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25 aprile e 1 maggio, la nota di Luca Criscuoli

Pubblicato in data: 25/4/2012 alle ore:14:38 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

25-aprile-1-maggioIn questi giorni di importanti ricorrenze corre l’obbligo di intervenire nell’agone politico che sta caratterizzando la campagna elettorale atripaldese, affinché non siano definitivamente archiviate come retaggi del passato l’opera liberatrice delle donne e degli uomini che si sacrificarono per sottrarre l’Italia dalla morsa del nazifascismo e le lotte operaie per i diritti dei lavoratori. In entrambi i casi siamo tornati all’anno zero in nome della nuova propaganda messa in atto dal sistema di potere neoliberista che da un lato dichiara “la fine delle ideologie” e dall’altro, sfruttando le difficoltà generate dalla crisi, mette le mani sui diritti elementari dei cittadini , portando sempre più gente sull’orlo della disperazione più nera. I tagli al Wellfare, la tassazione senza precedenti, gli interventi cruenti sullo statuto dei lavoratori, fino ad arrivare alla Legge di Pareggio in Bilancio inserita nella Costituzione, sono frutto di una visione fortemente di destra e che ha trovato in Italia una sponda proprio nel PD che ha favorito e votato provvedimenti che neanche la schiera mussoliniana era riuscita a condurre in porto. Non ci riuscì Sella, ma c’è riuscito Bersani che in nome della Grande Coalizione ha spostato il suo partito più a destra dello stesso Pdl. Ad Atripalda ,del resto, un primo accenno l’avevamo avuto all’indomani della presentazione delle liste che vedeva appunto schierarsi sul campo di battaglia 4 liste tendenzialmente di destra anche se con sfumature più o meno risibili. Il dato più evidente è la mancanza di un riferimento chiaro per gli elettori di sinistra che si sono visti privati del loro diritto di poter esprimere democraticamente il proprio voto. Un vuoto di rappresentanza voluto e studiato a tavolino, nonostante le lacrime di coccodrillo di qualcuno che ancora reca con sé la convinzione di rappresentare in toto la sinistra atripaldese. Quel qualcuno forse non ha ancora realizzato la portata del proprio errore, dettato non so da cosa specificamente, ma frutto, certo, di una visione misogina ed antistorica (non era mai successo nella storia democratica atripaldese che non ci fosse una lista di sinistra o almeno di centro sinistra a competere) della politica. La partecipazione, parola abusata con cui tanti in queste ore gonfiano comunicati e veline da dare alle stampe, è morta in nome di accordi occulti. Quale ultimo segretario comunista atripaldese avverto il senso di smarrimento che ha avvolto le compagne ed i compagni di atripalda, impossibilitati ad esprimersi, impossibilitati a votare una lista in cui compare un candidato che 5 anni fa ebbe il coraggio di portare in Piazza Umberto I un terrorista neofascista, proprio in quella piazza che per decenni aveva ospitato una della Feste Dell’Unità più conosciute e prestigiose nel panorama nazionale. Qualcuno ha pensato che in nome di un maledettissimo PUC si potesse cancellare la gloriosa storia comunista di Atripalda, ma quella forza, quell’impeto, quella speranza, quella passione, alberga ancora in tant* cittadin* che ancora non vogliono rassegnarsi al trionfo dei comitati d’affari che da trent’anni hanno gradualmente e implacabilmente mortificato Atripalda rendendo la sua cittadinanza insensibile e passiva, quasi senza più coscienza di ciò che era e senza la consapevolezza di ciò che invece si svolge davanti ai loro occhi ingannati dai soliti politicanti di mestiere che vogliono far passare come naturale evoluzione della politica locale e nazionale il grande abbraccio incestuoso tra ex comunisti, ex democristiani ed ex fascisti. Questa scelta ha già prodotto non pochi disastri , non soltanto per l’appoggio pressoché incondizionato al governo dei banchieri ma in una prospettiva futura si propone di continuare sulla strada dell’impoverimento delle masse. Mi appello a tutt* coloro che non si rassegnano, che non credono alla favola della scomparsa delle ideologie (quelle non scompariranno mai), ai giovani di coraggio, che in occasione delle celebrazioni dell Festa della Liberazione e del Primo Maggio sentiranno il bisogno come me di gridare forte ancora una volta le canzoni di libertà, le melodie di una storia che molti vorrebbero liquidare come un semplice retaggio del passato, definito scomodo solo da chi ha dimenticato la passione per la buona politica. Non chiedo un tuffo nostalgico, ma uno scatto di orgoglio, e sulle note di AVANTI POPOLO e Bella Ciao auguro a tutt* un buon 25 Aprile e un Primo Maggio di speranza. E per le urne non si scelga il male minore, perché anche se minore è sempre un male.

Luca Criscuoli

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15 risposte a “25 aprile e 1 maggio, la nota di Luca Criscuoli”

  1. Rosso scarlatto ha detto:

    Il sign. Criscuoli specifichi meglio e senza ambiguità l’affermazione “…quale ultimo segretario comunista di Atripalda…”. Lo faccia chiarendo che la sua esperienza nulla ha a che fare con il Partito Comunista Italiano, essendo stato lui segretario di una non meglio identificata parte di Rifondazione Comunista che al tempo dei fatti aveva i caratteri di un “partito” familistico. Personalmente credo che avrebbe avuto grossi problemi a militare nel P.C.I., non fosse altro perché non troverebbe mai un ex militante di tale partito che in nome della “rivoluzione” invita all’astensione. Non me ne voglia, ma ognuno al suo posto, con la sua storia.

  2. guernica ha detto:

    onestamente non aver fatto parte del pci risulta essere un pregio e non un difetto, al quale molti di noi si sono sottratti se non altro per questioni generazionali, credo anch’io come dice questo” rosso scarlatto “che di rosso evidentemente gli è rimasto ben poco anzi se è un ex-pci ex-pds ex-ds e ora pd non gli è rimasto proprio niente, molti di noi hanno iniziato la loro esperienza politica con rifondazione comunista per chè la storia consegnava questa esperienza, ben identificabile e rappresentata anche ad atripalda con un partito che negli ultimi dieci anni sicuramente ha lasciato il suo segno nella storia d’italia e di atripalda ,altro chè familistico!…non mi risulta che le persone che vi hanno fatto parte ad atripalda abbiamo usato queste, che invece sono pratiche ben note a lei “rosso scarlatto”, persone oneste che hanno fatto e fanno la politica per passione e senso civico, non certo per “sistemarsi” o “sistemare” qualcuno…parlano i fatti. rifondazione comunista ad atripalda come altrove ha costituito di certo un “problema” per le “famiglie” atripaldesi che volevano agire indisturbate nei loro affari politici. una voce critica e libera e come tutte le voci libere e critiche non si possono comprare. sarà questo che spinge “rosso scarlatto” a calunniare senza nè fondo di verità nè fondo di onestà inetellettuale: parlano i fatti ed i fatti fanno LA STORIA. da comunista stalinista come forse lei si sente “rosso scarlatto” avrebbe dovuto gioire di un articolo come questo perchè ricordare la lotta di liberazione e la festa del primo maggio in un’atripalda informe e incolore significa onorare la storia di chi la liberazione l’ha compiuta a dispetto di gente come lei disposta a tutto pur di raggiungere i propri scopi…caro, si fa per dire, “rosso scarlatto” questo suo commento servirà solo a farle perdere ulteriori voti della sinistra atripaldese che fortunatamente nonstante le scelte scellerate del pd vive e si muove oltre le squallide elezioni che andrete a celebrare.

  3. ops ha detto:

    ahahahhahahahaha rosso scarlatto……..i tarli consumano ancora……..Criscuoli chiarirà se vuole , se lo ritiene, ma tu quando? …… nei fatti ha ragione in quanto non essendoci più il Circolo di Rifondazione ad Atripalda egli è stato effettivamente l’ultimo segretario comunista ad Atripalda…..sul familistico…eh come no, proprio come i Capaldo, gli Aquino, i Capozzi…!!! se tu sei rosso scarlatto hai qualche problema di daltonismo, oltre che una predisposizione da meretrice della morale di sinistra……….fa bene ad invitare all’astensionismo….e un buon comunista, di quelli veri, seguirebbe il suo consiglio…..un comunista vero non vota la lista di DE MITA e di FINI…..nè tantomeno le altre che non si distinguono……un consiglio, la prossima volta candidati da comunista rosso (ma di vergogna)……e non vestirti da coniglio, perchè Luca non mi sembra una persona cattiva da meritare una polemica insostenibile, priva di contenuti, un semplice attacco alla persona, perchè, caro Rosso SCarlatto , tu non entri nel merito delle questioni che meriterebbero invece un approfondimento da parte di uno che sembra conoscere tutto, di essere il PRIMATE rosso di Atripalda…….e tu sei rosso perchè è dura seguire da buon schiavetto la schiera dei padroni? accomodati pure, io seguirò il consiglio di Criscuoli e non andrò a votare ed in ogni caso mai alla lista del fascistoide PD……mai in questa vita e mai per tutti quelli che sono veramente di sinistra….schierati apertamente e fai la tua bella campagna elettorale se stai mmiezzo…..forza LUCA non badare a loro……ASTENIAMOCI!!!!!!!!!!!!

  4. Annibale ha detto:

    Questa nota non ha nulla a che vedere con il 25 Aprile. SI tratta semplicemente di guardare dentro se stessi e gridare “io non sono cambiato”. Non cambiare mai se lo ritieni necessario, coerente ed onesto con la tua persona, ma cerca di capire chi fa una scelta diversa perché le tue ideologie, semplicemente per il loro naturale decorso, non sono più rappresentative per migliaia di persone.
    Detto questo il 25 Aprile fa parte della nostra storia perché la Costituzione è nata da quei valori che la Resistenza ha portato con se. Chi oggi, dopo aver militato nell’MSI o AN, dichiara che il fascismo fu male assoluto ha evidentemente cambiato idea e politicamente si avvicina all’altra parte un tempo acerrima nemica.
    Un tempo i partiti avevano una visione della società molto più lineare, oggi questa linearità manca perché non si è in grado di analizzare bene quello che sta accadendo e soprattutto non si trovano soluzioni. La morale non costituisce la soluzione del problema e poi non vedo come i comunisti possano sentirsi moralmente superiori dopo le grandi tragedie che si sono consumate nel XX secolo. Io penso che il comunismo sia stata una bella ideologia, un’utopia, un sistema mai realizzato nel suo stadio finale: questo mi fa pensare che è inattuabile e allora scusa se ho smesso di credere alle favole, scusa se ho deciso di ragionare in maniera diversa: chiudendomi nella storia rimpiangendone la bellezza non mi aiuterà a capire questo mondo dove sta andando. Forniscimi un esempio di comunismo che funziona, che abbi abolito davvero le classi sociali, dove la trojka non diventa peggio dei monarchi che la Rivoluzione di Ottobre cacciò fuori dai palazzi. Il comunismo è sintetizzato ne La fattoria degli animali di Orwell, ma questo non elimina la sua importanza storica per il nostro paese perché anche Togliatti seppe allearsi con il capitalismo per sconfiggere un nemico più grande, questa è la politica, come Stalin seppe allearsi con Hitler per spartirsi la Polonia. Allora nessuno parlò di grande inciucio, chissà perché.

  5. ops ha detto:

    annibale, bella analisi, ma dove vedi tutto questo ad Atripalda? perchè vuoi far passare per buono no’ miscafrancesca come quello messo in piedi dalla corazzatta capeggiata da Spagnuolo? se le ideologie del passato sono svanite allora perchè in tanti continuano a parlare di sinistra e di destra? diciamo che siamo di fronte a un “tuttiinsiemeallegramente”, quindi si potrebbe conoscere il motivo che sta alla base di questa scelta? io una risposta ce l’ho…..e sono certo che ce l’hanno anche gli ex elettori di Prezioso che si domandano il perchè di una tale trasformazione (pro-de mita)……e se lo chiedono pure i cattolici che si riconoscono nell’UDC…….francamente credo che in fondo stiate dicendo tutti la stessa cosa, con un sottile(?) filo di rammarico….la pensate uguale ma come sempre fa la sinistra, negli ultimi periodi, vi combattete. Penso che Criscuoli abbia fatto un bell’intervento, che forse anche altri avrebbro dovuto seguire, leggo bei sentimenti ed una visione coerente con la sua storia che non viene dal PCI, particolare di cui peraltro si dovrebbe tener conto quando si vuole analizzare davvero e seriamente il comunismo italiano e locale…..solo questo……e poi non mi sembra che abbia parlato male del PCI atripaldese, anzi lo ha ricordato in modo nostalgicamente carino….forse il suo ricordo si ferma all’inizio delle sventurate trasformazioni che il Partito ha SUBITO nel tempo….fino a diventare oggi, all’interno del contenitore PD, un’altra faccia della destra neoliberista che sta devastando le democrazie occidentali…..io penso che con lui dovreste confrontarvi sul serio, aldilà delle beghe elettorali, aldilà degli interessi particolareggiati……Criscuoli non ha mai fatto parte dell’apparato di potere e checchè se ne dica, è un elemento da cui non si può prescindere se non si vuole apparire pretestuosi ed ottusi nel ragionamento…..Atripalda avrebbe davvero bisogno di persone come voi, capaci di analisi e di lotta!!!!!
    ops

  6. partigianosempre ha detto:

    l’unico modello di società che si è rilevato fallimentare è il capitalismo che ha prodotto i risultati che sono oramai evidenti a tutti esiste un modello di società basato sulla decrescita felice (latouche) che va in controtendenza con l’aver prodotto e consumato più di ciò che necessitava, considerato che è avvenuto solo in una parte del pianeta il cosiddetto occidente, bisogna riscoprire il senso delle comunità(comunismo) della democrazia partecipata, dei beni comuni salvaguardando gli attacchi compiuti contro la democrazia e la costituzione, il discorso è lungo non degno dello spazio di un commento, concludo dicendo che l’utopia se ne sta all’orizzonte e non si lascia raggiungere: tu cammini dieci passi e l’orizzonte e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là e allora a cosa serve l’utopia? a questo serve a camminare. la festa della liberazione non è la festa di tutti chiedetelo ai partigiani che ancora vivono e lottano per la nuova liberazione.

  7. Rosso scarlatto ha detto:

    Francamente credo di capire chi fa una scelta diversa e chi non la pensa come me, quello che non capisco è l’ambiguità e anche l’aggressività gratuita, quando esse sono manifeste come nel caso specifico. Io mi sono riferito al P.C.I., al grande partito di massa che dalla sua costituzione è stato parte integrante della storia nazionale e nel caso di Atripalda di quella locale e provinciale. L’ho fatto perché in nessuno scritto, in nessuna dichiarazione dei suoi dirigenti, da Togliatti a Berlinguer, ho mai ritrovato dichiarazioni che invitavano all’astensione elettorale e ho voluto sottolineare questa posizione per rispetto di tutti coloro, uomini e donne del socialismo europeo che si sono battuti, sacrificandosi e patendo anche con la vita, per la conquista del più alto dei principi democratici: il suffragio universale. Certo, i miei riferimenti politici sono Togliatti e Berlinguer, e non indossatori di cachemire e detentori di inaccettabili (e onerosi per la collettività) privilegi pur non ricoprendo più cariche istituzionali. Poi, se vogliamo parlare di fatti, allora dovremmo considerar che è vero che il comunismo ha fallito nella sua applicazione pratica, e che di questo sono stati consapevoli tutti quelli che in questa ideologia si sono riconosciuti, ma va anche dato atto che in Italia vi è stata una costante ricerca a partire da Gramsci e dalle sue lucide analisi, passando per Togliatti e la sua ‘via nazionale al socialismo’ – dall’amnistia ai fascisti, all’art. 7 della Costituzione – per approdare alla ‘politica dell’austerità di Berlinguer’, che hanno dato un contributo a che l’utopia divenisse, giorno per giorno, pietra su pietra, realtà. Ribadisco che a questo percorso il sig. Criscuoli è totalmente estraneo, altra è la strada che lui ha seguito e in questo ritengo non vi sia nulla di offensivo. Trovo invece beceri e offensivi alcuni commenti e forse sarebbe il caso che Criscuoli se ne dissoci.

  8. cantautore ha detto:

    caro rosso scagnato TI VOGLIO RISPONNE COME MA FATTO MAMMA togliatti e berlinguer non sarebbero mai entrati in questa zalata ATRIPALDESE E NAZIONALE che tu ei tuoi compagnielli E STATI FACENNO ARREVOTA’ rindo a tomba non parla’ e berlinguer pecche’ paricchi e vui nunno sanno mango a do sta e casa a QUESTIONE MORALE, quanno l’indossatore e casmire blocca i stipendi ri parlamentari tu e i compagnielli tui quilli che stanno la o parlammento si faciero scaffa i mali ti sto parlanno i cinco anni fa mo faciti i professuri ca sanna riduce i costi ra politica. e po si quisto è o percorso tuo e di compagnilli tui si PARTITO COMUNISTA e si arrivato DEMOCRISTIANO.
    po professo’ non cia fa tu tutta a cronostoria e chi è stato berlinguer e chi è stato togliatti già o sapimmouno si tu e i compagnielli tui ca nunno o sapiti chiù.
    STATTI BUONO RA UNO CHE ORGOGLIOSAMENTE A SEMBE GOLLATO I MANIFESTI

  9. guernica ha detto:

    rosso scarlatto sei partito comunista e sei arrivato democristiano..e non citare bertinotti che quando morirà lo farà da comunista perchè tu che ti ricordi le cose scritte sull’enciclopedia non sai che solo cinque anni fa bertinotti bloccò gli aumenti degli stipendi dei parlamentari, la sua lungimiranza potrebbe essere definita una palla di vetro avendo egli previsto cosa sarebbe successo oggi, leggi le riviste di alternativa socialista invece di prendere le notizie su wikipedia, sai? l’anomalia di atripalda inizia da lontano quando all’indomani dello scioglimento del pci dappertutto ci fu una scissione che portò alla nascita di rifondazione comunista tranne ad atripalda(che nacque in seguito), si vede che già eravate diventati democristiani. concludo dicendo che la storia di rifondazione comunista ad atripalda è costellata da politica attiva sul territorio e da una brillante stagione di consiglio comunale, quando atripalda era ancora un paese vivo, e ricordo a tutti che ad atripalda e in tutta l’irpinia si registrò l’unico caso di incendio di una sede di partito che a tutt’oggi rimane irrisolto. prima di parlare di rifondazione fammi il piacere togliti il cappello.

  10. roberto ha detto:

    Non mettete in mezzo Berlinguer e Togliatti.. Già stanno rivoltandosi nella tomba al solo pensiero delle alleanze strette dai loro eredi del pd (autodesignatisi). Sentir parlare di rinnovamento, di tempi che cambiano è molto interessante..specie se l’esposizione di tali tesi sono accompagnate dagli interventi di giovanotti come De Mita e Gargani! Chi ha un minimo di rispetto per se stesso ha il dovere morale di non essere complice di questo delitto elettorale..

  11. ops ha detto:

    mi auguro che Criscuoli non avverta la necessità di rispondere e soprattutto di dissociarsi. La mia domanda è una soltanto: è o non è offensiva l’accusa di ROsso Scarlatto quando definisce Luca una persona ambigua? perchè ha invitato i compagni all’astensione? basta questo per essere oggetto di polemiche. ribadisco di aver trovato il suo pezzo molto efficace, se non ne avesse parlato lui, non penso che gli scarlatti e gli annibali avrebbero avvertito la necessità di affrontate l’argomento. sembra che questi tipi di soggetti anonimi siano in agguato, pronti a contraddire qualsiasi cosa che i “non allineati” abbiano da dire… non è questo il primo caso. Non so quale sia l’effettiva forza di Criscuoli a livello elettorale, se conservi ancora un suo personale bacino di voti, ma se esso esistesse , spero proprio che Criscuoli dia seguito a quanto annunciato rispetto all’astensione. perchè deve essere chiaro: un comunista non vota le liste con i fascisti e con De Mita. Cinque anni fa ci furono compagni storici che ebbero la dignità di scendere dal palco quando ci salì De Mita. Quegli stessi compagni dovrebbero ripetersi invece nelle urne, dimostrando così di non aver venduto la propria storia personale. L’astensione è funzionale all’assenza di una lista e di un candidato di sinistra. Non bisogna scomodare Togliatti e/o Berlinguer, nessun può arrogarsi primati morali tali da consentire un’interpretazione di quelli che sarebbero potuti essere i comportamenti di quei grandi compagni. sarebbe un atto di presunzione che , non me ne vogliate, nessuno di voi è in condizione di sostenere nei fatti e nei livelli di discussione. Recitare filastrocche tratte dai libri è un esercizio stantio e sterile, poco adatto alla realtà di oggi, alla realtà atripaldese…… è troppo evidente l’assemblaggio messo su in una lista che null’altro è se non un comitato d’affari, peraltro di basso profilo rispetto agli interpreti di questo scandaloso matrimonio. Per concludere chiedo ai SAPIENTONI cosa ne pensano dell’alleanza del PD con il PDL in altri comuni italiani. Almeno ad Atripalda un candidato sindaco del PD c’è ancora infatti Laurenzano è ancora a tutti gli effetti nel PD e quindi…….di becero ed offensivo c’è la presunzione di possedere il verbo…..in realtà Criscuoli ha toccato un nervo scoperto e per quanto cerchiate di contenere l’emorragia di voti , la gente non vi voterà perchè ha capito l’inganno…..anche quello, e mi è capitato e mi sono davvero indignato, di suggerire a cittadini poco pratici un fantomatico voto disgiunto……questo è un atteggiamento riprovevole di cui certi compagnucci dovrebbero dar conto…e un dì ne daranno, ne daranno……..
    ASTENSIONE ASTENSIONE ASTENSIONE!!!!!!!!

  12. Civico ha detto:

    Caro Roberto, ripassare un pochino di storia, almeno quella che va dal 1943 al 1948 non ti farebbe male, scopriresti tante cose interessanti in tema di alleanze specialmente in momenti particolari.

  13. un cittadino ha detto:

    voto roberto

  14. ops ha detto:

    Civico……quella era una guerra……e gli attori era no di ben altro profilol certamente nulla di paragonabile alla visione camorristica che pervade una certa parte politica……c’è sempre un momento particolare per chiudere la bocca evitando così di dire corbellerie ….. siete antistorici e vi inventate la storia, il revisionismo della nuova ideologia PD: l’ideologia che non vuole le ideologie……. si perdono colpi nel nuovo partito fascista italiano:PD (pro dux)

  15. roberto ha detto:

    caro Civico, se ti riferisci a Togliatti e al Comitato di Liberazione Nazionale..posso dirti che ci vuole un certo fegato a paragonare De Gasperi con De Mita..Complimenti per il coraggio!

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