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A Napoli con documenti falsi per sfuggire alla casa lavoro, arrestato Franco Ragucci. Condannato per direttissima a due anni di reclusione

Pubblicato in data: 7/9/2010 alle ore:14:51 • Categoria: Cronaca

stazione-carbinieri-ridottaDopo una serratissima indagine durata all’incirca 2 mesi, i carabinieri della Stazione di Atripalda, diretti dal comandante Costantino Cucciniello, hanno finalmente rintracciato e tratto in arresto un noto pregiudicato del posto, Franco Ragucci, classe 1950 e originario di Pietrastornina che, benché sottoposto alla libertà vigilata, al fine di sfuggire ad un’ordinanza di applicazione della misura di sicurezza della casa di lavoro emessa a suo carico alla fine del mese di giugno scorso dal Tribunale di Avellino, si era reso irreperibile, abbandonando Atripalda.
Le indagini condotte dai militari della locale Stazione, agli ordini del Maresciallo Capo Costantino Cucciniello, hanno però permesso di sfruttare i passi falsi fatti dall’uomo e dalla sua famiglia, rimasta ad Atripalda, riuscendo ad individuare il nuovo covo dell’uomo.
È così che nella serata di ieri, i carabinieri di Atripalda l’hanno rintracciato e tratto in arresto nei pressi della stazione ferroviaria di Napoli, in piazza Garibaldi, ove l’uomo aveva preso dimora in un albergo della zona, con generalità fasulle grazie ad un documento d’identità contraffatto. Acciuffato e portato in caserma, i militari dell’Arma hanno accertato che l’uomo aveva dimorato dalla fine del mese di giugno in alcuni alberghi del napoletano, fornendo sempre quelle false generalità.
Sequestrata la carta d’identità falsa, i carabinieri lo hanno anzitutto arrestato per il reato di possesso di documento d’identità falso e per questo reato l’uomo è stato processato questa mattina per direttissima presso il Tribunale di Napoli (luogo di consumazione del fatto-reato). 
E’ stato così condannato a due anni di reclusione per il reato 497 bis (possesso e fabbricazione di documenti d’identità falsi) e tradotto nel carcere di Poggioreale. 
Resta in pendenza la misura di sicurezza della casa lavoro di Sulmona, che sarà ora eseguibile solo successivamente al nuovo reato commesso dall’uomo.

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