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Questione mercato, delusi i rappresentanti sindacali degli ambulanti dall’incontro al Comune

Pubblicato in data: 16/3/2011 alle ore:20:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

mercatoDelusione e amarezza tra i rappresentanti sindacali degli ambulanti del giovedì dopo l’incontro al Comune.
«Un nulla di fatto. Abbiamo l’impressione che si siano persi sei mesi di tempo – commenta amareggiato Peppino Innocente di Confcommercio -. Ora attendiamo l’informativa nel prossimo consiglio comunale al quale prenderemo parte. Ma l’Amministrazione comunale si è mossa in questi mesi verso altri scopi, procedendo alla riduzione e alla disgregazione di quella che ha sempre rappresentato una delle tradizioni storiche della città». Per Confcommercio l’ubicazione naturale del mercato resta il centro cittadino: «sua sede naturale e storica, rimodulandolo a misura delle esigenze della cittadinanza».
Amarezza anche per Rino Bilotto, direttore provinciale di Asso-Api: «Si và di male in peggio. Tra lassismo, menefreghismo, l’Amministrazione comunale ancora una volta si dimostra incapace di risolvere i problemi. Ci hanno chiesto di aver ulteriore tempo per individuare una soluzione definitiva. Con piccoli correttivi il mercato poteva restare lungo via Gramsci e contrada Santissimo». Per Asso-Api il mercato doveva restare lungo via Gramsci e contrada Santissimo: «apportando piccoli correttivi. Gli ambulanti, visto le difficoltà economiche del Comune, erano anche disposti ad anticipare le spese per sostenere i costi per la messa a norma delle aree, con anticipazioni da scalare poi sul pagamento della Tarsu e della Tosap. Ma l’Amministrazione non ha accolto la proposta. Atripalda, dopo aver perso la fiera del bestiame e quella dei bottai, oggi rischia seriamente di veder scomparire anche la storica fiera del giovedì. Settimana dopo settimana diminuiscono ambulanti ed utenti. Un mercato che in tempo di crisi economica riveste un importante ruolo di ammortizzatore sociale, visto che i prodotti venduti non temono concorrenza per prezzo e qualità».

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