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Crisi al Comune, la nota di Cinzia Spiniello (Sel)

Pubblicato in data: 7/4/2011 alle ore:07:24 • Categoria: Politica, Sinistra Ecologia e Libertà

sinistra-ecologia-e-libertaQuattro anni sono lunghi da passare e probabilmente in quest’arco di tempo se il Pd non fosse stato impegnato a cucire e ricucire strappi e lacerazioni interne ne avrebbe certamente giovato la collettività atripaldese. Il programma che in campagna elettorale era stato il cardine delle battaglie alla ricerca dell’ultimo voto utile, viene fin da subito archiviato in fondo a qualche cassetto molto prima della scadenza dei famosi “primi cento giorni”, eppure è proprio su quel programma che si erano costituite le “sante alleanze”, in nome di una crociata di liberazione da un passato amministrativo scomodo e da rinnegare con forza.
Se la crisi amministrativa fosse stata il frutto della mancata attuazione di alcuni dei punti programmatici più importanti del centrosinistra atripaldese, avrei oggi meno difficoltà a comprenderne le ragioni e la bontà di certe scelte, invece scopro con delusione che nient’altro è se non la fossilizzazione degli uomini rispetto alle cose che concernono il potere ed il controllo degli equilibri amministrativi.
In quattro anni l’assetto politico del Centrosinistra atripaldese è stato in continua evoluzione, in parte imposta seguendo a ruota ciò che è la necessità imperante dei partiti di stare al passo con i tempi e la società; ed allora ecco la confluenza dei ds e della margherita in un unico partito: il Pd. Questa sintetica ricostruzione dei fatti è necessaria per spiegare l’ anomalia di fondo del Centrosinistra per Atripalda che all’epoca aveva precluso qualsiasi possibilità a Rifondazione Comunista di partecipare al centrosinistra, costringendola a presentarsi con una propria lista alle elezioni . Di fatto il circolo cittadino di Rifondazione Comunista confluisce in Sinistra e Libertà e a tutt’oggi sconta ancora quell’esclusione che permettetemi di puntualizzare risente anche della scarsa considerazione della politica al femminile. Oggi il Pd che sostanzialmente rappresentato solo dagli ex-ds, cerca di arrampicarsi sugli specchi sentendo sempre più scivoloso il terreno sotto ai suoi piedi; manca solo un anno alla scadenza elettorale come giustificare agli occhi dei propri elettori un fallimento amministrativo che vede la loro piena responsabilità se non aprendo una crisi, nello sciocco tentativo di addossare le responsabilità esclusivamente al primo cittadino, contando sulla scarsa informazione e sulla mancata trasparenza dell’attività amministrativa presso i cittadini? Cercano un’assoluzione, lo fanno studiando a tavolino le proprie mosse già dall’elezione del nuovo segretario cittadino. Null’altra spiegazione può esserci a giustificazione di questa scelta che oggi appare scellerata, dopo aver fatto trascorrere il tempo svolgendo solo la normale attività comunale, facendo piombare Atripalda in una crisi esistenziale: un paese senza più anima, depradato delle proprie tradizioni commerciali con lo spostamento del mercato ai confini avellinesi, dando il colpo di grazia al commercio atripaldese già in chiara sofferenza; per non parlare della raccolta differenziata, una sorte di promessa mai mantenuta sostenuta da percentuali che non hanno riscontro nella realtà basta guardare presso i cassonetti (la raccolta differenziata ne prevede la scomparsa), la “città dei bambini” resterà sempre un premio ricevuto sulla base di un progetto mai realizzato, e gli spazi sociali? In una sorta di copia-incolla in campagna elettorale gli spazi sociali erano stati l’emblema dei programmi..spazio ai giovani…forse gli spazi erano intesi come ritrovi di happy-hour e aperitivi a tutte le ore. I giovani parola buona per riempirsene la bocca eleggendo “baby” consiglieri bravi solo a scaldare la sedia. Cosa si nasconde dietro la crisi aperta dal pd? Io credo il becero tentativo di raccattare qualche delega più interessante e più utile in questo momento, il terreno frana ed allora bisogna pensare ad essere rieletti e sopratutto a nuove strategie per larghe intese. Niente di nuovo sul fronte occidentale…non un pensiero rivolto agli interessi della collettività, ai bisogni dei cittadini, ad un paese che reclama attenzione, la buona politica non abita ad Atripalda se n’è persa la memoria. E’ mio auspicio che in questa nuova fase il consigliere di sinistra e libertà Luigi Adamo mantenga la posizione dichiarata di non voler partecipare a “questa guerra umanitaria”che gli ex-ds hanno deciso di intraprendere, impensabile in questo momento una crisi di governo, le bombe che stanno lanciando rischiano di fare vittime solo tra i civili.

Cinzia Spiniello
Componente Assemblea Provinciale Sinistra Ecologia e Libertà

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