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Temeva di perdere il lavoro l’uxoricida di contrada Pettirossi che nell’interrogatorio confessa: «Ho perso la testa ma non volevo uccidere. Non l’ho inseguita, ma ho sparato nel buio all’impazzata»

Pubblicato in data: 11/1/2012 alle ore:08:00 • Categoria: CronacaStampa Articolo

naccarelli_speranzaTemeva di perdere il lavoro e per questo dopo un violento litigio ha ucciso la moglie sparandola alle spalle. Con il trascorrere delle ore emergono nuovi ed inquietanti particolari sull’efferato omicidio di contrada Pettirossi ad Atripalda. Sarebbe stata infatti proprio la paura di perdere il posto di lavoro il motivo che da alcuni giorni avrebbe turbato la tranquillità della famiglia e reso tesi ed incandescenti i rapporti tra Michele Luigi Naccarelli, l’operaio 47enne che lunedì pomeriggio, intorno alle 16.30, ha ucciso la moglie, Fabiola Speranza, 45enne casalinga, con dodici colpi di pistola sparati alla schiena davanti alla villetta in costruzione nella contrada rurale. L’uomo, assistito dal legale Alfonso Maria Chieffo, è stato interrogato fino a notte fonda presso il Comando provinciale dei Carabinieri, coadiuvati dai colleghi di Atripalda guidati dal comandante Costantino Cucciniello, prima di essere trasferito nel carcere di Bellizzi Irpino. E proprio durante l’interrogatorio ha confessato l’omicidio: «Ho perso la testa, non volevo uccide. Non l’ho inseguita ma volevo solo intimorirla perché esausto dei continui diverbi e della situazione divenuta insostenibile. Per questo ho sparato nel buio all’impazzata in aria senza volerla uccidere» avrebbe raccontato l’uxoricida tra le lacrime agli investigatori dell’Arma che lo hanno ascoltato per alcune ore mentre contemporaneamente venivano interrogati anche due dei tre figli della coppia, la mamma ed il fratello che si trovavano in una villetta attigua, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Un caso chiuso per la Procura della Repubblica di piazza D’Armi ad Avellino, che indaga con il pm Teresa Venezia, visto che Naccarelli è reo confesso ed è per questo in stato di fermo e recluso presso il carcere di Avellino con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi.
Da quando inizia a trapelare l’uomo verso ora pranzo aveva manifestato in famiglia le preoccupazioni perché rischiava di perdere il posto di lavoro, un contratto stagionale presso l’azienda vinicola «Feudi di San Gregorio», dal quale era stato sospeso. Non stava lavorando e perciò era forte il timore di perdere l’unica sicurezza economica su cui contava la famiglia per andare avanti e completare la casa in costruzione nella quale poter vivere. Un futuro incerto; da qui sarebbe nata l’accesa discussione con la moglie, costretta da anni a cure costose per via di un’ischemia cerebrale che le aveva portato una sorta di depressione.
In quel momento in casa c’era solo la figlia più piccola, di 13 anni, che al momento della tragedia dormiva e che sarebbe stata risvegliata poi dal rumore dei colpi d’arma da fuoco che hanno ucciso la madre.
Durante il violento litigio la donna forse avrebbe pronunciato qualche parola che avrebbe offuscato la mente dell’uomo. Un tentativo di fuggire via o la minaccia di andarsene di casa: fatto sta che la donna ha imboccato la salita di campagna che dalla villetta in costruzione porta sulla strada. L’uomo in preda all’ira e assalito da un raptus di follia, ha impugnato la pistola che custodiva legalmente in casa, una Beretta automatica calibro 7,65, e le ha sparato colpendola a morte.
Poi è rientrato in casa ed ha appoggiato l’arma su di un tavolo e con una telefonata drammatica ha avvertito il centralino della stazione dei carabinieri. Solo l’autopsia, che sarà eseguita questo pomeriggio sul corpo della donna, alle ore 14.30, dal medico legale Carmen Sementa (che ieri ha ricevuto l’incarico dal Tribunale) presso l’obitorio dell’ospedale Landolfi di Solofra, potrà chiarire quanti dei 12 proiettili esplosi hanno ucciso la donna.
L’area dove è stato compiuto l’omicidio è stata sottoposta a sequestro dalla Procura per consentire alla scientifica di effettuare ulteriori rilievi utili all’esatta ricostruzione della dinamica balistica.

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