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Uccise la moglie, rinviato a giudizio Michele Naccarelli. La sentenza, con rito abbreviato, il prossimo 13 febbraio. I familiari non si costituiscono parte civile

Pubblicato in data: 20/12/2012 alle ore:10:25 • Categoria: Cronaca

tribunale-av-ingressoRinviato a giudizio per l’omicidio della moglie, i familiari non si costituiscono parte civile. Michele Naccarelli uccise, al termine di una lite, la moglie, Fabiola Speranza. Il delitto lo scorso 9 gennaio davanti all’abitazione dei coniugi in contrada Pettirossi ad Atripalda. L’uomo fece fuoco con una pistola contro la consorte. La sentenza con rito abbreviato, a seguito della richiesta dell’avvocato difensore Alfonso Maria Chieffo, sarà emessa il prossimo 13 febbraio.
Nonostante fosse stato chiesto il rinvio dell’udienza preliminare, in quanto mancavano le notifiche alle parti civili, i familiari di Fabiola Speranza, il Gup Giuseppe Riccardi ha comunque aperto il dibattimento preliminare e deciso che il prossimo 13 febbraio ci sarà la discussione in aula, quella a questo punto riservata esclusivamente alla pm che ha condotto le indagini, la dottoressa Teresa Venezia e quella del legale difensore dell’ex custode dei Feudi, il penalista Alfonso Chieffo. Ed in quella data, probabilmente, sarà anche emessa la sentenza di primo grado per il delitto di Contrada Pettirosso. Ovviamente su tutto pesano anche le valutazioni del perito nominato dal Tribunale.  Capacità di intendere e di volere grandemente scemata per il Naccarelli che avrebbe agito in preda ad un raptus. Queste le condizioni in cui avvenne l’uxoricidio di Contrada Pettirosso ad Atripalda, quello in cui Michele Luigi Naccarelli uccise la coniuge Fabiola Speranza. A giungere alla conclusione, che parzialmente conferma come il quarantenne non fosse nel pieno delle sue facoltà mentali, il perito nominato dal Gip del Tribunale di Avellino Giovanfrancesco Fiore, Il professor Antonello Crisci dell’Università di Salerno era stato nominato dal Gip del Tribunale di Avellino.

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