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Sabato e domenica festa della Madonna della Neve a Sorbo Serpico

Pubblicato in data: 2/8/2012 alle ore:21:56 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

uomini-di-dioFesta patronale della Madonna della Neve a Sorbo Serpico, con regolare triduo. Sabato 4 agosto, dopo la celebrazione dell’eucaristia, alle ore 19.00, presso il salone comunale, proiezione e dibattito sul film “Uomini di Dio“. Domenica 5 agosto, dopo la solenne processione, momento di condivisione sul tema “Madonna della Neve: festa, famiglia, lavoro“, con la partecipazione di don Emilio Carbone, direttore dell’Ufficio Pastorale Attività Sociali e del Lavoro (“Dalla festa alla buona vita del vangelo“); dell’avv. Giovanni Bove (“Giovani coppie nella società di oggi“); intermezzo canoro e musicale del coro parrocchiale; interventi su “La famiglia e il lavoro: quale futuro” con il prof. Sabino Spina, enologo – ing.Giuseppe Caputo, ucid, il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo e Dimitri Musto, assessore delegato alle Politiche Sociali.

Con il convegno diocesano dell’aprile scorso le nostre comunità parrocchiali hanno riaffermato il senso cristiano della festa. La festa non è solo un momento di meritato riposo, un solletico sia pure moderato del vitalismo giovanile, nè un ritorno nostalgico di antichi sapori, costumi, armonie.

La stessa gioia non avrebbe senso se si riducesse ad una momentanea fuga dalla realtà per ritrovarsi il giorno dopo dinanzi alle vecchie ansie e ai vecchi problemi, senza alcuna speranza di un futuro migliore, fondata su una nuova presa di coscienza degli ostacoli da superare e del cammino da intraprendere.
E anche le manifestazioni religiose sarebbero vane se non ci dovesero ricondurre al trionfo del bene determinato dal Cristo con la sua morte e risurrezione, alla grandezza della Grazia che certamente integra e rende fecondo il nostro impegno quotidiano ma non può sostituirsi ad esso.
La famiglia in crisi
Cosa pretendere da Dio se invece di unire le nostre forze non sappiamo più come dividerci, a cominciare dalle stesse famiglie, da coloro che con il sacramento del matrimonio dovrebbero esprimere il massimo vincolo? Se persino tra genitori e figli si creano muri di incomprensione e autoreferenzialità, senza alcuna speranza di intermediazione, di riconciliazione e di pace?
Eppure è da questa prima cellula vitale che bisogna ripartire se vogliamo pensare a un mondo migliore, recuperare i valori perduti e rendere più credibile la nostra fede.
Il lavoro che non c’è
Si tratta di problemi che assumono ormai una dimensione planetaria. Cosa possiamo risolvere da soli, con le nostre piccole furberie, con le nostre scorciatoie individualistiche? Cosa possono fare i preti, i vescovi, il papa se quasi nessuno li segue? Se continuiamo a immaginare, come eterni bambini, che qualcuno ci possa prendere tra le braccia e soddisfare tutte le nostre esigenze?
Eppure gli stessi non credenti fanno talvolta riferimento alla dottrina sociale cristiana come la via maestra per un futuro migliore. Il laicato cattolico, che nell’insieme rappresenta una realtà notevole, dovrebbe forse rendersi capace di fare almeno qualche piccolo passo per portare i valori del vangelo anche nella vita sociale, economica e politica.

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