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Donazione Palazzo Caracciolo, ecco la relazione al Consiglio comunale del delegato alla Cultura Lello Barbarisi

Pubblicato in data: 23/11/2012 alle ore:18:00 • Categoria: Comune

barbarisiRelazione illustrativa e
Proposta al Consiglio Comunale
del 22/11/2012

In relazione alla volontà degli eredi Alvino, pervenuta per iscritto a questo comune con nota a firma dell’Avv. Giuseppe Rispoli del 29/10/2012, di voler donare al comune di Atripalda tutti i diritti loro spettanti sul Palazzo Caracciolo e annesso parco.

L’accettazione della donazione del Palazzo Caracciolo e del suo parco pertinenziale, è il passaggio preliminare, fondamentale, senza del quale nessuno di noi si potrà mai adoperare per il perseguimento del suo recupero architettonico-funzionale e della sua successiva restituzione a bene culturale “disponibile”. Monumento nazionale, residenza principesca, vincolato dalla Soprintendenza, il Palazzo, è anche luogo di ritrovo degli intellettuali dell’epoca e sede dell’Accademia degli Incerti.
Il Palazzo, i giardini annessi, anche a seguito della sopravvenuta morte del compianto Cav. Vittorio Alvino, all’epoca tenutario e comproprietario del cespite, versano oggi in uno stato di degrado e di abbandono.
L’acquisizione al pubblico patrimonio attraverso la donazione, il successivo reperimento delle risorse finanziarie da destinare al recupero del bene, ci aiuteranno a costruire in un futuro prossimo un nuovo ed importante progetto culturale per la nostra città.
Noi, anche noi, lo avevamo individuato come il punto cardine della sezione cultura del nostro programma elettorale, e, per questo, del Palazzo, ce ne siamo occupati in maniera prevalente a partire da subito.
I nati dopo il sisma del 23 novembre 1980 non hanno avuto la fortuna di poter visitare il Palazzo ma evidentemente e, forse, solo di poterlo visionare in un film-documentario sui beni culturali di Atripalda girato appena qualche ora prima del terremoto.
Una video-produzione che resta un raro e preziosissimo documento storico e fotografico del Palazzo prima dell’abbandono.
Se ne occupò di questa produzione, tra gli altri, vale senz’altro la pena ricordarlo, anche il Prof. Raffaele La Sala.
La volontà, ma anche una specie di necessità direi, di acquisire al pubblico patrimonio l’indiscusso bene di architettura tardo rinascimentale che fu dimora della famiglia Caracciolo, si manifesta dunque sin dagli anni ‘80 e con azioni più significative negli otto anni di sindacato Capaldo (1994-2002) e nei cinque di sindacato Rega (2002-2007), quando lo stesso Capaldo, assessore in giunta Rega, dopo un’estenuante trattativa con gli eredi Alvino, proprietari dei cespiti, arriva ancora una volta a ridefinire i termini e le condizioni della compravendita.
Sicché con un deliberato di Consiglio Comunale n° 15 del 2006, si prende atto della nuova bozza di vendita contenente le ultime condizioni concordate con gli eredi Alvino, si ribadisce il valore storico-architettonico del bene e si autorizza il sindaco Rega, con il contributo economico della Provincia di Avellino, a procedere all’atto di compravendita del bene al prezzo di € 360.000.
Nei patti viene inclusa anche una somma aggiuntiva di euro 100.000 da versarsi al Vescovo di Avellino perché li utilizzi per recuperare dal degrado la chiesa di S. Ciro alla località Puntarola di Avellino, pure di proprietà degli eredi Alvino.
Insomma, la cessione dei beni al comune di Atripalda, dietro la formula della compravendita, ovvero il Palazzo ed i giardini con le prestigiose opere scultoree del Fauno e della fontana, sembrava cosa fatta!
Sembrava, appunto, cosa fatta, perché improvvisamente, nonostante un atto notarile solo da sottoscrivere dalle parti, non se ne fa più nulla e pure le relazioni con la famiglia si interrompono.
Gli ulteriori aggravamenti alla stabilità della struttura a seguito degli eventi ci impongono di tenere all’ indomani del nostro insediamento un’attività serratissima al fine di arrivare al prefissato obiettivo amministrativo, che oggi a distanza di sei mesi possiamo dire di ritenere conseguito, e cioè quello della donazione, del Palazzo ed annessi, da parte degli eredi Alvino al Comune di Atripalda, a titolo non oneroso.
Si riapriva così una nuova lunga trattativa con il ricostruito quadro degli eredi che questa volta si componeva di quaranta persone.
Quaranta persone da rintracciare e tutte da convincere della bontà, della utilità e del valore dell’iniziativa.
palazzo-caracciolo1Una proprietà che per quanto degradata, in ogni caso, rappresentava comunque una proprietà e, peraltro, pure di un certo prestigio ed interesse storico ed alla quale andavano a ricollegarsi i ricordi infantili di ognuno degli eredi.
Una proprietà che appena sei anni prima stava per produrre un profitto economico per ognuno degli eredi.
Difatti, restava ancora forte il ricordo di una perduta vendita al comune di Atripalda al prezzo di € 360.000.
Quaranta eredi dispiegati tra Mantova, Verona, Cassano d’Adda, Roma, Monteroni d’Arbia, Arese, Ogliara, Pagani, Nocera, Salerno, Foggia ed Avellino.
E’ a questo punto secondo me doveroso dire grazie a nome di questo Consiglio Comunale, a tutti gli eredi Alvino.
E dunque un grazie di cuore a nonna Anna di Roma, a Nelly e Domenico, a Rachele e Gaetano, a Vittorio, a Maria ed Annino, ad Alberta, Ornella, Maria ed Anna, a Leonardo, Pierfrancesco e Lucio, ad Anastasia ed Angelo, a Raffaella, Licia e Rossella, a Giovanna, Rosa, Roberto e Maria, ad Atlanta, Bruno e Sara.
Di Vittorio Alvino, per esempio, ricorderò per sempre gli occhi lucidi all’atto della sottoscrizione della procura.
Erano, evidentemente, i ricordi che riaffioravano!
Un grazie per ora ad ognuno di loro.
Così come non posso non sottolineare che oggi come allora, questo comune, si è avvalso della preziosa assistenza, peraltro a titolo gratuito, del Notaio Romana Capaldo, che pubblicamente ringrazio per ciò che ha fatto e per quanto ancora dovrà continuare a fare per il perfezionamento della donazione, così come ringrazio l’Avv. Giuseppe Rispoli per il notevole contributo che ha dato e continuerà a dare per il completamento dell’acquisizione.
Per tutto quanto detto, per la convinzione che abbiamo di aver agito nella direzione esclusiva della valorizzazione e della tutela del nostro patrimonio storico-artistico, oltretutto convinti anche della vostra particolare sensibilità in relazione al nostro patrimonio culturale,
proponiamo
a questo Consiglio Comunale, la condivisione di questa magnifica opportunità attraverso la deliberazione all’ unanimità dei presenti dell’ accettazione della donazione propostaci, dei beni cosi come descritti e costituiti ovvero dal Palazzo Caracciolo e dei giardini annessi, per una consistenza all’attualità pari a circa il 91%.
Con la rassicurazione a voi tutti che il nostro impegno già prosegue per acquisire la quota residua, che se posta in relazione alla promessa rassegnata da alcuni eredi a comparire direttamente all’apertura dell’atto, essa è sostanzialmente pari a circa il cinque per cento.
Un particolare ringraziamento anche a voi tutti consiglieri di questa città.

Il Consigliere Delegato Raffaele Barbarisi

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5 risposte a “Donazione Palazzo Caracciolo, ecco la relazione al Consiglio comunale del delegato alla Cultura Lello Barbarisi”

  1. Lanfranco ha detto:

    Bravo Barbarisi. Finalmente un politico che parla poco ma concretizza molto. È riuscito in poco tempo a risolvere una questione annosa che si trascinava da tempo. Complimenti sinceri e buon lavoro. Suggerirei al sindaco di metterlo in giunta con la delega ai rifiuti. Così sistema un’altra questione dove accumuliamo figuracce insopportabili, nonchè costi quintuplicati per i cittadini

  2. ANTONY ha detto:

    BRAVO LELLO IL PATRIMONIO ARTISTICO-CULTURALE DI ATRIPALDA E’ UNICO E VA TUTELATO………ORA SOTTO CON ABELLINUM!!!!!!!

  3. Sabino ha detto:

    Ottima iniziativa. La cultura non deve avere colori politici. Complimenti a Barbarisi che è riuscito a risolvere una trattativa che andava avanti da anni. Ora bisogna recuperarlo.

  4. Massimiliano Coraggio ha detto:

    Ma cosa dite, quel Palazzo andava espropriato anni fa, prima che fosse diroccato. Ora che non vale più niente lo regalano al comune, a cosa serve tutto ciò? Il Comune espropri tutti i luoghi di interesse storico artistico della città, compreso il cinema diroccato in piazza e crei posti di lavoro per i disoccupati, allora si che avranno fatto qualcosa di buono! Non queste pantomime da teatro!

  5. atripaldese ha detto:

    Bel colpo. Trovate i soldi per ristrutturarlo. E’ un pezzo importante della storia di Atripalda.

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