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Il segretario del Pd Federico Alvino si difende: «Laurenzano la smetta di dire bugie e chieda scusa al Partito Democratico. In caso di accordo politico, non faremo sconti»

Pubblicato in data: 29/9/2011 alle ore:08:05 • Categoria: Partito Democratico, Politica

federico-alvino2«Laurenzano la smetta di dire bugie e chieda scusa al Partito Democratico. Nel caso in cui si chiuda un accordo politico, non faremo retromarcia su nulla».
Il segretario cittadino del Pd, Federico Alvino contrattacca il giorno dopo la conferenza stampa tenuta dal sindaco. Uno scontro che si fa sempre più duro condito da veleni ed accuse preludio ad un possibile scioglimento anticipato del comune del Sabato.
Dura infatti la replica del segretario atripaldese del Partito Democratico alle accuse personali e politiche mosse da Laurenzano. «I fatti dicono che allo stato ci sono le dimissioni del gruppo Pd, le dimissioni di Sel e la dichiarazione di Sel che non intende partecipare ad alcuna altra giunta e che ritiene che sia meglio chiuderla qua. Sono i fatti. A questo punto se Laurenzano è un uomo del Partito Democratico, chieda scusa al Pd ma non a Federico Alvino. Chieda scusa agli elettori del Pd. Tenga conto che se fa questo si dovrà poi chiudere un accordo politico nel quale, deve essere chiaro, il Pd non rinuncia a nulla del quadro politico attuale. Non faremo sconti a nessuno».
Alvino, che ha convocato per questa sera il comitato direttivo, svela anche i retroscena delle ultime riunioni, accusando il primo cittadino di dire solo bugie. «Laurenzano dica quando è venuto nel Pd – spiega – da me è stato sempre invitato a tutte le riunioni ma non si è mai presentato. Nell’unica riunione a cui ha preso parte dopo il mio invito, il giorno 9 settembre, è venuto nel partito facendo la sua sparata, dopo di che si è alzato e se ne è andato senza confrontarsi con nessuno. Non ha la concezione di stare in un partito. E poi l’altra sera ha fatto l’ennesima scortesia, tenendo una riunione di maggioranza pur sapendo che il Pd non avrebbe preso parte».
Sulle accuse personali mosse dal sindaco (conflitto di interesse e richiesta pagamento parcella), Alvino spiega: «Ho la coscienza a posto e le mani nette e pulite. Non so gli altri. La conferenza stampa del sindaco è stata infantile e puerile, così come sono le sue accuse nei miei confronti. Chissà perché mi ha accusato sui giornali mentre con debiti fuori bilancio ha pagato la parcella di un tecnico che sedeva in consiglio comunale. La moralità è una cosa seria. L’incarico non me l’ha dato mica lui ma una gara. Sul conflitto di interesse, non sono il tecnico di riferimento di questo imprenditore, che peraltro avendolo conosciuto ho stimato e apprezzato per il suo comportamento da cittadino. Per lui ho solo fatto una semplice consulenza tecnica con la quale non volevo fare pressioni sull’Utc. Non è vero inoltre che l’imprenditore edile ha avviato una battaglia legale contro il Comune: se inizia è solo su un aspetto procedurale avendo presentato una richiesta di accesso agli atti che gli sono stati negati. Inoltre al sindaco lo scorso 2 settembre ho anche inviato una nota con la quale spiegavo che non intendevo esercitare alcuna pressione ma solo un mio parere. Il vero conflitto d’interesse lo ha Laurenzano sfruttando il suo potere di medico di famiglia: lo sfido a chiudere lo studio e a scendere in politica per farsi misurare per quello che è. E poi con quale criteri dà gli incarichi?».
A questo punto la verifica della tenuta di una maggioranza, che non esiste più e per giunta senza più esecutivo, approderà in consiglio comunale il prossimo 10 ottobre, quando si dovrà approvare al salvaguardia degli equilibri di bilancio 2011. A meno che Laurenzano non venga sfiduciato prima.

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