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Casa di Adele, solidarietà ai lavoratori dal delegato ai Servizi sociali Musto: “ma il Comune non ha responsabilità”

Pubblicato in data: 11/2/2013 alle ore:17:12 • Categoria: Comune

mustoLavoratori senza stipendio alla comunità terapeutica residenziale “Casa di Adele”, il consigliere delegato ai Servizi Sociali del Comune di Atripalda, Dimitri Musto, a seguito delle notizie pubblicate sulle proteste dei dipendenti che non ricevono lo stipendio da  mesi, esprime solidarietà ma chiarisce: “Protesta legittima ed esprimo solidarietà ai lavoratori sia personale, in qualità di delegato ai Servizi Sociali, che a nome dell’Ente. Tuttavia tengo a precisare che il Comune di Atripalda non ha alcuna responsabilità sul mancato pagamento degli stipendi. Come ente siamo infatti impossibilitati a poter risolvere la vertenza che riguarda l’Asl di Avellino. Infatti come Comune abbiamo soltanto anni fa concesso la struttura in comodato gratuito e la nostra parte è solo questa”.

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5 risposte a “Casa di Adele, solidarietà ai lavoratori dal delegato ai Servizi sociali Musto: “ma il Comune non ha responsabilità””

  1. Nappo Carmela ha detto:

    Spero che il consigliere Musto possa fare qualcosa per aiutare i ragazzi della casa di adele ciao

  2. Paolo ha detto:

    Il consigliere Musto avrebbe fatto miglior figura ad esprimere solo la solidarietà ai lavoratori e ad impegnarsi (almeno di facciata) a sottoscrivere la situazione dei dipendenti presso le sedi competenti. Ma sostanzialmente a Dimitri interessa solo specificare che la sua amministrazione non c’entra ed è pura e candida! Ma siate seri!!

  3. emilio ha detto:

    complimenti Dimitri.

  4. nati' ha detto:

    la solidarietà non sfama

  5. Civico ha detto:

    Della serie: tanto per dire che esisto.
    Con questa dichiarazione i lavoratori, dopo otto mesi senza stipendio, metteranno a tavola pranzo e cena accompagnati dal classico dolce carnevalesco: le chiacchiere. Ma consigliere, almeno dire che il Comune farà il possibile per risolvere la questione sarebbe stato un peso? Evidentemente non sa che la struttura, non solo è proprietà del Comune, ma esiste per una precisa volontà politica di alleviare il disagio sociale e questo può significare qualcosa nei confronti dell’ASL e della Provincia, o no?

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