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Sigilli ad Abellinum, il sindaco Spagnuolo: “Grande soddisfazione per l’azione della Procura perché iniziare l’esproprio avendo già il possesso dell’area ci fa stare tranquilli”

sigilli2-ad-abellinumIl sequestro preventivo del parco archeologico disposto ieri dalla Procura della Repubblica di Avellino arriva dopo le numerose denunce della Soprintendenza che aveva più volte messo in evidenza come l’Antica Abellinum stesse andando in malora. Con la chiusura del parco, a seguito della sentenza del Tar di Salerno che nel maggio 2011 aveva riconsegnato i terreni di via Manfredi alla famiglia Dello Iacono, secondo l’Ente di tutela il patrimonio storico era a rischio intemperie. Un braccio di ferro tra Soprintendenza e famiglia Dello Iacono che prosegue da decenni e che stenta a concludersi, segnato da una forte mobilitazione di tutta la provincia per scongiurare lo scippo di un pezzo della storia dell’Irpinia. Da qui l’ordinanza di sequestro cautelativo emessa dalla Procura perché in questo anno il parco archeologico è rimasto esposto alle intemperie, senza manutenzione, con un danno gravissimo al patrimonio dello Stato. La Soprintendenza ha più volte infatti richiesto all’autorità giudiziaria l’emissione di un provvedimento cautelativo che consentisse di poter svolgere lavori urgenti di manutenzione per proteggere gli affreschi delle pareti della domus romana. Un patrimonio che sta rischiando di andare in malore a causa dello stato di forte abbandono in cui versa, tra erbacce e con gli affreschi della domus rimasti esposti al sole e alla pioggia. Senza che nessuno possa entrare a porre rimedio. A lanciare tempo fa l’allarme era stato il direttore dei lavori della Soprintendenza, l’architetto Matteo Sessa con la dirigente dottoressa Maria Fariello. Bisogna completare la nuova copertura sulla domus per preservare gli affreschi e le strutture murarie. Una copertura più alta che consenta una maggiore aerazione. Inoltre i lucchetti al parco apposti dalla famiglia Dello Iacono hanno impedito al personale, circa una decina, di poter effettuare quella manutenzione giornaliera necessaria per conservare nel tempo l’area archeologica. La Soprintendenza inoltre, come annunciato pochi giorni fa in un incontro con il sindaco Paolo Spagnuolo, sta lavorando ad un nuovo atto di esproprio. Soddisfatto il primo cittadino: «Una bellissima notizia, il più bel regalo involontario che mi poteva essere fatto nel giorno del mio onomastico (San Paolo ndr.). Nell’incontro proficuo che abbiamo avuto con la Soprintendenza abbiamo trasmesso la nostra grossa determinazione rispetto alla problematica di Abellinum. Abbiamo instaurato una grande sinergia con la dottoressa Fariello che ci rappresentò anche l’avvio di una nuova azione di esproprio evidenziando però la preoccupazione di non avere il possesso dell’area. Da quello incontro c’è stato un forte impulso affinché nell’agenda del ministero la questione Abellinum diventasse prioritaria. C’è perciò da parte nostra una grande soddisfazione per l’azione intrapresa dalla Procura perché iniziare l’esproprio avendo già il possesso dell’area, ci fa stare più tranquilli».
L’Amministrazione atripaldese si dichiara pronta a fare la sua parte nel braccio di ferro in atto con il privato arrivando anche a costituirsi in giudizio. «Vogliamo partecipare non solo alle iniziative amministrative – conclude Spagnuolo – ma anche ad azioni giudiziarie».
Soddisfatto anche il consigliere Lello Barbarisi delegato alla Tutela del Patrimonio storico-culturale: «Finalmente la Soprintendenza cammina di pari passo all’Amministrazione comunale. Questo sequestro preventivo rappresenta un decisivo passo avanti verso la restituzione dell’Area Archeologica alla città. Per adesso la cosa più importante è tutelare l’enorme patrimonio conservato all’interno. Purtroppo già si sono registrati danni, come quelli riportati alla Domus, pari a trecentomila euro».

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