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Vertenza “La Casa di Adele”, fumata nera ieri sera dal tavolo convocato in Prefettura. D’Acunto (Cgil): “Pronti ad iniziative eclatanti”

Pubblicato in data: 15/3/2013 alle ore:12:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

casa-di-adeleDipendenti senza stipendio alla comunità terapeutica residenziale «La Casa di Adele» di Atripalda, fumata nera ieri sera dal tavolo convocato in Prefettura.
Non sono bastate le due ore e mezza di discussione per riuscire a raggiungere un accordo e garantire il pagamento delle undici mensilità arretrate che vantano i dipendenti della struttura di via Serino destinata a pazienti con disagio psichico. Con il viceprefetto hanno discusso le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti dell’Asl di Avellino, con il manager Florio, il Consorzio Piano di Zona Sociale A6 con il direttore Carmine De Blasio, le Acli Project Onlus ed infine il Comune di Atripalda rappresentato dl delegato ai Servizi Sociali, Dimitri Musto.
L’Asl di Avellino si è impegnata a pagare il 40 per cento della retta, in base alla normativa regionale. Un incontro che però non soddisfa i lavoratori come spiega il rappresentante della Cgil Marco D’Acunto: «Un nulla di fatto senza nessun impegno serio. Avevamo chiesto che per quanto riguarda le undici mensilità arretrate dei lavoratori né fossero pagare almeno quattro subito. L’Asl ha ribadito la volontà di voler mettere a posto la convenzione e per il pregresso di arrivare ad una transazione. Nei prossimi giorni valuteremo le iniziative da intraprendere, non escludendo azioni eclatanti».
I lavoratori, tutti dipendenti di Acli Project Onlus, non percepiscono lo stipendio da 11 mesi e dopo aver proclamato lo stato di agitazione hanno richiesto l’intervento del Prefetto Guidato affinché convocasse un incontro per verificare i percorsi possibili per un buon esito della vicenda dopo che tutti i tentativi bonari svolti dal sindacato e dai lavoratori erano risultati vani. «La responsabilità del mancato pagamento degli stipendi – conclude il delegato alle Politiche sociali, Dimitri Musto – non è del Comune di Atripalda. L’augurio da parte nostra è che la controversia possa risolversi nel più breve tempo possibile e che la Casa di Adele possa continuare nel futuro ad operare. Restiamo convinti che le mensilità arretrate verranno pagate ai lavoratori, e su questo c’è un impegno dell’Asl nel pagare il 40% degli stipendi in base alla nuova normativa regionale, dove si stabilisce che la Casa di Adele non è più una struttura sanitaria ma socio-sanitaria».

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2 risposte a “Vertenza “La Casa di Adele”, fumata nera ieri sera dal tavolo convocato in Prefettura. D’Acunto (Cgil): “Pronti ad iniziative eclatanti””

  1. Civico ha detto:

    Ma il Delegato ai Servizi Sociali sa di cosa parla quando interviene? La L. 328/00 definisce i Comuni attori principali nel sistema integrato dei Servizi Sociali. La scelta della Regione Campania di Federalismo Solidale degli Enti Locali chiama i comuni a una compartecipazione della spesa. E’avvilente constatare la superficialità di chi è preposto alla tutela dei più deboli.

  2. emilio ha detto:

    ma sig,state tranquilli c’è il delegato se no che delegato è?

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