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Frode fiscale con auto importate dall’estero ad Atripalda, 29 rinvii a giudizio

Pubblicato in data: 8/4/2011 alle ore:10:27 • Categoria: CronacaStampa Articolo

aula-di-giustizia1Ventinove rinvii a giudizio. A distanza di quattro anni dalla prima udienza preliminare nei confronti di trentatrè indagati, questa la decisione del Gup del Tribunale di Avellino Giovanfrancesco Fiore, che ha accolto in gran parte le richieste del pm della Procura di Avellino Elia Taddeo, che a sua volta aveva ereditato le indagini del suo collega Vittorio Santoro. 
Secondo le indagini, organizzavano acquisti intracomunitari in regime di sospensione dell’Iva. Non solo, tra le accuse anche quella di aver emesso fatture false e «la sottrazione fraudolenta di imposte, ribassi fraudolenti dei prezzi delle autovetture, ma anche introducendo sul mercato nazionale 3000 autoveicoli nuovi ed usati, senza il pagamento dell’Iva».
L’operazione fu denominta Virtual Trader condotta dalla procura avellinese e dal nucleo polizia tributaria di Avellino portò all’arresto di dieci persone e alla denuncia di altre 35.

In manette finirono imprenditori molto noti ad Atripalda, accusati di una truffa all’Iva per 120milioni di euro sull’importazione parallela di auto. Secondo le indagini delle Fiamme Gialle di Avellino erano gli imprenditori a tirare le fila dell’organizzazione che nell’arco di alcuni anni ha movimentato circa 15 mila autovetture, per un volume di affari di circa 600 milioni di euro, vendute ad autosaloni e a singoli acquirenti in provincia di Avellino ma anche nel resto d’Italia e all’estero: per sottrarsi al pagamento dell’Iva, l’organizzazione vendeva le auto soltanto sulla carta a prestanome residenti in Polonia e Spagna, le stesse auto che in realtà venivano importate da Francia e Germania.

Queste le accuse dalle quali ora gli indagati dovranno difendersi in un’aula del tribunale nel processo che è stato avviato a loro carico e che prenderà il via il 15 novembre prossimo.

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