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Amministrative 2012, Dimitri Musto (Uniti per Atripalda): “Il mio impegno per le fasce più deboli e sentinella delle Istituzioni, basta alla gestione modello Laurenzano”

Pubblicato in data: 13/4/2012 alle ore:15:15 • Categoria: Politica, Lista "Uniti per Atripalda"Stampa Articolo

musto-dimitri«La nascita di questa lista non è un caso ma è stata voluta fortemente da esponenti politici che hanno portato con sé idee diverse condividendo, però, tutti lo stesso obiettivo: il bene comune degli atripaldesi», Dimitri Musto, segretario del partito socialista cittadino è alla sua prima candidatura con “Uniti per Atripalda“, con Paolo Spagnuolo in corsa per la carica di sindaco, una coalizione che ha visto la convergenza di Udc,Pd, Psdi-Psi, Fli ed esponenti della società civile e che si andrà a scontrare con la civica guidata dal sindaco uscente appoggiato dal Pdl: «Il civismo che Laurenzano ha sbandierato è assolutamente smascherato dalla realtà ovvero una chiara quanto nuova considerazione partitica per lui. Noi continueremo ad essere sentinelle delle Istituzioni poiché per noi la politica non è un lavoro ma un servizio da fare ai cittadini». Una delle maggiori responsabilità attribuite alla gestione passata della cosa pubblica è proprio quella relativa alla fine dei partiti: «Quando la democrazia non tiene conto della parte politica essa stessa si riduce. Il sindaco uscente ha ridotto lo spirito democratico, comportando la fine dei partiti. Un sindaco super partes non può essere anche presidente del consiglio comunale. Quando i partiti non considerano la realtà vengono inesorabilmente travolti da essa». Alla base di queste considerazioni  l’esperienza degli ultimi anni di Musto, «Ho vissuto cinque anni fuori dal Palazzo facendo una forte opposizione al sindaco e mi sono dispiaciuto quando, in consiglio comunale, ci ha definito “gentaglia”. Noi viviamo del nostro lavoro e il partito è solo un modo per controllare la cosa pubblica. La politica non è un lavoro, bensì un servizio da fare ai cittadini».
In cima alle priorità di Musto le fasce più deboli della popolazione: «Chi mi conosce non ha dubbi su di me, la mia attività è al fianco degli ultimi perché solo così si può essere primi della vita. Mi sono sempre prodigato per chi vive situazioni di degrado e disagio sociale per questo lavorerò con il candidato sindaco Paolo Spagnuolo affinché Atripalda possa ospitare, dopo la Casa di Adele anche una Casa Famiglia. Una struttura d’accoglienza per le decine di bambini atripaldesi che per delicati motivi familiari sono stati portati in centri lontani da casa. Sarà una grande vittoria civile, questo è lo spirito dei socialisti».
Dalla discarica di via Tufarole, alla nomina di un parente come collaboratore, fino alla questione mercato, alla vendita del Centro Servizi e al caso Abellinum, tanti secondo Musto gli episodi negativi che hanno caratterizzato i cinque anni a Palazzo di Città del sindaco Laurenzano, «Come socialisti abbiamo fatto l’opposizione più sfrenata. Nulla da dire contro Laurenzano dal punto di vista personale, ma politicamente è inadeguato a guidare la città. Alcuni eclatanti episodi ne sono la conferma, a partire dal sequestro della discarica di via Tufarole all’inizio del suo mandato e restituita ai cittadini solo poi pochi mesi fa. La zona era adatta, la struttura a norme di legge ma abbiamo pagato l’emergenza rifiuti a causa del mancato controllo da parte dell’ente comunale sui materiali pericolosi poi rinvenuti al suo interno. Il secondo atto politico sbagliato fu la nomina, seppur a titolo gratuito, come suo collaboratore di un diretto familiare. Il messaggio era chiaro, evidentemente nessun atripaldese era in grado di svolgere meglio quel ruolo. Il terzo atto è la questione mercato. Certamente andava spostato da via Fiume e contrada Santissimo per le mancanze igienico-sanitarie rilevate dai Nas e per i disagi provocati ai residenti. Noi fummo vicini all’amministrazione per trovare una sistemazione in Parco delle Acacie che però doveva essere momentanea dato che da un nostro studio era emerso che con 35mila euro si poteva mettere a norma la vecchia zona».
La compagine Laurenzano sta pensando, inoltre, di spostare ancora una volta il mercato questa volta in piazza Umberto in conseguenza dell’ipotetico spostamento dell’Asl al Centro Servizi: «Uno spreco assurdo. Ciò significherebbe mortificare ancora il Centro PMI, nato con ben altra funzione che l’inadeguatezza della gestione amministrativa passata non ha mai fatto decollare. Non a caso uno studio della Regione evidenziò negli anni ‘90 Atripalda, in proporzione agli abitanti, aveva il maggior numero di partite iva rispetto a tutti i comuni della Campania. Un’anima commerciale che ben si sarebbe potuta  coniugare con una struttura come quella del Centro di via San Lorenzo e di Parco delle Acacie, area a vocazione fieristica poiché attrezzata con piazzole, punti luce e biglietterie. Atripalda poteva essere il centro di attrazione dell’Irpinia e il Centro Servizi un punto nevralgico come il centro fiere di Venticano. Evidentemente chi ha governato la città, non amando il commercio, ha snaturato la struttura e ora addirittura ci vuole portare l’Asl, solo uno spreco di soldi».
Insomma tante le responsabilità riconducibili alla gestione della macchina amministrativa passata: «La fascia tricolore del sindaco non è un premio, ma una responsabilità verso i cittadini soprattutto in un periodo difficile come questo in cui la crisi economica generale è amplificata dall’handicap della cattiva amministrazione Laurenzano. I cittadini devono pagare, per legge, i debiti degli enti comunali. Ecco che noi già paghiamo i rifiuti maggiorati del 400%, la retta mensile della mensa scolastica è arrivata ad 80 euro ed entro giugno la pressione fiscale aumenterà con l’arrivo dell’Imu che noi vogliamo ridurre, per le famiglie al di sotto dei ventimila euro annui, dallo 0,4 per mille allo 0,2 per mille. Basta mettere le mani in tasca ai cittadini. I fondi per sanare il debito di due milioni e mezzo di euro andranno ad essere reperiti in altre direzioni, ovvero presso i centri di spesa che Laurenzano non conosceva o forse ignorava. Il Comune non può, ad esempio, costituirsi in giudizio contro tutti e puntualmente perdere, generando la felicità di alcuni legali. Ultimo esempio negativo l’importante questione dell’Antica Abellinum, gestita molto alla leggera. Più volte fu rifiutato l’aiuto di nostri seri e stimati professionisti per collaborare e capovolgere le sorti del Parco Archeologico, tuttora chiuso».

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8 risposte a “Amministrative 2012, Dimitri Musto (Uniti per Atripalda): “Il mio impegno per le fasce più deboli e sentinella delle Istituzioni, basta alla gestione modello Laurenzano””

  1. Lupone70 ha detto:

    Vagliò viri i fatti tuoi…Ulderico ti fa scarpe…

  2. ma pekkè ha detto:

    tu fussi a fascia forte?

  3. iphone85 ha detto:

    poveri noi cosa siamo costretti a vedere e leggere…!!! tutti uniti contro questi indegni che vogliono rappresentare la nostra cittadina… ATRIPALDA SIAMO NOI…

  4. Laura ha detto:

    Non si sa se ridere o piangere

  5. ops ha detto:

    il triplo segretarman……una garanzia……..ma egli si rende conto in che “banda” si è messo……ma cosa pensa di fare, di cambiare? aspettavin a iss!!!!!!!!!!!!!!!
    Il vuoto cosmico………

  6. Nappo Carmela ha detto:

    Caro Dimitro mi piace quello che hai scritto. bravo tu hai la capacita’ in politica, sei un ragazzo giovannissimo hai fatto bene che ti sei canditato. largo ai giovani come te, tu sai come esprimerti auguri ok ciao

  7. gianfranco ha detto:

    siccome tu e ulderico siete le guardie svizzere di iaone chiedo a te la famosa conferenza di arturo dove dichiara di candidarsi finita poi nella nebbia che secondo me a oscurato anche il vostro cervello-ma fino adesso cosa ai fatto che ti permetti di criticare il sindaco uscente ,tanto lui e stato una brutta esperienza ,iaone a lasciato il consiglio senza neppure fare una grande opposizzionne e secondo me tu e pacia andrete solo a mettervi in mostra .FINITELA SE CI TENETE AD ATRIPALDA .

  8. al buio ha detto:

    spero che il popolo sovrano vi manda tutti a casa.

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