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Clinica S. Rita, sulle tredicesime botta e risposta tra sindacati e proprietà

clinica-santa-ritaTredicesime non pagate alla Clinica Santa Rita (foto), botta è risposta tra sindacato e proprietà.
Prosegue l’offensiva dei sindacati contro la dirigenza della Clinica “Santa Rita” di Atripalda per il pagamento delle tredicesime del 2011. 
Massimiliano Taccone, esponente del Cda, ha assicurato che i bonifici siano già pronti per il pagamento del 50 per cento mentre il restante sarà saldato il prossimo mese. Ma il sindacato rincara la dose. In una nota congiunta, le segreterie provinciali di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl definiscono “priva di qualsiasi fondamento” la posizione della dirigenza, “non essendo in alcun modo comprovata l’effettiva corresponsione della tredicesima ai dipendenti“. Nel ricordare che le diatribe relative al taglio delle risorse “riguardino esclusivamente le associazioni datoriali, l’Asl e la Regione” sottolineano che “i dipendenti non hanno alcuna colpa, se non quella di aver svolto comunque il proprio lavoro”. Per finire, annunciano la volontà di portare la vertenza in Prefettura: “E’ necessario – concludono – che la protesta continui davanti alla massima autorità governativa locale, coinvolgendo gli stessi soggetti deputati alla stipula dei relativi contratti e convenzioni“.
Ma il consiglio di amministrazione della Casa di Cura S. Rita  replica e precisa che il Presidente del CdA, prof. Walter Taccone, ha disposto, nei tempi e modi legittimi il pagamento di quota parte della tredicesima spettante ai dipendenti. “Ai sindacati – c’è scritto in una nota – non è concesso dubitare della serietà dell’Azienda e delle dichiarazioni espresse dal suo rappresentante legale. Tali irresponsabili dichiarazioni ledono e danneggiano intimamente l’immagine e la dignità dell’azienda che continua a garantire e sostenere tutti i dipendenti senza esclusioni, malgrado il comportamento dei sindacati esterni che attuano politiche miopi e intransigenti tese a minare le fondamenta delle aziende che di converso sono fonte di occupazione e di benessere. Le RSA, convocate alle ore 15 del 04/1/2012, venute a conoscenza dei fatti, e consapevoli della realtà aziendale, hanno manifestato solidarietà allo stesso Presidente del CdA assicurando che mai vi è stato consenso su quanto erroneamente riportato e sull’intenzione di aderire a forme di protesta o dissenso propagandata invece sugli organi d’informazione. Le stesse RSA hanno semplicemente lamentato una non tempestiva comunicazione da parte dei dirigenti dipendenti della stessa Casa di Cura circa l’erogazione delle spettanze economiche”.

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