declinate (Fas, fes, fis, e fus) non salva proprio nessuno e ci fa sentire, con trascurabili differenze, finalmente, tutti… italiani. Certo lo scandalo dei soldi non spesi (o inutilmente spesi, che forse è pure peggio), le occasioni sprecate, l’illusione di flussi di denaro inesauribili colpisce soprattutto il Mezzogiorno, dove si prende anche coscienza che un fascio di individualità, per quanto eventualmente di valore (e non sempre è così), non fanno, ope legis, una classe dirigente autorevole, o almeno dignitosa, né sono capaci di definire una solida ed efficace prospettiva di cambiamento. E questo è ancor più malinconicamente evidente nella rissosa inconcludenza delle amministrazioni periferiche. E per non andare lontano si veda, da noi, il Comune capoluogo e la Provincia.
Ma torniamo ai bellicosi propositi del Cavaliere. “Batterò le correnti” dichiara prendendo improvvisamente coscienza delle cento rigogliose sigle del disastro. Compito difficile sempre ed oggi quasi impossibile, esposto com’è al rischio del suicidio politico. Allora… per chi suona la campana…dell’ultima chiamata? Su questa elementare domanda, mentre Casini si defila e confessa di essere stato a cena anche con Bersani (ahi, ahi… Pieferdi…come la mettiamo con la dieta?), prima ancora che sulla cosiddetta ‘fiducia’ parlamentare, si gioca il destino del Popolo della Libertà… mai come oggi presunta.

Raffaele La Sala
“Merito è Libertà”

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