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Falò di San Sabino, cresce la preoccupazione tra i fedeli atripaldesi dopo le disposizioni di Arpac e sindaco

Pubblicato in data: 5/2/2013 alle ore:11:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

falo-san-sabino-in-piazza-umbertoFalò in onore di San Sabino, cresce la preoccupazione tra i fedeli atripaldesi dopo le disposizioni di sindaco ed Arpac e la denuncia effettuata dai carabinieri per il fuoco di San Ciro allestito al Centro Aprea.
In vista delle Festività del Santo Patrono, che si festeggia sabato 9 febbraio, la sera prima in città rivive l’antichissima tradizione dei falò. Venerdì alle ore 19.30, in piazza Umberto, sarà acceso proprio dal sindaco Spagnuolo il grande falò e a seguire in ogni quartiere della città. Una tradizione secolare che si tramanda negli anni. Una vera e propria gara tra i vari quartieri nell’allestire quello più grande, segno della devozione verso il Santo. Ma quest’anno proprio le limitazioni imposte dall’Arpac e rese note con una circolare dal primo cittadino nella quale si comunica che bisogna chiedere autorizzazione sindacale ed utilizzare solo ed esclusivamente legna vergine da ardere non trattata, niente scarti e rifiuti dei lavori dei campi e delle potature, sta preoccupando non poco i cittadini. E montano le polemiche. Il rischio concreto è che alla fine l’unico focarone che si accenderà sarà quello allestito in piazza Umberto e curato dai dipendenti dell’Amministrazione comunale. Sulle forti restrizioni fissate dall’Arpac scoppiano le proteste come denuncia un cittadino. «Da sempre ho allestito un falò in onore del santo in via Cesinali – racconta il signor Aniello Veneziadove ho un pezzo di terreno. Quest’anno sono andato al comune a richiedere l’autorizzazione e mi hanno detto che debbo utilizzare solo legna vergine da ardere. Ho un terreno con alberi di mele, mimose, albicocche, nocciole e viti di uva, ma mi hanno detto che sono vietate per ardere. Allora se non possono essere bruciate perché nocive, non possono neanche essere mangiati i frutti perché velenosi. Ma l’Arpac perché non va a controllare l’isochimica e le aziende che inquinano? I falò non hanno mai provocato inquinamento, ne i resti delle potature nei fondi agricoli».
A preoccupare ci sono anche le possibili denunce penali che potrebbero essere effettuate dai carabinieri, come avvenuto per il falò in onore di San Ciro realizzato al centro Aprea di Contrada Novesoldi, dove il responsabile è stato denunciato per non aver provveduto alla sicurezza, per non aver richiesto l’autorizzazione sindacale e per aver utilizzato materiali di origine non certificata.
Ma il Sindaco, dal canto suo, ha reso noto da giorni le prescrizioni imposte dall’Arpac nella quale si afferma che «sotto il profilo ambientale la combustione di materiali legnosi libera sostanze inquinanti per cui occorre utilizzare nei falò legna non trattata con prodotti fitosanitari o verniciata e che non sia materiale di risulta, anche se proveniente da attività agricola. Le accensioni dovranno essere effettuate in condizioni di sicurezza tali da non costituire pericolo, danno o molestia alle persone e quindi procedere all’immediato spegnimento, nel caso in cui il fuoco acceso dovesse produrre fumo in quantità eccessiva».

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2 risposte a “Falò di San Sabino, cresce la preoccupazione tra i fedeli atripaldesi dopo le disposizioni di Arpac e sindaco”

  1. errico ha detto:

    Beh, io starei attento a creare il binomio falò-fedeli. Diciamo che, da atripaldese, sono sempre a favore e combatto perché non si perdano le tradizioni popolari più “importanti” e belle come quella del falò, ma da fedele dico che ciò che è importante non è che si faccia il falò, oppure che si faccia la processione esattamente il giorno 9, bensì il rendere lode a San Sabino e a Dio con la Messa e con la preghiera personale, impegnandosi a cambiare sotto tutti gli aspetti. Credo che San Sabino ci chieda questo, non che si faccia il falò nonostante l’ostinazione (giustissima) del sindaco e dell’arpac. Al signor Aniello potrei rispondere che ad Atripalda forse no, ma ad altre parti i falò hanno causato non pochi guai, per cui reputo giusto (anche se non del tutto completo) l’operato dell’Arpac.

  2. adriana penna ha detto:

    cari amici io sono un bel po di anni che mi occupo del falo di s.sabino, nel mio quartiere e cioè via Appia. le amministrazioni non mi hanno mai causato nessun problema, ma quest’anno siamo arrivati al 5 e non ho ricevuto ancora il sì del comune. il giorno si avvicina ed io non so cosa rispondere ai miei cittadini del quartiere,gentilmente sindaco mi faccia sapere al più presto se si o no, mi dispiacerebbe perdere anche questa bella tradizione.

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