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Pro Loco, venerdì convegno “Diritto e politica nel ‘700 borbonico” nel 250° anniversario della morte di Francesco Rapolla

Pubblicato in data: 10/12/2012 alle ore:16:13 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

rapolla-pro-locoRicorre quest’anno il 250° anniversario della morte di Francesco Rapolla (Atripalda 1701 – Napoli 1762), uno dei grandi giuristi del XVIII secolo, una delle glorie di Atripalda. L’Associazione “Piazza Grande”, la “Pro Loco Atripaldese” e la rivista “Nuovo Meridionalismo, nell’occasione promuovono un convegno di studio sul tema:
Francesco Rapolla. Diritto e politica nel ‘700 borbonico
L’iniziativa, alla quale hanno dato la loro adesione esponenti della cultura storico-giuridica e che si avvale del patrocinio del Comune di Atripalda e dell’Ordine Forense di Avellino, si terrà il prossimo venerdì 14 dicembre 2012, presso la sala consiliare del Palazzo Civico di Atripalda.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Atripalda avv. Paolo Spagnolo, dell’ avv. Fabio Benigni, presidente Ordine Forense di Avellino, di Raffaele Labate, presidente associazione Pro Loco, della dr.ssa Nunzia Battista, presidente associazione “Piazza Grande”, dell’avv. Generoso Benigni, direttore di “Nuovo Meridionalismo”, seguiranno le relazioni del prof. Raffaele La Sala e dell’avv. Teodoro Russo. Le conclusioni del convegno sono affidate al prof. Francesco Barra, Ordinario di Storia Moderna presso l’Università di Salerno.

Francesco Rapolla (Atripalda 1701-Napoli 1762)
Docente di istituzioni canoniche, diritto romano e diritto feudale nell’università di Napoli, poi magistrato, Giudice della Vicaria, Segretario della R. Camera di S. Chiara, Presidente della R. Camera della Sommaria, Consigliere Supremo del Tribunale Misto, Francesco Rapolla fu anche governatore di Pozzuoli, Taranto ed Ariano. Carlo III dovendosi istituire a Napoli un primo tribunale di commercio “lo scelse a far parte della commissione che ne doveva descrivere e i riti e le leggi”.
Appena venticinquenne pubblicò De iureconsulto, sive de ratione discendi interpretandique iuris civilis libri II, 1726 un breve trattato sulla formazione del giurista, un ‘classico’, recentemente (nel 2006) ripubblicato da Il Mulino nella prestigiosa collana di Storia dell’Avvocatura in Italia.
Alcuni anni più tardi diede alle stampe una Difesa della giurisprudenza, 1744 (in polemica con i Difetti della giurisprudenza di L. A. Muratori) e nel 1746 4 volumi di Commentaria de iure regni Neapolitani.
Opere che ancora oggi sono oggetto di riflessione critica e di attenzione scientifica. Si legga, per esempio Italo Birocchi, uno dei massimi studiosi di Rapolla che nel saggio Giurisprudenza umanistica e diritto patrio in Francesco Rapolla scrive che il De juriconsulto «rientrava nel programma dei primi esponenti neoculti che, predicando il rifiuto del principio d’autorità e il ritorno alle fonti, si erano dati alla ricostruzione storica e all’analisi dei testi romani, sul presupposto che la loro utilizzazione per la società del presente fosse necessaria per conoscere i fondamenti razionali del diritto contro le ‘deformazioni’ (ritenute arbitrarie ed interessate) dei prammatici. L’acquisizione storica e sistematica del diritto romano era ritenuta perciò il requisito basilare dell’educazione del giurista». in Iuris vincula, Studi in onore di Mario Talamanca, p. 247.

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