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Festa della donna, questo pomeriggio doppio incontro sul tema al Palazzo Vescovile e al Duomo di Avellino

Pubblicato in data: 8/3/2013 alle ore:06:55 • Categoria: Attualità, Cultura

festa-donna-convegnoVenerdi 8 marzo, alle ore 16,30, presso il palazzo vescovile, convegno promosso da Pax Christi e dall’Ucsi sul tema “Donne tra carezze e percosse“, intervengono Giuseppe Caputo (presidente dell’ass. “Irpinia insieme”), Donatella Trotta (consigliere nazionale dell’Ucsi), Mario Di Vito (già Questore di Napoli), Paola Genovese (volontaria).La donna tra carezze e percosse.
Alle 19,00 incontro presso la sala S.M. Assunta del Duomo di Avellino per discutere del film “Teresa Manganiello, sui passi dell’amore” del regista Pino Tordiglione.

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Otto marzo. Una festa legata ai tristi ricordi della discriminazione e della violenza subita dalle donne lungo i secoli. Nella stessa modernità l’ossessione con cui si ripropongono le immagini della donna-oggetto non favorisce certo la rivalutazione della sua dignità e della sua missione. I casi di violenza che la cronaca ogni giorno ci offre sono la punta di un iceberg, sotto la quale si nascondono montagne di freddezza, di rivalità e di egoismo.
Celebrare e fare festa significa porre le basi non perchè la donna possa rendersi ancora più dominatrice e maschilista dell’uomo, ma perché possa costituire davvero quel “supplemento di anima” che spesso l’uomo non ha. Perché la vera bellezza possa essere infine la salvezza di una umanità che continua a deturpare il suo volto, esponendosi alle insidie di una evoluzione prevalentemente tecnicistica e possessiva, mercantile e disuguale.
Intento di tale incontro è la promozione di una maggiore sensibilità per questi problemi che evidentemente richiedono una visione precisa dei valori in gioco e la collaborazione di un maggiore numero di persone. Un impegno che le comunità cristiane, in modo particolare, e tutti gli uomini di buona volontà non possono eludere.
Vogliamo interpellare coloro che hanno una maggiore esperienza di questi casi e identificare le radici di tutto un contenzioso che turba a volte drammaticamente la serenità di molte famiglie e la pace anche in senso più ampio. Si rende sempre più necessaria una precisa organizzazione o educazione alla nonviolenza e al rispetto della persona umana anche nei rapporti tra i popoli. Una missione che vede impegnate nel movimento per la Pace “Pax Christi” soprattutto le donne.
In questo particolare momento l’attenzione è rivolta soprattutto al conclave, dove la donna sembrerebbe la grande assente. In realtà è presente più che mai. Se nel passato si era maldestramente pensato di contrastare la fede cattolica con l’anticlericalismo oggi ci si rende conto che il maggiore supporto umano della tradizione cristiana è proprio la donna, cioè la cura che, per sua natura, la donna ha della famiglia. Si pensa allora di scardinare il cristianesimo snaturando la donna e quindi la famiglia?
Sarà questa la maggiore emergenza che il nuovo Papa, con la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, dovrà affrontare, nella continuità del messaggio evangelico.

“Solo la persona può amare e solo la persona può essere amata. Questa è un’affermazione, anzitutto, di natura ontologica, dalla quale emerge poi un’affermazione di natura etica. L’amore è un’esigenza ontologica ed etica della persona. La persona deve essere amata, poiché solo l’amore corrisponde a quello che è la persona. Così si spiega il comandamento dell’amore, conosciuto già nell’Antico Testamento e posto da Cristo al centro stesso dell’«ethos» evangelico. Così si spiega anche quel primato dell’amore espresso dalle parole di Paolo nella Lettera ai Corinzi: «più grande è la carità» …Se non si ricorre a quest’ordine e a questo primato, non si può dare una risposta completa e adeguata all’interrogativo sulla dignità della donna e sulla sua vocazione. Quando diciamo che la donna è colei che riceve amore per amare a sua volta, non intendiamo solo o innanzitutto lo specifico rapporto sponsale del matrimonio. Intendiamo qualcosa di più universale, fondato sul fatto stesso di essere donna nell’insieme delle relazioni interpersonali, che nei modi più diversi strutturano la convivenza e la collaborazione tra le persone, uomini e donne. In questo contesto, ampio e diversificato, la donna rappresenta un valore particolare come persona umana e, nello stesso tempo, come quella persona concreta, per il fatto della sua femminilità”. (Mulieris dignitatem)
Giovanni Paolo II

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