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Successo per le opere dell’artista Carmine Tranchese nello Specus Martyrum

Pubblicato in data: 11/9/2010 alle ore:08:30 • Categoria: Cultura

foto-opere-tranchese1Successo di visitatori e gradimento per le opere e le installazioni dell’artista atripaldese Carmine Tranchese realizzate nello Specus Martyrum  della Collegiata di Sant’Ippolisto Martire ad Atripalda.
Nei tre scatti del fotoreporter Camine Montefusco (vedi foto) si può ammirare tutto l’estro ed il fascino delle opere realizzate. Sperimentazioni non nuove per l’artista atripaldese, che già alcuni anni fà riaccese i riflettori con una sua opera sul fiume Sabato.
Di seguito pubblichiamo una nota del professor Lello La Sala: 

«Non si tratta, in assoluto, di una novità. Da tempo archeologia ed arte moderna si misurano in un’affasciante gioco di specchi, attraverso incontri, sperimentazioni, installazioni (per esempio nel parco archeologico di Sibari, o in quello di Scolacium in Calabria, o a Roma). E tuttavia è forte la suggestione dell’intervento dell’artista Carmine Tranchese nello Specus Martyrum di Atripalda, luogo di martirio e di penitenza tra i più antichi e noti d’Irpinia.

foto-opere-tranchese2 L’intervento, che si realizza grazie alla sensibilità del parroco don Enzo de Stefano (che ne ha colto le motivazioni più autentiche), riutilizza materiali poveri, d’uso e di riciclo che, nella straniante deflagrazione tra la percezione ed il ‘riconoscimento’ delle forme ed il ‘segno’ artistico, creano effetti e suggestioni di rara intensità. Carmine Tranchese cattura atmosfere, scava memorie, racconta silenzi e misteri e, mentre sconvolge ed emoziona, si fa voce e destino di una umanità faticosamente in cammino.

foto-opere-tranchese3Attraverso un tracciato di sabbia la contemporaneità si riappropria di un vissuto millenario, esplora la propria coscienza, interroga la propria anima, si affaccia sull’archetipo dell’uomo che, nell’acqua, nella terra e nel vento, ritrova la sua fragilità e la sua eternità.

Un’installazione, quella del maestro Tranchese, che segnalo come uno dei principali eventi della XV edizione di Giullarte, quello che ricorderemo e che farà discutere, come sempre. A costo zero e – pare- ignorato dalla programmazione ufficiale».

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