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Sopralluogo dell’archeologo Zevi e della Procura nell’Antica Abellinum

Pubblicato in data: 6/11/2012 alle ore:14:01 • Categoria: CulturaStampa Articolo

antica-abellinum3Un superperito dirà se gli scavi di Abellinum sono stati danneggiati ed, eventualmente, a quanto ammonta il danno. L’area archeologica atripaldese, posta sotto sequestro dalla Procura di Avellino lo scorso giugno, è stata ieri mattina visitata dall’archeologo di fama internazionale Fausto Zevi, nominato consulente della Procura.
L’antica Civita al centro di un lungo braccio di ferro legale tra i proprietari e il Comune del Sabato, ha ricevuto ieri infatti la visita dei magistrati avellinesi. La Procura, che sta indagando sulle ipotesi di danneggiamento a carico dei proprietari, ha effettuato un sopralluogo con il procuratore capo Angelo Di Popolo, il sostituto Patscot e la sovrintendente Maria Fariello e con loro c’era anche il nuovo perito, nominato dalla procura, al quale è stato affidato il compito di stilare una relazione sulla civita.
Zevi è un archeologo e storico dell’arte italiano, allievo di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Ha insegnato all’Università di Napoli Federico II ed è professore di Archeologia e storia dell’arte arte greco-romana all’Università di Roma La Sapienza. In passato ha ricoperto gli incarichi di Sovrintendente a Ostia, Napoli e Roma. Ha al proprio attivo oltre 200 pubblicazioni su Roma arcaica, sull’ellenismo romano e sui problemi topografici e urbanistici di Pompei, Ostia, e Roma. È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Istituto archeologico germanico e membro onorario della British School di Roma. Sarà lui a verificare lo stato in cui si trova Abellinum, il suo effettivo valore storico e soprattutto gli eventuali danni che ha subìto nel tempo, proprio a causa dell’annosa faida legale di cui è ostaggio. Quella di ieri mattina è stata una prima verifica tecnica alla quale ne seguiranno probabilmente anche altre.
La Procura di Avellino ha disposto il sequestro del sito archeologico nel giugno scorso, strappando di fatto la civita dalle mani e dai lucchetti dei proprietari e restituendola alle “cure” della Sovrintendenza. Il sequestro scattò contemporaneamente con l’iscrizione nel registro degli indagati dei proprietari Mario e Giovanni Dello Iacono, con l’ipotesi di reato di “danneggiamento del patrimonio archeologico storico e artistico nazionale”. Un caso al quale stanno lavorando, come polizia giudiziaria, i carabinieri del comando regionale di tutela del patrimonio culturale, coadiuvati dai carabinieri della stazione di Atripalda. La sovrintendenza ha già avviato nei mesi scorsi i primi interventi di manutenzione e conservazione del sito, procedendo innanzitutto con un inventario sullo stato dei luoghi e sulle opere presenti. Già in quei primi giorni di verifiche sono stati stimati circa 300mila euro di danni, causati dall’anno di chiusura forzata, un anno in cui Atripalda ha patito, come il resto d’Irpinia, l’eccezionale e pesante nevicata di febbraio 2012.

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