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Verso il voto, Ciro De Pasquale spiega le ragioni della sua candidatura con la lista “Patto Civico per Atripalda”

ciro-de-pasqualeCiro De Pasquale, candidato nella lista “Patto Civico per Atripalda” guidata da Aldo Laurenzano, spiega le ragioni della sua candidatura al Consiglio Comunale.
Perché ha scelto di scendere in campo?
Il motivo principe è sicuramente la presenza del sindaco Laurenzano, che reputo una persona per bene nonché uno dei migliori amministratori degli ultimi 20 anni di storia atripaldese. Con lui, la città ha potuto godere di una gestione trasparente della “cosa pubblica”, di ordine e di una necessaria e corretta razionalizzazione delle spese. Grazie al suo impegno, qualunque amministrazione andrà a guidare il Comune, non avrà le stesse sorprese che ha trovato lui, come fatture nascoste nei cassetti e residui attivi e passivi non bonificati. Per quanto riguarda la mia candidatura, credo che sia giunto il momento che i giovani si impegnino in politica, che siano protagonisti attivi, soprattutto se non possono contare su un cognome che parla da solo o sulla presenza alle proprie spalle di uno storico amministratore comunale. Io ci ho messo la faccia, senza appoggi, perché credo in quello che dico, a prescindere da tutti. Ho 32 anni e faccio il giornalista da 12. E’, quindi, un decennio che seguo i fatti di Atripalda, città che amo tantissimo e sulla quale ho voluto investire aprendo il settimanale “Abellinum” con il mio collega e amico Attilio Alvino. Da sempre, attraverso questa testata e con la mia associazione “Cento Uomini d’Acciaio”, cerco di coinvolgere i giovani, ascoltando le loro istanze e facendomene carico. Inoltre, abbiamo organizzato una “Fiera del libro” e sponsorizzato il “Città di Atripalda”, perché credo che si debba ripartire puntando sull’aggregazione sportiva e sulla cultura. Se andassi in Consiglio, perciò, la prima cosa che farei sarebbe allestire uno sportello di ascolto riservato alle nuove generazioni che possa affiancare il lavoro di “Informagiovani”. Ultimo motivo che mi ha spinto a scendere in campo è il fatto che la lista di cui faccio parte ha un’anima essenzialmente civica perché, se è vero che annoveriamo nelle nostre fila esponenti del Pdl, ci sono iscritti al Pd come De Vinco e lo stesso Laurenzano, un esponente dei socialisti che è Carmine Andreotti e ben sette rappresentanti della società civile, me compreso, che non hanno alcuna tessera di partito“.
La lista “Patto Civico per Atripalda” cos’ha di più rispetto alle altre?
“Sicuramente la giovinezza amministrativa. Un elettore attento, infatti, se sommasse gli anni di esperienza politica di tutti i componenti della nostra lista potrebbe facilmente rendersi conto che non raggiungono quelli di amministratori cittadini molto noti. Noi rappresentiamo la freschezza, il rinnovamento e la genuinità. Prima che qualcuno possa muovere facili critiche relative all’inesperienza, però, voglio sottolineare che nessuno nasce amministratore e che chi ama davvero Atripalda, vuole costruirsi qui un futuro e immagina di crescere i propri figli dove è cresciuto lui stesso ha le carte in regola per fare bene. Non a caso, uno dei nostri slogan è “Difendi ciò che ami”. Nella nostra lista ci sono persone che possono mettere in campo una grande professionalità e che possono guidare il Comune perché, e questo ci tengo a sottolinearlo, abbiamo a disposizione tecnici e dirigenti di altissimo livello che hanno bisogno solo di indicazioni di buon senso per lavorare in modo eccellente”.
Tra accuse di ritardo e scorrettezza in fase di presentazione, la vostra lista ha dovuto subito difendersi dalle polemiche scatenate dagli altri candidati a voi opposti. Qual è il suo commento?
“Per quanto riguarda questa vicenda, è inutile nascondere che ci siano stati dei problemi nella presentazione della lista ma ciò non inficia in alcun modo la legalità delle procedure che sono state seguite alla lettera. Tutto è stato fatto in modo cristallino e l’inammissibilità del ricorso al Tar nonché il giudizio favorevole della Commissione Elettorale Mandamentale ne sono la prova evidente. Mi dispiace che qualcuno abbia provato a scippare gli atripaldesi di un’alternativa da scegliere ma, per fortuna, possiamo ancora parlare di democrazia e pluralismo”.

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