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Impianti sportivi inadeguati per calcio e pallavolo, allarme ad Atripalda. A rischio i campionati di Promozione e B1

Pubblicato in data: 23/3/2011 alle ore:12:00 • Categoria: Attualità

stadio-valleverde-palestra-adamoImpianti sportivi inadeguati per calcio e pallavolo ad Atripalda, a rischio i campionati di Promozione e B1. I sopralluoghi effettuati la scorsa settimana dalla Commissione tecnica di vigilanza sui pubblici spettacoli presso lo stadio «Valleverde», che ospita le gare interne del Asd Città di Atripalda Calcio che milita in Promozione e la palestra della scuola materna «Adamo» dove gioca la Pallavolo Sidigas Atripalda, capolista nel campionato di B1, ha messo in evidenza l’inadeguatezza delle strutture cittadine ad ospitare gare agonistiche di un certo rilievo.
Mentre per il campo sportivo «Valleverde» la capienza è stata ridotta a 100 spettatori, per la palestra «Adamo» sono emerse numerose irregolarità che la società, unitamente all’Amministrazione, si augura di riuscire a sanare in questi dieci giorni, prima della prossima gara interna. Pena la chiusura al pubblico delle restanti gare casalinghe. Una situazione che sta preoccupando non poco le rispettive dirigenze. Per quanto riguarda il calcio, il consiglio direttivo dell’«Asd Città di Atripalda Calcio», dopo una lunga riunione, ha deciso all’unanimità di rassegnare in toto le dimissioni e di rimettere nelle mani dell’Assessore allo Sport, Andrea Montuori, le sorti della squadra. Dimissioni irrevocabili, come si legge in un comunicato stampa. Che non significano però ritiro della squadra dal campionato di Promozione, come invece era stato annunciato all’inizio. Scongiurata quindi la sconfitta a tavolino di sabato prossimo a Mirabella, dove la squadra si presenterà. «Al fine di evitare che Atripalda scomparisse definitivamente dalla scena calcistica – spiega il direttore sportivo Walter Iannacconeabbiamo deciso di affidare la squadra nella mani dell’assessore allo Sport. Manterremo fede a tutti gli impegni assunti con i giocatori fino al termine del campionato».
Nel comunicato si legge che ad Atripalda: «il gioco del calcio appare essere diventato lo strumento di una continua contrapposizione fra società che si barcamenano fra difficoltà di ogni genere e rigide posizioni delle istituzioni preposte all’ordine pubblico».
Ci sarebbe quindi la necessità di mettere lo stadio «Valleverde» a norma, ma il Comune non ha soldi. Tra l’altro proprio al Città di Atripalda è stato affidata per nove anni la gestione dell’impianto che invece risulta a questo punto non avere i presupposti per far svolgere regolarmente le partite.
Ma il sindaco Aldo Laurenzano assicura di fare il possibile: «Sono profondamente rammaricato della decisione. Spero possano ritornare sui propri passi perchè il Città di Atripalda è patrimonio di tutta la collettività sportiva atripaldese. Purtroppo da quando sono sindaco si sono verificati una serie di episodi che mai accaduti prima, a partire dal sequestro della discarica in via Tufarole per arrivare alla chiusura del mercato cittadino da parte dei Nas. Io non ho mai mollato e così l’amministrazione comunale. Spero che i dirigenti del Città di Atripalda facciano altrettanto. Per la limitazione dell’ingresso allo stadio Valleverde, la decisione non è dell’Amministrazione ma della Prefettura e della commissione di vigilanza per i pubblici spettacoli che ha attuato misure simili in tutti gli stadi della provincia. In passato ho segnalato queste problematiche, ma i miei appelli si sono persi nei gangli della burocrazia. Insieme all’assessore delegato allo sport, stiamo valutando progetti ed iniziative che possano consentirci di migliorare la sicurezza della struttura. E’ fondamentale, in questo caso, fare fronte comune tra tutti gli Enti e chiedere l’intervento della Regione Campania».
Per la pallavolo si attende invece la formalizzazione ufficiale della decisione assunta dalla commissione tecnica di vigilanza sui pubblici spettacoli per la palestra «Adamo». Fiducioso appare il presidente della Sidigas Pallavolo Atripalda, Franco Capaldo che dichiara: «Dalle verifiche sono emerse delle anomalie che siamo pronti a sanare insieme all’amministrazione, pena la disputa delle gare interne a porte chiuse. Speriamo di finire il campionato con il sostegno del nostro pubblico. Abbiamo 15 giorni di tempo per regolarizzare la situazione. Certamente l’anno prossimo non potremo continuare a fare così la seria B o la serie A».
I problemi per la palestra «Adamo» riguardano la segnaletica per le uscite di emergenza, i bagni pubblici, l’omologazione dell’impianto e della tribuna.

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