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Politiche, il candidato dell’Udc Giuseppe De Mita stamattina in città: “Il radicamento sul territorio presupposto per una presenza politica utile”. Attacca la De Simone, stoccata alla candidata “inesperta” del Pd Paris e frecciata al sindaco Spagnuolo per il suo riferimento continuo a Monti ma non all’Udc

Pubblicato in data: 3/2/2013 alle ore:16:14 • Categoria: Politica, Udc

de-mita-ad-atripaldaGiuseppe De Mita, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Campania 2 per la lista dell’Unione di Centro, ha partecipato questa mattina presso l’hotel Civita di Atripalda ad un incontro promosso dal coordinamento cittadino dell’Unione di Centro di Atripalda. All’incontro hanno partecipato il segretario provinciale dell’Unione di Centro di Avellino, Maurizio Petracca e l’onorevole Pietro Foglia. Ha concluso i lavori il presidente Ciriaco De Mita.
Stiamo vivendo questa campagna elettorale – ha dichiarato Giuseppe De Mita in avvio del suo intervento – come la naturale prosecuzione di quella per le amministrative e cioè come il tentativo di ricomporre una condizione di unità all’interno della comunità, come accaduto ad Atripalda. La vicenda comunale è una vicenda che tiene in sé tutti i limiti e tutte le potenziali virtù del sistema politico generale. Negli ultimi venti anni la politica è stata animata dalla logica dello scontro, logica che ciascuno di noi ha vissuto come condizione divisiva per cui anche nelle realtà locali la logica che ha prevalso è stata quella muscolare dei portatori di voto che si sono posti come coloro che si vivevano una condizione di superomismo e non con l’approccio più umile di chi viene individuato e perciò deve farsi carico dell’interesse generale“.

Dentro le realtà comunali – ha continuato De Mita – il contatto diretto con le persone è la linea di frontiera da cui far ripartire il percorso politico. In questa campagna elettorale, perciò, stiamo cercando una dimensione di contatto. L’idea è trasmettere e allo stesso tempo caricarci della responsabilità di una condizione di recupero di un rapporto diretto con le persone“.
In questo momento – ha continuato – la punta più avanzata del rapporto con le persone è rappresentata dagli amministratori sul territorio. In politica l’insussistenza di un radicamento sul territorio dà vita ad una presenza inutile. Perché allora i parlamentari irpini sono stati vissuti come inutili negli ultimi anni? Oltre alle modeste qualità intellettuali di queste persone, la ragione va rintracciata nella circostanza che una quantità di loro non aveva alcuna forma di relazione con le realtà territoriali e questo ha determinato una presenza vissuta come superflua”.
Poi il riferimento al tramonto del sistema bipolare e la condanna del richiamo al cosiddetto voto utile..
In questa campagna elettorale – ha continuato De Mita – si assiste ad un recupero del passato come una sorta di rigurgito, dentro uno scontro che oggi non ha più senso. E il richiamo al voto utile, se poteva essere una spiegazione stupida nel 2008, oggi, invece, è il vero segno dell’impotenza del Pd. E dall’altra parte poi c’è la presenza di questo guitto che ritorna come una cosa indigesta. Dobbiamo, invece, avere un rapporto lucido con il nostro passato. Ma dobbiamo andare oltre per guardare il futuro con speranza. Lo spazio esiste e le tracce di questo percorso sono ovunque, ma si tratta di uno spazio praticabile solo se la politica è costruita come relazione con i bisogni delle persone dentro le comunità“.
Il nostro riferimento è l’Unione di Centro. Facciamo la campagna elettorale per l’Unione di Centro – ha dichiarato De Mita avviandosi verso le conclusioni dell’intervento – E oggi dobbiamo e possiamo rivendicare un merito storico. Non ci sarebbe stata l’opportunità per il presidente Napolitano di porre le condizioni per un governo di ricomposizione se non ci fosse stata la posizione dell’Udc del 2008, quando, cioè, tutti ci ritenevano seppelliti. So anche che il futuro non si costruisce rivendicando un merito storico. Oggi abbiamo il dovere di dire dove andiamo. E la questione di fondo è recuperare la dimensione di rappresentanza e sradicare le persone dalla condizione di solitudine che vivono. La capacità di dialogo ci aiuterà in questo. Questo, perciò, è un percorso che ha possibilità di affermarsi solo dentro la dimensione dei luoghi e dei territori“.
Durante l’intervento Giuseppe De Mita attacca l’ex presidente della Provincia Alberta De Simone: “Il potere lo si esercita con equilibrio, nel dialogo e non in modo sordo. La vera sconfitta della De Simone, quando ha fatto la presidente, è che prendeva in giro tutti e utilizzava il potere come una sorta di forma proprietaria e blindata. Ma poi quando è venuta meno questa condizione e si è creata una situazione politica diversa, è saltata“.
A De Mita neanche è piaciuto l’intervento del primo cittadino Paolo Spagnuolo che ha parlato molto di Monti e quasi mai dello scudocrociato, tanto che poi in un passaggio ha tenuto a precisare “La riscoperta del senso del dovere è l’unica cosa per la quale è consentito citare Monti per la campagna elettorale che noi invece facciamo per l’Udc, Paolo“.
Sempre rivolgendosi al sindaco Spagnuolo, infine Giuseppe De Mita lancia una frecciatina al candidato del Pd Valentina Paris: “ La campagna elettorale è un pezzo di un percorso politico e non come la fanno negli incontri il Pd e qualche candidato inesperto del tuo comune (il riferimento a Valentina Paris ndr.) che l’unica cosa importante è mettere le bandierine sui comuni per dire che sono stati là“.
giuseppe-de-mita-ad-atripalda

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2 risposte a “Politiche, il candidato dell’Udc Giuseppe De Mita stamattina in città: “Il radicamento sul territorio presupposto per una presenza politica utile”. Attacca la De Simone, stoccata alla candidata “inesperta” del Pd Paris e frecciata al sindaco Spagnuolo per il suo riferimento continuo a Monti ma non all’Udc”

  1. Salvatore ha detto:

    Infatti sta Paris chi a’ sape !

  2. donato ha detto:

    Quali titoli ha un NOMINATO AL PARLAMENTO, per giudicare i candidati degli altri partiti.
    Quale è la sua esperienza, senza le direttive dello ZIO?
    Diceva il grande Totò ” ma mi faccia il piacere!!!”

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