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Il Comune si riappropria di un pezzo storia: firmato davanti al notaio l’atto di acquisizione di Palazzo Caracciolo. Guarda Foto e Video Intervista

firma-palazzo-caracciolo-3Il Comune si riappropria di un pezzo storia. Firmato davanti al notaio l’atto di acquisizione di Palazzo Caracciolo. Il Comune di Atripalda, ieri mattina, è così diventato a tutti gli effetti comproprietario della storica struttura, e dell’annesso parco, donati a titolo gratuito dagli eredi Alvino. L’edificio inagibile è stato acquisito per l’80%, corrispondente alla donazione da parte di 28 eredi su 36, tramite atto notarile della dott.ssa Romana Capaldo alla presenza, per il Comune del Sabato, del sindaco Paolo Spagnuolo, del delegato alla Cultura e al Turismo Lello Barbarisi e del delegato al Patrimonio Mimmo Landi, per la controparte presente l’avvocato Giuseppe Rispoli, procuratore designato dagli eredi. L’ulteriore 15% sarà acquisito con un atto integrativo entro la fine del mese di marzo mentre per il restante 5%, di proprietà di alcuni eredi restii alla donazione, saranno, poi, avviate altre azioni legali. «Con questa firma ci avviamo alla conclusione di un passaggio importante per la città – afferma Barbarisi – attraverso un’operazione praticamente a costo zero ci impegneremo per prima cosa a mettere in sicurezza la struttura, affinché si possa riaprire la strada adiacente, e in un secondo momento a reperire i finanziamenti necessari per dare nuova vita allo storico edificio». firma-palazzo-caracciolo-1La struttura è sottoposta a due vincoli della Soprintendenza ai Beni Culturali ed accoglie la statua del Fauno e la Fontana del Pipistrello attribuiti entrambi all’architetto e scultore del ‘600 Cosimo Fanzago, autore anche della Fontana dei Tre Cannoli di Avellino, nel parco adiacente, inoltre, sono presenti due cedri annoverati anche nei libri di botanica: «Il valore storico è evidente, per questo sarà istituita anche una Commissione consiliare dedicata alla futura destinazione d’uso del Palazzo Ducale Caracciolo – spiega il sindaco Spagnuolo -, sarà, quindi, essenziale intercettare fondi per la ristrutturazione». L’urgenza, al momento, è quella di procedere quanto prima alla messa in sicurezza della struttura per poter riaprire via Salita Palazzo, chiusa da febbraio 2012 per i danni subiti dalla struttura a causa della straordinaria nevicata: «abbiamo stimato un intervento di oltre 50mila euro per il quale, naturalmente, – spiega Barbarisi – saranno chiamati a partecipare, in base alle quote di proprietà, gli eredi che non hanno concesso la donazione». Il costo delle operazioni eseguite al momento è inferiore ai 2.500 euro, cui si aggiungeranno esclusivamente le spese vive sostenute dato che «il notaio Capaldo ha elargito gratuitamente la propria prestazione professionale, – conclude Barbarisi – un pensiero va anche all’ex sindaco Capaldo che in passato mostrò l’intenzione di acquisire la struttura per un importo di 360mila euro, infine, ringrazio tutti gli eredi Alvino che nonostante il valore affettivo, hanno donato l’edificio di famiglia alla città. Siamo estremamente soddisfatti del risultato conseguito».

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