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Crisi al Comune, Caputo (Prc): si chiude nel peggiore dei modi

Pubblicato in data: 27/9/2011 alle ore:13:00 • Categoria: Politica, Partito della Rifondazione ComunistaStampa Articolo

consiglio comunaleSi chiude nel peggiore dei modi l’avventura della Giunta Laurenzano, tra messaggi velenosi ed accuse incrociate, in un livido clima da notte dei lunghi coltelli. Non si ricorda nella storia atripaldese un sindaco così platealmente sfiduciato dal proprio stesso partito. In attesa che, in ossequio ad un elementare dovere di trasparenza nei confronti della cittadinanza, i protagonisti dello scontro in atto vogliano esporne in dettaglio, e pubblicamente, le ragioni specifiche (a partire dall’ evocato conflitto di interessi), oggi occorre prendere atto del fallimento strategico del Partito Democratico e, più in generale, del centrosinistra atripaldese (singolare che l’avvento del primo abbia coinciso con il massimo punto di crisi del secondo) una compagine che, nelle diverse denominazioni e configurazioni assunte dal 1998 ad oggi, oltre ad essere affetta dal virus del moderatismo, non è mai riuscita a gestire le proprie contraddizioni secondo un’ordinaria dialettica democratica. Dalla “monarchia assoluta” di Capaldo – l’unica fase in cui lo schieramento abbia mostrato coesione esterna, conseguita però al carissimo prezzo dell’autoannullamento delle forze politiche e della mortificazione delle intelligenze -si è passati all’“anarchia feudale” dell’amministrazione Rega, che ha visto una ripresa di protagonismo dei soggetti politici (in verità più a livello individuale che collettivo) in precedenza a lungo compressi, con risultati alquanto però discutibili (come dimostra, su tutte, la clamorosa vicenda del sequestro dell’area di stoccaggio di via Tufarole), con l’epilogo del siluramento del sindaco uscente nel 2007; per arrivare infine all’odierna “guerra per bande”, in cui il “taumaturgo” Laurenzano non solo non è riuscito a sanare le ferite preesistenti, ma vi ha sparso sopra una robusta dose di sale, a base di decisionismo, trasformismo (vedi caso Moschella) e insipienza amministrativa (emblematica sotto questo profilo la mancata costituzione davanti al TAR per la chiusura di via S. Lorenzo) validamente coadiuvato, peraltro, in quest’opera di distruzione ed autodistruzione, da quegli esponenti che gli si sono contrapposti all’insegna del medesimo, esasperato personalismo. La nostra preoccupazione, come comunisti, è rivolta all’ormai quasi ineluttabile commissariamento, in quanto momento di traumatica sospensione del funzionamento degli organi elettivi e, più in generale, alle prospettive politiche dell’immediato futuro: paventiamo che le macerie attuali finiscano per travolgere quel che resta della sinistra ad Atripalda e per regalare su un piatto d’argento la vittoria elettorale il prossimo anno a una destra tanto squinternata quanto famelica o, in subordine, al centrismo più conservatore e impresentabile che va riorganizzandosi (o, ancor peggio, a una rinnovata alleanza fra queste due espressioni politiche contigue). Affinché questi rischi siano scongiurati non riteniamo che basti affidarsi alle primarie, le quali non solo non rappresentano un toccasana per tutte le stagioni ma, nella fattispecie, potrebbero trasformarsi in strumento di rilegittimazione di un ceto politico largamente screditato e mai così distante dai cittadini, anche perché all’orizzonte non si intravedono figure aggreganti. Molto più utile appare promuovere un grande confronto pubblico, una sorta di “stati generali” della sinistra, aperto in primo luogo alle forze giovanili e dell’associazionismo, in cui elaborare collettivamente idee e proposte per il rilancio di Atripalda e il superamento dell’ asfittico quadro attuale di immobilismo ed apatia; procedendo, contestualmente, a un bilancio critico degli ultimi quindici anni, che non può non riguardare l’operato di quanti hanno ricoperto dagli anni ’90 ad oggi ruoli esecutivi nell’amministrazione cittadina, dai quali è legittimo attendersi un passo indietro. Proviamo a restituire Atripalda alla politica e, soprattutto, una politica degna di questo nome ai cittadini atripaldesi.

Luigi Caputo
Partito della Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Atripalda

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